BlacKkKlansman di Spike Lee

Finalmente il regista afroamericano Spike Lee è tornato: sceglie di dirigere un film sui rapporti razziali negli USA. Lo fa portandoci a Colorado Springs all’inizio degli anni’70. Il racconto è tratto dal libro scritto da un ex poliziotto di colore, Ron Stallworth. Lo “sbirro” riesce ad inventarsi una missione per infiltrarsi in una cellula violenta del movimento razzista del K. K. K. La storia è diretta estremamente bene dal regista, dosando aspetti storici e sociali, ma non rinunciando ad una certa ironia. Non manca la tensione durante il film, specialmente nel beffardo finale della storia raccontata; ma Spike Lee non si ferma ai fatti del film e al suo finale: ci catapulta agli ultimi fatti di violenza drammatica subiti dai manifestanti americani contro il razzismo.

Sicuramente il film ha una ottima sceneggiatura che va di pari passo con un montaggio di grande livello. Non si possono non ricordare tutti gli attori che recitano perfettamente la loro parte, sia i protagonisti che i comprimari.

BlacKkKlansman trailer ufficiale

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Un affare di famiglia di Hirokazu Kore'eda

Un film che ha come protagonista una famiglia giapponese, nella umile vita quotidiana e degli espedienti di cui vivono, o meglio sopravvivano i suoi componenti.
Una storia che rovescia la morale conformista e man mano svela verso il finale la reale storia dei protagonisti.
Alcuni di loro sono soli, ma nella famiglia trovano il bene e l’amore di stare insieme, in questo particolare nucleo familiare.
Un film sorprendente che non può che emozionare, grazie alla sua originale morale raccontata.
Ci sono molti momenti memorabili, fra tutti quelli che mi hanno emozionato sono l’abbraccio della mamma con la bimba e il viaggio in treno per raggiungere il mare.

Discretamente si intuiscono la solitudine e la violenza domestica presenti nella città della vicenda, ma il bisogno di sentirsi amanti sembra non incidere in questo “affare di famiglia“.

Consiglio di vederlo.

Un affare di famiglia trailer ufficiale

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Ermanno Olmi

Leggendo le notizie questa mattina, ho appreso che Ermanno Olmi è morto. Il suo ultimo film che ho visto al cinema era Torneranno i prati. Andrea ed io andammo a vederlo assieme, fummo molto colpiti dal messaggio pacifista e profondo di Olmi. L’autore raccontò degli uomini impotenti agli assurdi ordini della guerra di posizione. Bellissimo ed affascinante l’ambiente circostante del film: una natura invernale quasi indifferente al destino dei soldati. La vicenda si svolgeva durante la Prima guerra mondiale, in un avamposto sull’altipiano di Asiago.

La sua filmografia è lunga ed importante, Olmi ha sempre avuto una sensibilità commovente per i suoi protagonisti, sia che fossero ufficiali, soldati, santi bevitori, piratesse o contadini.

Perso nel supermercato - The Clash

supermercato scaffali dal film The Hurt Locker di Kathryn Bigelow

Perché si entra al supermercato? Per comprare quello che serve per nutrirsi?
Si forse tanto tempo fa, ma al giorno d’oggi nella cassetta postale di casa, si è sommersi di volantini dei supermercati anzi degli ipermercati.
Offerte speciali di prodotti, a sotto costo, a ribasso o a prendi tre e paghi due.
Si trova di tutto: cibo, elettrodomestici, detersivi, prodotti di bellezza, vestiari, cancelleria, giornali, libri, vasellame, biciclette, giocattoli, strumenti da bricolage, smartphone ed accessori vari, eccetera eccetera e così si inizia a perdersi solo leggendo i volantini.
Si entra al supermercato con una lista, magari precisa, poi si acquista sempre di più di quello che era nell’elenco e intanto si accumulano punti sulla tessera fedeltà.
Si è sicuri che tutto l’acquistato, poi, serva?
Si torna a casa, si mettono via le cose, si scartano i prodotti, si mangiano i cibi e alla fine si resta con un mucchio di rifiuti principalmente di carta e di plastica.
Si è appagati, vero?

 

Lost in a supermarketPerso nel supermercato
I'm all lost in a supermarket
I can no longer shop happily
I came in here for the special offer
A guaranteed personality

I wasn't born so much as i fell out
Nobody seemed to notice me
We had a hedge back home in the suburb
Over which i never could see

I heard the people who live on the ceiling
Scream and fight most scarily
Hearing that noise was my first ever feeling
That's how it's been all around me

I'm all tuned in, I see all the programmes
I save coupons from packets of tea
I've got my giant hit discotheque album
I emty a bottle i feel a bit free

The kids in the halls and the pipes in the walls
Make me noises for company
Long distance callers make long distance calls
And the silence makes me lonely

And it's no hear
it disappear
Mi sono perso nel supermercato
Non riesco a fare la spesa felicemente
Sono entrato per quell'offerta speciale
Personalità garantita

Più che nato sono capitato
Sembrava che nessuno si accorgesse di me
Avevamo una siepe dietro casa in periferia
Oltre la quale non riuscivo a vedere

Sentivo la gente del piano di sopra
Urlare e picchiarsi in modo terribile
Sentire quei rumori fu la mia prima emozione
Ecco cosa avevo intorno a me

Sono sempre sintonizzato, vedo tutti i programmi
Conservo i punti dai pacchetti di tè
Ho comprato il mio album di hits da discoteca
Svuoto una bottiglia e mi sento un pò più libero

I ragazzi dentro le stanze e le tubature dei muri
Fanno rumori che mi tengono compagnia
Chi chiama da lontano chiama da lontano
E il silenzio mi lascia solo

Non è qui
Scompare
Riferimenti
  • La canzone Lost in the supermarket è tratta dall’album London Calling, pubblicato nel 1979 da The Clash.
  • Il testo e la traduzione sono tratte dal sito Radio Clash.
  • L’immagine e lo spezzone qui sotto sono tratti dal film “The Hurt Locker”, di Kathryn Bigelow, uscito nel 2009.

Arrival di Denis Villeneuve

Arrival è un film di genere fantastico o meglio di fantascienza, ma è anche attuale perché alcuni protagonisti sono degli immigrati (alieni).
I personaggi principali non hanno paura di prendere contatto con degli esseri provenienti da chissà dove.
La difficoltà è di interpretare correttamente il loro linguaggio per non fraintenderlo.
Il tempo diventa un aspetto importante: non è propriamente orario, come noi pensiamo.
Un film non scontato e direi affascinante, sia per le parte emozionale che per la riflessione sulla vita.
Un film che ti fa venire voglia di rivederlo per capirne maggiormente il significato.

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Due amici di blog hanno scritto dei post sul film di Denis Villeneuve, sicuramente meglio del mio e mi hanno convinto ad andarci: La teiera volante e Sourtoe Cocktail Club.

Diritto di uccidere di Gavin Hood

Tutti i protagonisti del film hanno un obiettivo da perseguire.
I militari, molto pragmatici, di uccidere un piccolo gruppo terroristico. I politici, che nonostante i dubbi legislativi, morali (pochi) e le ripercussioni diplomatiche, di decidere e di avallare la missione militare.
Tutta la vicenda si svolge in tempo reale, attorno ai cosiddetti “danni collaterali” che vivono la loro semplice quotidianità.
Sebbene vi sia qualche accenno di propaganda, il film ha un bel ritmo in crescendo. Gli attori sono molto rappresentativi nella parte.

Diritto di uccidere trailer ufficiale

 

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Io, Daniel Blake di Ken Loach

Daniel non può riprendere a lavorare a 59 anni dopo un arresto cardiaco. La sua vicenda diventa assurda perché il sistema che dovrebbe aiutarlo, con la sua burocrazia lentamente lo immobilizza, senza fargli ottenere il legittimo sussidio di disoccupazione per invalidità. Il protagonista non si arrende e continua tenacemente la quasi disperata richiesta.
Ken Loach racconta la vicenda con realismo, con un pizzico di ironia e un profondo rispetto per i personaggi.
Il regista mostra i meccanismi articolati che schiacciano Daniel e le storie che si intrecciano con lui.
Un film speciale sul senso di solidarietà e con una critica sociale molto attuale.
Memorabile la scena di Daniel con la bomboletta spray.

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Vinicio Capossela Nel paese dei coppoloni

Un documentario sulle strade di un profondo Sud italico, in una zona geografica ben delimitata: l’Alta Irpinia. Vinicio è un antropologo che con i suoi occhi e le sue orecchie fa suo un territorio, ci si immerge per spiegarcelo e per dirci che pure qui c’è un universo da scoprire.

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P.S.

Il prezzo del biglietto era di quattordici euro, direi piuttosto caro.

PJ Harvey canta Red Right Hand di Nick Cave

Una delle mie musiciste preferite è PJ Harvey e la sua versione di Red Right Hand è stata scelta per il film Crimson Peak di Guillermo del Toro. Mi piace molto perché il brano cantato da PJ Harvey è reinterpretato creando una atmosfera soffusa d’attesa e di tensione, che penso si adatterà bene al film Crimson Peak.

Red Right Hand è stata scritta da Nick Cave, Mick Harvey e Thomas Wydler e fa parte dell’album Let Love In (1994).

→ Prosegui la lettura di PJ Harvey canta Red Right Hand di Nick Cave

Boyhood di Richard Linklater

Il protagonista del film Boyhood è un bambino di nome Mason di sei anni, che vedremo crescere fino a essere diciottenne.
Proprio in questo sta la particolarità della storia: gli attori diventano grandi e invecchiano realmente durante le riprese del film Boyhood.
Il regista Richard Linklater ha ideato e diretto in dodici anni un film quasi sperimentale sulla vita quotidiana, che passa in termini di ore, giorni, mesi e anni.
La vicenda scorre come la vita reale senza essere mai noiosa, anzi mi sono accorto che più di una volta ho fatto il tifo per Mason in tante situazioni giornaliere.
Una altra caratteristica di Boyhood, è vedere come appaiono e scompaiono dalle scenografie oggetti d’uso quotidiano nei dodici anni di vita di Mason e della sua famiglia.
Il regista ha visualizzato in modo eccellente, come la vita quotidiana possa essere eccezionale.
Bello.

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