Calexico Sommacampagna VR 10/07/2018

I Calexico sono una band fondata da Joey Burns e John Convertino, cantante e chitarrista il primo, batterista il secondo. La loro caratteristica è fondere stili musicali messicani ed americani, creando una immaginaria frontiera musicale. La musica dei Calexico non ha confini, ma rispetto e dignità, una colonna sonora da deserto western, un po’ alla Ennio Morricone.

Il concerto era per la maggior parte incentrato sugli ultimi album, dove le canzoni sono per lo più ballate che mantengono le influenze musicali messicane e rock americane. La loro musica trasmette calore ed umanità, perché intreccia le radici del folklore messicano con quello rock, con un suono contemporaneo.

Un tema sfiorato discretamente e in modo intelligente è stato quello dell’immigrazione: due volte Joey Burns ce l’ha ricordato.
La prima introducendo una canzone pensando ai “neighbors” (vicini di casa), intesi come persone e non separati solo da un confine geografico. La seconda volta nel finale durante il bis: i Calexico hanno citato nella canzone “Güero canelo” una strofa di “Desaparecido” di Manu Chao.

Sebbene la band provenga dall’Arizona è riuscita idealmente ad avvicinare la provincia veronese alle terre desertiche del confine messicano e statunitense.

I due Calexico si sono fatti, diciamo così, le ossa nei Giant Sand di Howe Gelb.

Il post è dedicato agli Amici (loro sanno chi sono).

No books only smartphones

Siamo stati a Londra per qualche giorno.
Il mezzo ideale per spostarsi nella capitale britannica è la metropolitana (Underground o Tube).
Era da parecchi anni che non tornavo a Londra, ma mi ricordavo che molte persone durante le corse leggevano i libri.
Quest’anno mi aspettavo vederne di lettori, invece no: solo gente con lo smartphone.

Persone con smartphone nella London Underground

Una rarità la persona che leggeva un libro: “H is for Hawk” di Helen Macdonald.

H is for Hawk di Helen Macdonald

Foto scattate nella linea Circle / District a Londra.

Michela Murgia - Viaggio in Sardegna

Undici percorsi nell’isola che non si vede.

Quante guide sono state dedicate ad un isola meravigliosa come la Sardegna? Perché scegliere una guida al posto di un’altra?
Francamente è difficile scegliere, ma “Viaggio in Sardegna” della scrittrice Michela Murgia è da leggere. La risposta sta nel suggerimento discreto a vedere l’isola nella sua interezza ma con occhi diversi, guidati da chi la conosce davvero bene: la Murgia, sarda purosangue. Il nostro punto di vista durante la lettura diviene più curioso e avido di saperne di più sulla Sardegna. L’autrice ha una scrittura che condensa profondamente aspetti sociali, culturali, economici e storici nei capitoli (gli undici percorsi) del libro. Durante la lettura vi sono ogni tanto delle citazioni di scrittori sardi e del continente (italiani e stranieri), per sottolineare i temi narranti.
Il libro non tratta solo degli aspetti geografici tipici della Sardegna, ma va oltre, in realtà non so come spiegarvelo, perché le bellezze e le emozioni sono così tante che ci voleva un libro per raccontarlo, ed è ciò che ha fatto la Murgia. Infatti quest’opera letteraria è un invito ad aprire le porte del popolo sardo, scoprendo la storia e l’umanità che lo contraddistingue, superando l’idea di Sardegna da cartolina.

Se avrai letto il mio post fino ad ora, ti chiederai quali sono questi itinerari da scoprire. Beh, ti cerchi il libro e li leggerai, così scoprirai come la scrittura di Michela Murgia riesca a svelare la terra sarda e i suoi abitanti.

Maschera sarda e il libro della Murgia

Riferimenti
  • Michela Murgia, Viaggio in Sardegna, Einaudi, 2014

Cinquanta!!!

Passano i giorni, i mesi e gli anni, proprio oggi sono cinquanta.

Ecco tutto qui e bene, molto bene.

Tenendo conto che c’è più tempo che vita.

Cigarettes After Sex Ferrara 09/07/2018

Il gruppo americano dei Cigarettes After Sex proviene da El Paso ed è stato ospite del festival Ferrara sotto le stelle. La loro musica è lenta, suadente e notturna, caratterizzata dalla voce sottile e monotona di Greg Gonzalez. Il quartetto si è esibito all’interno del cortile del Castello Estense.

A me e al Prof. Valentine è sembrata una buona occasione di ascoltare il gruppo statunitense. Ci siamo ritrovati nella splendida cornice interna del castello, dove il pubblico in adorante attesa aspettava l’inizio della performance. L’inizio è stato disturbante, perché il suono del basso era alto e distorto. Ho pensato: hanno fatto il sound check?!?. Infatti il tecnico del suono è intervenuto al secondo brano e ne ha regolato il volume e “meno male”.

Un concerto piuttosto monocorde, solo verso la fine qualche brano ha avuto un po’ di brio, che ha reso meno noiosa la musica, dato che la voce di Greg era sempre uguale nel cantato. Ogni tanto girandomi vedevo il gioco di luci che proiettava le ombre del batterista e del cantante sulla facciata opposta del castello. Il pubblico entusiasta alzava le mani e con “aggeggi luminescenti” fotografava e riprendeva la band; questo rituale di usare gli smartphone era continuo e seccante: “ma goditi il concerto, no?!?”.

Il tutto compreso il bis finale è durato poco più di ora.

Un concerto sufficiente e non memorabile, visto anche il costo del biglietto e della trasferta.

Album: Folgaria 2 Il cimitero militare austroungarico di Slaghenaufi Lavarone

Vicino a Lavarone (TN) c’è un cimitero austroungarico risalente alla Prima guerra mondiale sito nei pressi di un ospedale militare: vi sono sepolte 748 vittime sia civili (infermieri e medici) che militari, la maggior parte di giovane età e molte senza nome.Tante croci…..tante giovani vite…

LCD Soundsystem Berlino 30/05/2018

Rock e musica elettronica: LCD Soundsystem da New York.

Ritmo ritmo ritmo che proprio non riesci a star fermo, anche se ogni tanto un po’ di tregua la concedono.

Posso dire che vi sono dei riferimenti new wave anni’80 nella loro musica, ma il gruppo di James Murphy è proprio divertente e godibile dal vivo, forse anche meglio che su disco.

Riferimenti

LCD Soundsystem Setlist Tempodrom, Berlin, Germany 2018, American Dream

Benvenuti in america

La copertina della rivista Time.

Restiamo umani?

Si, restiamo umani.

Album: Folgaria 1 Monte Maggio e le trincee

Partendo dal rifugio di Passo Coe, dopo circa un’ora di cammino, siamo giunti sulla cima di Monte Maggio (1856 metri). Qui si trovano i resti delle trincee austro-ungariche, teatro della Prima guerra mondiale. Lentamente la natura si riappropria delle buche e delle pietre lasciate un secolo fa. Il panorama è stupendo: una vista a trecentosessanta gradi sulle montagne e valli circostanti. Nelle giornate più limpide si riconoscono persino le Dolomiti di Brenta. Da vedere.

Bandabardò Brescia 23/03/2018

Sono stati definiti come il “più scatenato, appassionato, roboante e colorato gruppo folk italiano in attività”.
Hanno fatto più di 1500 (millecinquecento) concerti. All’inizio del concerto Erriquez il cantante declama: 1559 concerti con oggi a Brescia della Bandabardò!
E’ stato in inizio entusiasmante che ha continuato fino alla fine del live.

Ho visto varie volte il gruppo fiorentino, non sono mai stato deluso e così è stato. Devo riconoscere che preferisco vederli dal vivo all’aperto e non in un locale. Ovviamente il locale era stracolmo di persone, tutte contente. Al prossimo concerto quindi!

Riferimenti