Sette fratelli per il 25 aprile

Il 25 aprile mi piace ricordarlo con l’intensa interpretazione di Marco Paolini e de I Mercanti di Liquore. Il testo fu scritto da Gianni Rodari in memoria dei sette fratelli Cervi.
I Cervi: Gelindo (classe 1901), Antenore (1906), Aldo (1909), Ferdinando (1911), Agostino (1916), Ovidio (1918), Ettore (1921). Nati a Campegine (Reggio Emilia), tutti fucilati il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia.

Buon 25 aprile 2017!

I sette fratelli
C'erano sette fratelli
che andavano per il mondo:
sei erano sempre allegri,
il settimo sempre giocondo.

Sei andavano a piedi
perché non avevano fretta,
il settimo invece perché
non aveva la bicicletta.

La leggenda dirà
dell'ultima battaglia:
dove cantò la cicala
abbaia la mitraglia.

Una muta di cani
la notte ha circondata,
il fumo lecca i muri
della casa incendiata.
Ma quando li portarono
alla crudele morte,
non eri tu, fucile,
il più fermo, il più forte.

C'erano sette fratelli
che andavano per il mondo:
sei erano sempre allegri,
il settimo sempre giocondo.

Sei andavano a piedi
perché non avevano fretta,
il settimo invece perché
non aveva la bicicletta .

Nella nebbia dell'alba
si nascosero i cani,
e chiusero gli occhi
per non vedersi le mani.
Negli occhi dei sette Cervi
l'aurora si specchiò,
dagli occhi fucilati
il sole si levò.

Vecchio, tenero padre,
olmo dai sette rami,
nella vuota prigione
per nome ancora li chiami,

C'erano sette fratelli
che andavano per il mondo:
sei erano sempre allegri,
il settimo sempre giocondo.

Sei andavano a piedi
perché non avevano fretta,
il settimo invece perché
non aveva la bicicletta .

E a notte fra le sbarre
fin dove soffia il vento
intatte vedi splendere
sette stelle d'argento.

Sette stelle dell'Orsa
come sette sorelle.
I cani non potranno
fucilare le stelle.

Sette stelle dell'Orsa
come sette sorelle.
I cani non potranno
fucilare le stelle.
Riferimenti

La bruma al mattino e i Sigur Ros ( ) 6

Bruma al mattino, da Custoza verso Villafranca Verona

La bruma al mattino, attesa della giornata.

Francesco Guccini - Culodritto

Una canzone che mi ha sempre colpito, perché l’ho fatta profondamente mia vedendo lo sguardo dei miei figli.
Il vocione di Guccini racconta il legame paterno, il desiderio di avere la stessa curiosità e l’innocenza di un bambino.
Il finale è un augurio di buona vita e speranza alla crescita. 

Culodritto di Francesco Guccini, dall’abum Signora Bovary (1987)

Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti
e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti,
ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare
e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare…

dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto
per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto;
vola, vola tu, dov’ io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto…
vola, vola tu, dov’ io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare…

 

 

Nada Senza un perché

Me la ricordo eccome questa canzone, ora tornata a sorpresa alla notorietà del grande pubblico dei media.

Sono a cena da un caro amico e mi parla entusiasticamente della serie The Young Pope, diretta da Paolo Sorrentino. Aggiunge: “che c’è una canzone bellissima, di una cantante italiana …“. Mi racconta la scena dove in sottofondo si ascolta Senza un perché di Nada.

È da quella sera che ascolto moltissimo il brano di Nada. Sono quelle canzoni che mi entrano in testa e girano circolari. La melodia musicale insiste, la voce di Nada gentile e decisa, mi porta a visualizzare una persona buona e con una vita interiore profonda …

P. S.

La canzone è stata interpretata nella tournée di Nada assieme a Massimo Zamboni e raccolta nell’album live L’Apertura del 2005.

99 Posse – Dentro ai tuoi occhi

Una delle mie canzoni preferite dell’ultimo album dei napoletani 99 Posse. Un brano tutto per il figlio di Luca O’Zulu, una descrizione di momenti e di emozioni speciali. Tutto il bene che un genitore augura ad un figlio. Una canzone non scontata e quindi originale.

Dedicato a G&A

Mau Mau Miramare

Miramare è tratta dall’album 8000 Km, uscito all’inizio di giugno 2016.

Il mare è come un ponte che non sta mai fermo
si muove e si confonde ma non sta mai fermo
non puoi fermar le onde
non puoi domare il vento
il mare è come un ponte …

Il 25 Aprile 2016 speciale di Giorgio

Il 25 Aprile resta e resterà una festa speciale: la liberazione dal nazifascismo. La intendo sia per il suo significato storico sia come metafora contro il potere dominante che ci vuole ingabbiare.

Oggi per la nostra famiglia sarà una giornata straordinaria.
Il Giorgio, papà e nonno, festeggerà i suoi primi 80 anni!

Leonard Cohen The Partisan

Evviva il 25 Aprile

Liberazione 1945 2015 festa

Racconti di mio nonno e di mia madre, sono impressi fortemente nella mia memoria.
Sono uniti a un sentire comune come nella canzone cantata da Mara Redeghieri e dagli Üstmamò.

Üstmamò – Siamo i ribelli della montagna

PJ Harvey canta Red Right Hand di Nick Cave

Una delle mie musiciste preferite è PJ Harvey e la sua versione di Red Right Hand è stata scelta per il film Crimson Peak di Guillermo del Toro. Mi piace molto perché il brano cantato da PJ Harvey è reinterpretato creando una atmosfera soffusa d’attesa e di tensione, che penso si adatterà bene al film Crimson Peak.

Red Right Hand è stata scritta da Nick Cave, Mick Harvey e Thomas Wydler e fa parte dell’album Let Love In (1994).

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This Mortal Coil → Tim Buckley

I This Mortal Coil sono un super gruppo degli anni’80 e hanno inciso per l’etichetta 4AD.
Il gruppo comprende musicisti che rientrano nello stile della new wave, post-punk e del dark (o goth).
Nell’album It’ll End In Tears (1984) spicca la cover di Song to a siren, scritta originariamente da Tim Buckley e pubblicata nell’album Starsailor (1970).
Mi colpiscono sempre i sentieri che nella musica portano ad artisti che non conoscevo.
La sperimentazione negli accordi e la vocalità di Tim mi accompagna nel vortice della canzone.
L’interpretazione di Elisabeth Fraser dei Cocteau Twins canta con dolcezza e determinazione, racconta e omaggia il vagabondo delle stelle.

A Fabio e Marco.