Linux day 2014, per la libertà digitale 25 ottobre Caselle Verona

Logo Linux day 2014, per la libertà digitale 25 ottobre Caselle VeronaL’Officina S3, associazione che dal 2007 si occupa di rigenerare vecchi PC per scopi benefici, aderisce al Linux Day nazionale organizzando un seminario aperto a tutti dal titolo “Linux: un antidoto alla schiavitù digitale? sabato 25 ottobre 2014, dalle ore 15:30 presso la sede dell’Officina, a Caselle di Sommacampagna (VR). Il tema della giornata riguarda la lotta per le libertà digitali. A questo scopo l’officina intende mostrare lo stato odierno della rete delle reti: Internet.

L’evento ha anche lo scopo di presentare l’attività dell’Officina, che da anni lavora per dare dignità ai computer scartati perché obsoleti, rigenerarli e metterli a disposizione di soggetti deboli, ma anche di persone consapevoli. Per fare questo, è fondamentale l’apporto di Linux (sistema operativo open source), che permette a macchine anche datate di funzionare in piena efficienza.

“Il nostro scopo è quello di recuperare dei computer dismessi (trashware),” dice Mirco Gasparini, presidente dell’Officina S3, “e, attraverso il PC ricondizionato, diffondere GNU-Linux e il software libero.”

“Ma tra i nostri obiettivi c’è anche la diffusione del concetto di libertà digitale, che oggi sta passando un momento assai buio,” continua Gasparini,  “stritolata com’è da monopoli come Apple, Google, Twitter e Facebook.”

Per questo appoggiamo Ninux, un progetto di rete libera e alternativa con presupposti molto simili al nostro amato Linux, a cui abbiamo aderito con entusiasmo,” conclude Gasparini.

Come tradizione, chi porterà il proprio PC potrà farsi aiutare nell’installazione di Ubuntu-linux. Quest’anno sarà attivo anche un mercatino in cui troverete PC già pronti e componenti hardware, per iniziare da subito la vostra esperienza con Linux. Saranno disponibili alcune copie del libro sul trashware, orgoglio dell’associazione, scritto dal vulcanico Mirco Gasparini.

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Libri e muri

Guido Scarabottolo muro e libri

L’omino azzurro che ne farà del libro?
Lo lancerà al di là del muro?
Lo leggerà a chi sta al di là del muro?
Lo …

Illustrazione di Guido Scarabottolo.

Dagli Einstürzende Neubauten sta arrivando Lament

Einstürzende Neubauten Lament 2014Il gruppo berlinese degli Einstürzende Neubauten è dal 2007 che non produce un nuovo album e quest’anno finalmente uscirà Lament.
Si tratterà di un progetto ispirato allo scoppio della Prima Guerra Mondiale (avvenuto esattamente 100 anni fa).
Il gruppo ha effettuato una ricerca immensa e profonda negli archivi delle università di Berlino e Francoforte, facendo nascere il progetto musicale e teatrale Lament

Gli strumenti che gli Einstürzende Neubauten hanno utilizzato sono sempre tanto particolari e contemporanei: oltre alla straordinaria voce di Blixa Bargeld, ascolteremo l’acciaio, gli oggetti “ritrovati” e altri mezzi studiati e costruiti da loro stessi per abbinarli ad un ensemble d’archi.

L’album Lament sarà pubblicato ufficialmente il 7 novembre 2014 e presentato in un tour teatrale europeo che toccherà anche l’Italia.

Riferimenti:

Facebook Killed The E-mail

Facebook killed the E-amilHo il mio indirizzo di posta elettronica come la maggior parte delle persone che usano le rete internet, però in questi ultimi mesi mi sono accorto di un dato ormai di fatto: non ricevo più e-mail se non newsletter!
Una volta ricevevo racconti di fatti, impressioni, qualche foto, informazioni su cose in generale, link interessanti o saluti, ora quasi più nulla.
Possibile che i miei amici o contatti non mi scrivano più?

Non ci ho messo più di tanto a darmi una risposta, ormai tutti scrivono o postano link su Facebook. Ho rivolto la stessa domanda a qualche amico e conoscente e alla fine hanno ammesso che usano Facebook per comunicare con le persone. Insomma tutto quello che una volta era scritto sotto forma di e-mail è veicolato all’interno del mare magnum del più noto dei social network.

Questo fenomeno non mi sorprende, Facebook è effettivamente facile, comodo, vedi se un amico è collegato, grazie a tutte quelle funzioni che rendono amichevole l’universo del social network. Inoltre questa situazione si è amplificata con i dispositivi mobili perché si ha la possibilità o scelta di avere questo accesso a portata di mano e di essere continuamente on-line. Ti colleghi a Facebook e ti ritrovi addosso un mosaico fitto fitto di parole e di immagini statiche o in movimento, magari nostre o proposte da chissà chi in base agli algoritmi di Facebook e quindi ecco che contatti l’amico via chat o con un commento o schiacci un mi piace e addio alla posta elettronica!

Le sculture di Igor Mitoraj a Castel Vecchio a Verona

E’ stata una piacevole sorpresa ospitare a Verona al Castel Vecchio le opere dello scultore polacco Igor Mitoraj.

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Ricordando Enzo Baldoni fra i fumetti

Enzo Baldoni con occhiali

Il 26 agosto del 2004 moriva in Iraq come giornalista freelance.
Aveva un agenzia pubblicitaria, gli piaceva scrivere.

Enzo era anche un appassionato di fumetti
e grazie a lui abbiamo potuto leggere le sue traduzioni sulle riviste Linux e Corto Maltese.

Samuele Bersani gli ha dedicato la canzone Occhiali Rotti.

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Per saperne qualcosa: Enzo Baldoni, ucciso in Iraq e insultato in Italia di Gianni Barbacetto.

 

Molino b&n

Dedicated to Rose

C'era un rumore in lontananza ...


C’era un rumore in lontananza
ma eri tu che ascoltavi i Sonic Youth
che ascoltavi i Sonic Youth.
C’era un rumore in lontananza
ma eri tu che ascoltavi gli Smiths e i Sonic Youth. …

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La strofa è tratta dall’ultimo album Costellazioni de Le Luci Della Centrale Elettrica, la canzone è appunto I sonic youth, mentre nella strofa successiva si citano anche gli Smiths.

Ecco, mi rappresenta.

 

 

Da Mutazione a Musica per architetture abbandonate

Daniele Ciullini Musica per architetture abbandonateDaniele Ciullini durante gli anni ’80 gestiva fanzine e componeva musica elettronica e ora grazie alla nuova riscoperta della vecchia scena underground italiana degli anni ’80 è stato selezionato da Alessio Natalizia nella compilation Mutazione, edita per l’etichetta inglese Strut Records. Interessante riprendere gli esperimenti del passato ma ora Daniele sta vivendo una nuova creatività musicale proprio nella sua città, Firenze. Daniele ha sempre cercato delle suggestioni da luoghi isolati o abbandonati per trarne ispirazione.
Il progetto sonoro Musica per architetture abbandonate è ormai rilasciato già da qualche mese ma ci sono altre novità …

Domanda: Daniele, introduci la scena underground degli anni ‘8o a Firerenze.
Risposta: Gli anni ’80 hanno attraversato Firenze con tutto il loro potenziale di creatività un po’ come dovunque. E’ stata un’onda che ha toccato tutte le aree, anche se arti applicate, teatro e musica hanno fatto la parte del leone. Secondo le leggi che governano lo sviluppo della società in genere ad una moltiplicazione quantitativa di prodotti culturali ha corrisposto poi la nascita di una rete di spazi e occasioni nei quali portare in superficie le produzioni; sono così sbocciati discoteche, trasmissioni radio, club, negozi e fanzines nei quali quel variopinto mondo mutante e trasgressivo ha trovato sede. Un circuito che qualitativamente e quantitativamente ha oscurato quello più ufficiale, chiuso nel mantenimento della tradizione e incapace di aprirsi al cambiamento. Queste in sintesi le luci. Le ombre invece, a mio avviso, sono localizzate sul fiato corto che tanti nomi e situazioni hanno avuto. Quasi una fiamma che rapidamente si è spenta, così che soltanto ben pochi progetti sono stati capaci di reggere l’urto del tempo sviluppando quei geni di bellezza e novità mostrati in origine.

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Crass No Love No Peace a Verona

Crass No Love No Peace Verona Opifico dei Sensi 2014 presentazione del ibro di Marco Pandin

Venerdì 13 giugno presso l’Opificio dei Sensi a San Martino B. A. Loc. Ferrazze (VR) avremo il piacere di ascoltare Marco Pandin che presenterà il suo ultimo libro “Crass No Love, No Peace”.
La presentazione è organizzata ed inserita nella manifestazione Brutti Caratteri – Editoria e Culture Indipendenti giunta alla decima edizione.

Il libro racconta la storia dei Crass, la band o meglio il collettivo anarcopunk inglese. Il libro è corredato di due CD.

“I Crass, o meglio Penny Rimbaud, Steve Ignorant, Eve Libertine, Joy De Vivre, Hari Nana, Phil Free, Pete Wright, G. E. Sus e Mick Duffield, sono riusciti a creare insieme una delle utopie possibili, e a mantenerla in vita per quasi otto anni, riuscendo a concentrare attorno al loro progetto una grande quantità di energie, amori ed attenzioni. Nel periodo dal 1977 al 1984 sono stati la stella cometa del rock politico più estremo. Difficili da costringere entro definizioni di “genere musicale” (è punk? è musica d’avanguardia? o, per dirla con loro, si tratta di “scrittori di canzoni d’amore”?), essi hanno sempre agito a sorpresa, al di sopra e al di fuori di qualsiasi schema concettuale preesistente, caratterizzando la loro attività, più che in senso strettamente musicale, in un più ampio senso culturale e politico, nuovo e rivoluzionario, anarchico e pacifista. Infatti, oltre che nella plastica dei dischi e sui palchi dei concerti – trasformati costantemente in iniziative a beneficio di progetti a sfondo sociale ed antagonista – l’opera dei crass è dentro a numerosi libri, opuscoli e volantini, nelle manifestazioni di protesta spontanee e mai autorizzate, nell’occupazione abusiva degli spazi inutilizzati, nelle ingenue e clamorose imprese di sabotaggio tecnico ed intellettuale, nell’agitazione e nella protesta improvvisa ed improvvisata, incontrollata ed incontrollabile”.

Ci sarà anche la mostra “L’utopia dei Crass: niente amore, niente pace” ovvero l’immaginario grafico e iconoclasta del collettivo inglese nelle giornate del 13, 14 e 15 giugno all’Opificio dei sensi.

Marco Pandin (1957) negli anni Settanta è coinvolto nell’attività delle prime radio libere e di alcuni gruppi musicali e teatrali di base, negli anni Ottanta è fanzinaro ed editore indipendente. Dal 1984 collabora stabilmente con A/Rivista Anarchica. Nel 1996 ha curato con Stefano Giaccone il libro “Nel cuore della bestia”, con ogni probabilità il primo libro sul punk italiano pubblicato nel nostro paese. Da trent’anni cura l’attività di stella*nera, non-etichetta discografica caratterizzata dalla scelta radicale di porsi “fuori mercato”: i vari titoli pubblicati non vengono distribuiti commercialmente nei negozi ma sono offerti in cambio di una sottoscrizione a sostegno della stampa anarchica.