Impronte e prima neve

Hai visto? Un’oretta fa non c’era nulla.
Eh, si si. E’ la prima neve qui in città.
Guarda, si vedono le nostre impronte, le mie più chiuse, le tue più aperte.

Impronte sulla neve

Dedicato ad Andrea.

A Padova verità per Giulio Regeni

A Padova verità per Giulio Regeni

Passeggiando a Padova, lo striscione per Giulio Regeni poco dopo la basilica del Santo.

Tullio De Mauro un modesto omaggio

Tullio De Mauro da Internazionale

Ieri ho appreso della scomparsa del linguista Tullio De Mauro. Sono molto dispiaciuto perché seguivo sempre la sua piccola rubrica sull’Internazionale.

Devo riconoscere, anche quando l’argomento mi interessava poco, il suo modo di esporlo per farlo comprendere, mi faceva sempre dire: “Ho fatto bene a leggerlo“.

Tullio De Mauro – Internazionale

Le calze per la Befana...

Ieri sera.

Hai appeso le calze?

Si, le avete tirate fuori dai cassetti. Poi ieri sera le ho appese fuori dalla porta.

Ma … sei sicuro?

Si, certo, ti pare che me ne scordo?!?

Bravo, grazie.

Questa mattina.

Guarda fuori …

Le calze per la Befana

L'anno venturo ovvero il 2017

Mafalda di Quino auguri per il 2017

Non possiamo lamentarci! L’anno venturo è stato molto meglio di questo!

Si, lo so.

Ma non vi pare che suoni ottimista?

Mafalda di Quino.

Buon 2017.

La mia non classifica musicale del 2016

Classifica 2016 musicale

Ecco la mia non classifica musicale del 2016.
I dischi usciti quest’anno sono sempre tanti: non è facile scegliere e trovare il tempo per ascoltarli. Gli album di questo 2016 sono in parte di musicisti fra i miei preferiti da sempre, altri invece sono stati una piacevole sorpresa.
Mi sono piaciute molte le autrici femminili: P. J. Harvey su tutte, d’altronde le donne, come l’anno scorso, hanno inciso dei dischi interessanti. Gli autori italiani hanno scritto degli ottimi album che lasciano il segno. Alcune di queste canzoni sono riuscito ad ascoltarle in concerto. Non so se sono i migliori, ma sono quelli che davvero mi sono piaciuti e mi hanno dato tanto.

Il 2016 purtroppo si è portato via due meravigliosi artisti: David Bowie e Leonard Cohen.

Bon Iver “22, A Million”

Un disco strano e particolare, almeno per il mio gusto. Musica folk ed elettronica, curato e non scontato. Vi è un enigma che non ho ancora scoperto … Chissà …

Vinicio Capossela “Le Canzoni della Cupa”

Un album doppio che richiede il suo tempo per entrare nelle storie di Vinicio. Le canzoni provengono dalla sua personale ricerca nella musica popolare della Basilicata, altre sono ispirate dalla stessa regione. Si imboccano i sentieri musicali di Vinicio per arrivare alla cittadella del suo universo da cantastorie / poeta.

Nick Cave & The Bad Seeds “Skeleton Tree”

Uno dei miei miti e musicisti preferiti, i suoi album, come per P. J., li prendo sempre. Skeleton Tree non è facile da assorbire, perché è stato terminato dopo un fatto triste e drammatico per Cave. Le musiche e i suoni che lo compongono sono molto originali e nuovi per Cave, i testi poi … beh li trovate tradotti qui: nickcave.it.

Eleanor Friedberger “New View”

L’ex cantante dei Fiery Furnaces ha registrato un disco indie cantautoriale, piacevole e carino. Non male.

PJ Harvey “The Hope Six Demolition Project”

Una delle mie autrici preferite, cosa devo dire di più? I suoi dischi si prendono a scatola chiusa. Questo album ha una sua originalità nei suoni e nel modo in cui è stato pensato e registrato, poi su tutto la voce di P. J. è straordinaria. Amo P. J.

Mau Mau “8000 Km”

Il gruppo torinese è tornato con un album dedicato al nostro paese. Ci sono storie del passato che mi hanno portato al presente. Un album dove la musica è allegra ma non rinuncia a denunciare e a farti tenere gli occhi e le orecchie aperte. Sempre emozionanti in concerto: visti al Festival di Radio Onda d’Urto, Brescia.

99 Posse “Il Tempo. Le Parole. Il Suono”

Luca O’Zulu e soci sono tornati con un disco più introspettivo, più rivolto “al capirsi” e al mondo che ci circonda. Apparentemente meno battagliero ma sempre attento alle situazioni sociali. Grandi i suoni, poi i testi di Luca lasciano il segno. Belle le collaborazioni con i rapper napoletani. Dal vivo i 99 Posse sono fenomenali: visti in concerto a Brescia.

Soundwalk Collective & Jesse Paris Smith con Patti Smith “Killer Road”

Gli autori creano un sottofondo notevole per ambientare l’omaggio a Nico. Su tutto domina la voce di Patti Smith, che legge, interpreta, prega, racconta e accompagna nella lunga passeggiata che porta a Nico.

Teho Teardo & Blixa Bargeld “Nerissimo”

Un disco densissimo di suoni, parole e storie. Un modo originale di raccontare musicalmente ed interpretare vocalmente le canzoni. Un album che ho atteso perché trovo intrigante la collaborazione fra un italiano e un berlinese. 

Ben Watt “Fever Dream”

Ecco un disco attuale, fatto da un musicista eclettico e completo. Un album ricco di sfumature, da scoprire. Un rock intimo, amichevole, insomma un disco d’autore.

Warpaint “Heads Up”

Le quattro ragazze ci sanno fare e in questo album suonano più dolcemente, melodiose e leggere, un po’ meno post punk. Le canzoni sono seducenti e ballabili ma chisenefrega: sono brave e dal vivo a Berlino hanno “spaccato“.

Neil Young “Earth”

Mannàggia, quest’uomo non è capace di stare fermo a oltre settant’anni: continua a pubblicare album e fare concerti. Proprio a dicembre è arrivato un suo nuovo album solista di denuncia. Il disco live “Earth” è straniante, Young ha pensato di mixare le voci della Natura assieme ai brani registrati dal vivo. Mi è piaciuto ascoltare il ronzio delle api e lo starnazzare delle anatre, nelle canzoni suonate con i Promise of the Real. Visti dal vivo quest’estate a Piazzola sul Brenta.

Inoltre non voglio scordare due produzioni della non etichetta stella*nera: beat! Roma II festival internazionale dei poeti 28 luglio 1980 e “Non un uomo né un soldo …” di Stefano Dellifranti.

La mia non classifica musicale annuale degli anni scorsi è qui.

Buon Natale = Bon Nadal

Auguri icona albero di Natale 2016

Vi auguro Buon Natale con due canzoni, una melodica e l’altra più divertente! Un po’ di musica non può mancare a Natale.

A voi la scelta di quale ascoltare per prima o seconda … spero tutte e due! Tanti auguri!

Pentatonix – White Winter Hymnal (Fleet Foxex cover)

Pitura Stail – Gingol Bells

OAC Fest 2016: un festival musicale da scoprire

L’On a Chair Festival 2016 è un ritrovo musicale che si è svolto a Torreglia in provincia di Padova. Uno spazio auto organizzato per musicisti solitari e per un pubblico curioso e attento. L’OAC ha offerto un luogo-situazione in cui gli artisti hanno cantato a stretto contatto con la gente. Ci deve essere stata una bella atmosfera all’OAC, così traspare dal racconto delle serate di Marco Pandin.

On the Chair 2016 foto live - Gypsy Rufina, Phill Reynolds, Dagger Moth, Giorgio Canali

Il secondo OAC Fest si è tenuto verso metà settembre in una vecchia corte benedettina sui colli Euganei, solo a pochi chilometri da casa mia. La cosa è stata messa in piedi da Associazione Umami, un’associazione di ragazze e ragazzi piuttosto attivi in zona: l’intenzione è offrire un’occasione ed uno spazio a musicisti che operano in solitudine, strumentisti e cantanti soli soletti sulla pedana, e preferibilmente ma non necessariamente seduti su una sedia (ecco chiarito l’on a chair). L’anno scorso la manifestazione era stata organizzata ad Abano Terme occupando e riarrangiando uno spiazzo malutilizzato a ridosso del centro città: erano stati chiamati a partecipare – tra gli altri – alcuni chitarristi non allineati come Egle Sommacal, Maurizio Abate, Laboule e Stefano Pilia ed una sorprendente Elli De Mon.

Per molti versi il Fest 2016 è stata una sostanziale conferma delle buone intenzioni che motivano lo sbattimento e degli organizzatori e dei musicisti, per altri si è rivelata una sorpresa, come una specie di regalo collettivo, ramificato, multidirezionale ed inaspettato nella forma che ha preso. Quest’anno la direzione artistica pare essersi indirizzata verso la canzone d’autore meno identificabile come tale – molte virgolette tutt’intorno a queste due parole, canzone d’autore. Ho potuto ascoltare dei cantautori che non si sentono tali, che non fanno i cantautori per mestiere, o che per lo meno sono determinati a non farlo in maniera tradizionale e convenzionale. Le loro proposte sono derivate da scelte radicali e consapevoli di campo, non tanto in senso ideologico o di schieramento quanto muovendosi in un più ampio contesto culturale, se non facendone addirittura una questione di stile di vita. Mentre il Fest accade e facendo un po’ il punto a Fest finito, mi colpisce in senso positivo il fatto che scarseggi oppure manchi del tutto l’impulso a cercare sostegno nelle strutture organizzate, e si punti preferibilmente sull’autogestione e l’autoproduzione, di quanto sia fondamentale il rapporto orizzontale e diretto con chi ascolta – briciole dell’eredità anarcopunk, mi sento di azzardare.

→ Prosegui la lettura di OAC Fest 2016: un festival musicale da scoprire

Warpaint Berlino 01 11 2016

Le Warpaint sono un gruppo formato da quattro musiciste di Los Angeles. Suonano un rock indie dove ho anche sentito delle influenze musicali provenienti dalla new wave e dal post punk.
Ero molto curioso di vedere la band femminile dal vivo. Presto fatto, con gli amici siamo partiti per una breve vacanza a Berlino, dove le Warpaint hanno fatto tappa. Il concerto si è svolto all’Astra Kulturhaus Berlin.
La musica fluiva eterea e sognante, accompagnata dal coro delle voci, creando una situazione musicale, per così dire, colorata.
Un concerto interessante e atmosferico, brave le quattro musiciste, soprattutto la sezione ritmica.
Mi piacerebbe rivederle dal vivo in estate, all’aperto … chissà …

Il luogo del concerto si è svolto a Berlino Est e dentro l’Astra Kulturhaus c’era un clima accogliente e organizzato, ottimo il suono del concerto.
Grazie a M. K. per aver acceso la miccia …

Jaga Jazzist Brescia 26 11 2016

Sono andato a vedere i Jaga Jazzist anche se non conoscevo la loro musica. Un po’ per la compagnia degli amici e perché alla Latteria Molloy di Brescia ho sempre visto dei bei concerti.
I musicisti norvegesi sono molti bravi e avevano allestito il palco all’inverosimile, sia come strumenti che come effetti luci.
Ripeto molti bravi ma francamente ho sentito “troppe cose” nella loro esecuzione e alla fine mi sono annoiato. Probabilmente il loro jazz elettronico sperimentale non fa me.