Ma a voi Benigni è piaciuto?

Roberto Benigni San remo 2011 L'inno di MameliIl nostro amico Enrico mi segnala un fondo di Natalino Balasso sul Fatto Quotidiano, che parla dell’intervento di Benigni al festival di San Remo. L’umanità ha poco bisogno di un festival di San Remo, figuriamoci quale possa essere la necessità di un intervento di Benigni a un festival di San Remo.

Balasso ci va giù duro: l’inno di Mameli,[...] se   dovessimo cantarlo tutto intero, ci sarebbero anche strofe a dir poco imbarazzanti per chi crede nella democrazia.”

“L’orgoglio è un sentimento pericoloso,” continua Balasso, “in fondo non è da questo che nascono le guerre? Non è dagli inni nazionali? Non è dallo stringiamci a coorte? Dalle bandiere?”

“Mi preoccupa,”
è la conclusione, ” una sinistra che sembra rispondere alla mancanza di moralità e all’arroganza dei governanti con un bigottismo cieco o una vacua retorica.”

Come non essere d’accordo? È più o meno quello che ho pensato io, ascoltando alla radio i primi due minuti della lectio di Benigni. A dir la verità ho pensato “che due palle!“, ma il discorso non è diverso.

Mi sembra ridicolo sostituire alla retorica padana, propria dei neo-xenofobi, quella italica, risorgimentale, borghese e reazionaria, contro cui ci siamo battuti da sempre.

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Meglio Berlusconi o Marchionne?

L'ad di Fiat Sergio Marchionne con il premier Berlusconi (foto Ansa)Mentre il nostro caro, simpatico, assurdo satrapo si tiene attaccato alla poltrona con tutta la forza rimasta, la nuova destra scalpita per la successione al potere. Davvero vogliamo staccare la spina?


Quello cui stiamo assistendo in questi giorni ha dell’incredibile, oltre a essere discretamente vergognoso. La realtà sta superando tutte le fantasie, anche le più contorte, costringendo anche la satira più impietosa a un veloce aggiornamento, come il “partito du pilu” del film Quanlunquemente di Antonio Albanese, reso obsoleto ancor prima dell’uscita nelle sale.

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Corto Maltese prende a calci un fascista

Corto Maltese prende a calci un fascistaOggi scorro velocemente il Corriere della Sera e alla pagina della cultura leggo che il circolo Casa Pound ha organizzato un incontro dal titolo eloquente: “Camerata Corto Maltese”.

Ci resto secco!

Da dove se lo sono ricavato questo titolo?

Hanno mai letto un fumetto di Hugo Pratt?
Credo che non ci siano dubbi su come la pensasse Hugo Pratt e il suo personaggio Corto Maltese, direi che la vignetta che riporto parla chiaro, vero?
E’ tratta dalla pagina 74 di “Favola di Venezia (sirat al bunduqiyyah)“, Rizzoli Milano Libri, 1987.

Di seguito riporto una lettera di Guido Fuga, uno dei più stretti collaboratori di Hugo Pratt in risposta all’incontro.

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Calearo goes to Hollywood

Massimo Calearo

Massimo Calearo

Anche Massimo Calearo è da iscrivesi tra coloro che col voto di fiducia hanno salvato Berlusconi e il suo governo.

Anche Massimo Calearo è tra i top-interviewed del momento, nella sua scomoda posizione di eletto nel PD, che ora ha salvato le ultra-settantenni chiappe del nostro presidente del Consiglio.

Ero tra i molti che, nel 2008, alla candidatura dell’ex caimano di Federmeccanica (associazione degli imprenditori del comparto meccanico), reo di vari atti di comportamento antisindacale, avevano storto il naso.

L’idea sbandierata da Veltroni, di mettere nelle liste del neo partito un esempio di imprenditoria illuminata del nord-est mi convinceva poco. In genere tendo a non fidarmi di chi cambia casacca con tanta facilità: avendo alle spalle feroci lotte contro i diritti dei lavoratori, candidarsi con un partito dichiaratamente di centro-sinistra poteva essere interpretato come mancanza di coerenza.

Mi sbagliavo: il comportamento di Calearo è stato un esempio sfavillante di coerenza: alla prima occasione è passato, armi e bagagli, con Berlusconi, confermando la sua fama di caimano mangia operai.

Alla ‘Repubblica’ ha confessato ‘‘forse dovrei andare un po’ all’estero” perché qui ”il clima e’ insopportabile”.

Niente in contrario (per carità!), solo una richiesta: mica potrebbe portarsi dietro anche Veltroni?

di Michele Bottari

Scilipoti è Dio

Domenico Scilipoti

Domenico Scilipoti

Stamane, dopo le battaglie di Roma (dentro e fuori Montecitorio) ho sentito in radio l’intervista a Scilipoti, soccorritore del governo Berlusconi, ma eletto nelle liste dell’Italia dei Valori.

A parte l’arroganza, il vociare ad alta voce per sovrastare quella della giornalista, rea solamente di fare domande precise, mi ha colpito l’ostentata sicurezza, tipica di chi sente di aver ragione, o, più verosimilmente, di chi non ha più niente da perdere.

Alla domanda se non pensi di aver tradito il mandato degli elettori dell’Italia dei Valori, Scilipoti ha risposto di no. “Gli elettori dell’Italia dei Valori mi hanno dato un mandato: amministrare negli interessi del Paese, creare tutte le condizioni per poter difendere i propri figli e il potere d’acquisto dei cittadini italiani.”

“In un momento particolare come questo - ha proseguito Scilipoti -

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Vendola ha toppato

Vendola e Bersani

imagesvendolabers

di Michele Bottari

Vendola ha deluso, in maniera netta.

Pochi giorni fa abbiamo avuto l’annuncio che la Regione Puglia, ha firmato un accordo con Microsoft per la realizzazione di un centro di Competenza sponsorizzato dal colosso di Redmond.

Avete capito bene: un centro Microsoft in Puglia, patria (secondo Vendola) dell’open source nella pubblica amministrazione.

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Prima di dotare di bombe gli aerei italiani perché non ...

Prima di dotare di bombe gli aerei italiani perché non provare a visitare uno degli ospedali di Emergency in Afghanistan? Magari si potrebbe vedere la differenza fra due bimbi feriti da una bomba dei talebani e da una occidentale.
Questo proposta non è mia ma di Cecilia Strada, parole semplici, dirette e vere, comprensibili da chiunque, invece qui in Italia abbiamo un ministro che vorrebbe dotare gli aerei militari di bombe.

La situazione è sicuramente complessa in Afghanistan ma questa “escalation” non aiuterà il popolo afghano, senza contare gli ulteriori costi economici che comporteranno all’Italia. Aggiungere armi su armi, ma dove siamo in missione di pace o di guerra? Non sarebbe meglio tentare altre idee per dare un po’ di tranquillità a quel popolo? Perché non costruire un ospedale? Bonificare dei terreni da ordigni inesplosi? Ricostruire delle scuole o … provate voi a scrivere cosa si potrebbe fare.