La bruma al mattino e i Sigur Ros ( ) 6

Bruma al mattino, da Custoza verso Villafranca Verona

La bruma al mattino, attesa della giornata.

Caffè zoologico

Notare che la tazzina è un tutt’uno con il piattino.

Dedicato ad Alessandro e alle nostre cene. 

Francesco Guccini - Culodritto

Una canzone che mi ha sempre colpito, perché l’ho fatta profondamente mia vedendo lo sguardo dei miei figli.
Il vocione di Guccini racconta il legame paterno, il desiderio di avere la stessa curiosità e l’innocenza di un bambino.
Il finale è un augurio di buona vita e speranza alla crescita. 

Culodritto di Francesco Guccini, dall’abum Signora Bovary (1987)

Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti
e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti,
ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare
e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare…

dammi ancora la mano, anche se quello stringerla è solo un pretesto
per sentire quella tua fiducia totale che nessuno mi ha dato o mi ha mai chiesto;
vola, vola tu, dov’ io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto…
vola, vola tu, dov’ io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare
e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare…

 

 

Sul bracciolo del divano

Mi ero seduto sul bracciolo del divano, voi stavate guardando un film d’animazione.
Eravate intenti a seguire la storia sullo schermo.
Io alternavo lo sguardo fra le vostre spalle e il film.
Pensavo anche sarebbe meglio infilarmi un maglione.
Tu ti sei alzato, forse ti stavi annoiando, d’altronde sei a vista d’occhio sempre più grande.
Vieni verso il bracciolo e ti siedi al mio fianco.
Lentamente ti stringi, metti il tuo braccio sulla mia schiena e la tua mano sulla mia spalla.
Sento meno freddo.
Poi tu dici: “Papà …“.

I pugni di Donald Trump

Stavo sfogliando il supplemento speciale dell’Internazionale intitolato “Presidente Trump” e mi accorgo che fa il pugno, come se fosse di sinistra.

Resto sorpreso, poi ho capito, è lui che è aggressivo.

Il monitor in ufficio mi sorride

Il monitor in ufficio mi sorride

Niente male iniziare a lavorare così, eh?

Luigi Tenco il mio ricordo

Steven Brown Luigi Tenco

I miei fratelli ed io abbiamo conosciuto musicalmente Luigi Tenco perché piaceva molto a nostra madre. La mamma ci diceva che Tenco era un cantante completamente diverso da quelli melodici sanremesi. I testi e la sua interpretazione erano “avanti“, raccontavano l’amore e le situazioni lì attorno con un punto di vista personale, moderno, e aggiungo tutt’ora attuale.
Le fece molto piacere quando nel 1988 tornai a casa con il minilp di Steven Brown “Brown Plays Tenco: Le Canzoni Di Luigi Tenco” dell’etichetta Industrie Discografiche Lacerba di Firenze, gestita da Paolo Cesaretti e soci. Steven Brown è uno dei musicisti americani dei Tuxedomoon.
Ricordo che il disco fu suonato moltissimo in famiglia, perché erano le canzoni di Luigi Tenco e perché l’interpretazione di Brown era davvero curiosa e particolare. Faceva strano sentire un accento americano che cantava in italiano ed inglese. Un effetto melancolico.

Ero troppo curioso di conoscere la genesi di questo album, così mi misi sulle tracce dell’etichetta fiorentina. Paolo Cesaretti fu molto gentile e parlammo del disco dedicato al musicista italiano.

… la memoria di Tenco era viva ma forse confinata alla generazione dei nostri genitori. Tra l’altro era il ricordo di un personaggio scomodo, antitetico nell’ Italia del boom economico, dell’evasione e della leggerezza, caratterizzato da un costante amaro esistenzialismo.

Paolo Cesaretti

La nostra chiacchierata è sotto forma di intervista: Paolo Cesaretti di Free racconta di Brown Plays Tenco.

Si può ascoltare la playlist dedicata a questo mini album, edito nel 1988 dall’ IDL – Industrie Discografiche Lacerba, ora ristampato da LTM Recordings.

Giulio Regeni promemoria: rapito un anno fa

Promemoria: un anno fa Giulio Regeni fu rapito in Egitto.

Giulio Regeni disegno di Davide Lorenzon

Grazie a Carta Resistente, disegno di Davide Lorenzon.

Vapors of Morphine Brescia 12 11 2016

Vapors of Morphine Brescia 12 11 2016

Mark Sandman definiva la musica dei Morphine come una “baritone experience“, grazie all’uso della voce e degli strumenti musicali. Ho ascoltato moltissimo i dischi dei Morphine negli anni ’90, ma dopo la scomparsa di Mark Sandman, non ho più seguito i percorsi musicali degli altri due musicisti della band.
I Morphine sono rinati nel 2009 come Vapors of Morphine. La band ora è formata da Dana Colley (sax baritono, voce e flauto), Jerome Deupree (batteria) e il “nuovo entratoJeremy Lyons (voce, chitarra e basso due corde). Quest’autunno scopro che suoneranno a Brescia. Non ci ho pensato su molto: ci andrò.

Il concerto è iniziato: la musica fluiva e mi era addosso, creando emozioni e un appassionante piacere per l’ascolto. L’interpretazione è stata molto intensa, fra jazz e blues, suonata da una band di rock alternativo. Suonando i brani vecchi e i nuovi, il live dei Morphine mi ha trasmesso l’intesa naturale che hanno ancora i due musicisti originari con il nuovo cantante.

Great sound” hanno detto i Vapors of Morphine, riferendosi ai tecnici del locale bresciano: La Latteria Molloy.

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Impronte e prima neve

Hai visto? Un’oretta fa non c’era nulla.
Eh, si si. E’ la prima neve qui in città.
Guarda, si vedono le nostre impronte, le mie più chiuse, le tue più aperte.

Impronte sulla neve

Dedicato ad Andrea.