Franco Battiato - Sarcofagia

Sarcofagia da Ferro battuto di Franco Battiato

La musica dance ed elettronica di questa canzone ci porta verso il testo del filosofo greco Plutarco attualizzato ai giorni nostri: la sofferenza degli animali mangiati dall’uomo.

La musica insiste martellante con un tono apparentemente allegro, ma che progressivamente scopriamo essere in realtà un invito a riflettere sul cibarsi della carne degli animali. La canzone pone gli interrogativi: “l’uomo ha un po’ di sensibilità? Prova dei sentimenti di ribrezzo verso questo modo di alimentarsi?“.
Essa denuncia il dolore provato da questi poveri esseri viventi. Però se si riflette c’è anche l’impatto ambientale degli allevamenti moderni: per farli funzionare bene occorrono e vengono consumate enormi quantità d’acqua. Gli allevamenti producono liquami i cui scarichi inquinano le falde acquifere. Essi possono essere assimilati a catene di montaggio per allevare in modo innaturale con farmaci di vario tipo, bovini, maiali o pollame da uccidere per farne poi assaporare la carne. Ma “non ripugna il gusto, berne gli umori e il sangue?”.

Sarcofagia
Fu nefasta e temibile l’età del tempo
Di profonda e irrimediabile povertà
Quando ancora non si distingueva l’aurora dal tramonto
Quando l’aria della prima origine mischiata a torbida
E instabile umidità al fuoco ed alla furia dei venti
Celava il cielo e gli astri
Come può la vista sopportare l’uccisione di esseri
Che vengono sgozzati e fatti a pezzi
Non ripugna il gusto berne gli umori e il sangue
Le carni agli spiedi crude
E c’era come un suono di vacche
Non è mostruoso desiderare di cibarsi
Di un essere che ancora emette suoni
Sopravvivono i riti di sarcofagia e cannibalismo.

Riferimenti
  • Sarcofagia è un testo di Manlio Sgalambro da Plutarco (scrittore e filosofo, Cheronea, 46 d.C./48 d.C. – Delfi, 125 d.C./127 d.C), musica di Franco Battiato
  • La canzone è tratta dall’album Ferro Battuto (2001)
  • Scritto e pubblicato per Riusa: il portale dell’economia circolare

Meat is murder - The Smiths

Giovenca
La canzone inizia con i gemiti di una giovenca e con una melodia lenta.
La voce del cantante per tutto il brano è compassata quasi a dire: riflettete su quali sofferenze debbano subire queste povere creature. Il cantante Morrissey ha fatto la scelta di essere vegetariano molto tempo fa e in questo brano con toni pacati ma parole dure “death for no reason is murder” manda un messaggio a coloro che invece continuano a far uccidere brutalmente gli animali per assaporarne la carne.

Meat is MurderLa carne è assassinio
Heifer whines could be human cries
Closer comes the screaming knife
This beautiful creature must die
This beautiful creature must die
A death for no reason
And death for no reason is MURDER
And the flesh you so fancifully fry
Is not succulent, tasty or nice
It’s death for no reason
And death for no reason is MURDER
And the calf that you carve with a smile
Is MURDER
And the turkey you festively slice
Is MURDER
Do you know how animals die?
Kitchen aromas aren’t very homely
It’s not “comforting”, “cheery” or kind
It’s sizzling blood and the unholy stench
Of MURDER
It’s not “natural”, “normal” or kind
The flesh you so fancifully fry
The meat in your mouth
As you savour the flavour
Of MURDER
NO, NO, NO, IT’S MURDER
NO, NO, NO, IT’S MURDER
Who hears when animals cry?
Lamenti di giovenca come grida umane
Il coltello si avvicina sibilando
Questa meravigliosa creatura deve morire
Questa meravigliosa creatura deve morire
Una morte senza motivo
E la morte senza motivo è ASSASSINIO
La carne che cucinate così fantasiosamente
Non è succulenta, gustosa o raffinata
E’ morte senza motivo
E la morte senza motivo è ASSASSINIO
Il vitello che affettate sorridendo
E’ ASSASSINIO
E il tacchino che tagliate allegramente
E’ ASSASSINIO
Sapete come muoiono gli animali?
Gli aromi di cucina non sono così innocui
Non è “salutare”, “allietante” o misericordioso
E’ sangue che frigge e maledetto puzzo
Di ASSASSINIO
Non è “naturale”, “normale” o misericordioso
La carne che cucinate così fantasiosamente
La carne nella vostra bocca
Mentre ne assaporate il gusto
Di ASSASSINIO
NO, NO, NO, E’ ASSASSINIO
NO, NO, NO, E’ ASSASSINIO
Chi ascolta quando gli animali gridano?
Riferimenti

No Love, No Peace dei Crass

Crass No Love No Peace copertina libro di Marco Pandin stella*neraOggi ho finalmente il piacere di parlare del libro CRASS dedicato al collettivo inglese anarcopunk, curato da Marco Pandin ed edito da Stella*Nera.
I CRASS riuscirono a creare uno stile di vita originale e controcorrente, il cui veicolo era la musica punk con un forte messaggio politico e sociale nella Gran Bretagna a cavallo della fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta. I CRASS riuscirono a dimostrare che si poteva produrre e promuovere dischi, organizzare concerti autonomamente al di fuori dei circuiti ufficiali, facendo conoscere temi come il pacifismo, l’uguaglianza, lo stile di vita vegetariano e il rispetto dell’ambiente. I CRASS fondarono anche un etichetta discografica autogestita che produsse altre band anarcopunk, in linea con gli stessi valori.

Marco Pandin di Stella*Nera ha finalmente pubblicato un nuovo libro dedicato alla storica band anarcopunk inglese dei CRASS. Marco infatti negli anni’80 stampò un libretto dedicato ai CRASS che però è andato esaurito da quasi subito. Dopo anni Marco Pandin ritorna sull’argomento CRASS (ne abbiamo parlato qui), arricchendolo di nuovi contenuti e con la testimonianza di un concerto dell’ultimo periodo di attività del gruppo anarcopunk.
Il volume ha due CD allegati, nel primo troviamo il concerto dei CRASS, tenuto al Marcus Garvey Center in Gran Bretagna, il due maggio del 1984.
Nel secondo CD nello stesso giorno ci sono degli altri gruppi amici dei CRASS che furono ospiti e suonarono nella stessa giornata: i D&V, i Flux Of Pink Indians e con una performance di Annie Anxiety.
Il libro è stato pensato come una sorta di biografia accompagnata dalle traduzioni dei volantini che i CRASS distribuivano ai concerti o agli eventi a cui partecipavano.
La parte successiva prosegue con le traduzioni dei testi delle canzoni suonate durante il concerto e con alcuni scritti aggiuntivi.
Inoltre c’è l’intervista che Marco Pandin fece la prima volta che andò ad incontrare il gruppo anarcopunk inglese alla Dial House ad Epping.

Dopo lo scioglimento dei CRASS, Marco Pandin è rimasto in contatto con i musicisti e ha pubblicato per Stella*Nera altro materiale riguardante i CRASS o l’album dei Judas II di Pete Wright, bassista della band anarcopunk.
Il libro CRASS è pubblicato con la piena approvazione dei musicisti.

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La collana Sconcerto di Stampa Alternativa

Molti anni fa la casa editrice Stampa Alternativa inaugurò la collana Sconcerto, dedicata ad artisti della musica Rock, privilegiando gruppi poco conosciuti o di culto come i Doors, i Grateful Dead o i Velvet Underground di Lou Reed e John Cale.

Le copertine e i vinili allegati alla Collana Sconcerto di Stampa Alternativa

Le copertine e i vinili allegati alla Collana Sconcerto

L’idea di fondo della collana era giusta per il tempo, perché negli anni ’80 non era facile avere informazioni complete su un gruppo o trovare i testi e le traduzioni. Infatti capitava spesso che le lyrics non erano incluse nell’album.
Assieme alle traduzioni vi erano le schede discografiche, la biografia della band o brani d’ interviste tradotti da magazine stranieri. Mi vengono in mente, ad esempio, le dichiarazioni ad effetto di Morrissey degli Smiths sulla società, il sesso o il cibo vegetariano.
Insomma era davvero un bel compendio per approfondire il proprio artista preferito. I libri erano bilingue, perché oltre ai testi tradotti tutto il contenuto era sia in italiano che in inglese. La caratteristica quindi era l’agilità della lettura di una vera e propria monografia.

Incluso al libretto era allegato un supporto sonoro in vinile con brani rari o cover di gruppi italiani dedicati alla band. Successivamente, nelle seconde edizioni e nei nuovi titoli della collana, il vinile 7″ venne sostituito dai CD in formato 3″.
Caso unico nella collana Sconcerto, i libretti sugli Smiths contenevano delle cartoline con le copertine dei dischi del gruppo.

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Cibo per la mente 2010

Ieri sera è finita la festa di Cibo per la mente, che si svolta nello splendido Parco di Villa Venier a Sommacampagna. Ero presente con i miei amici dell’ Officina S3. Il nostro gazebo era fra il banchetto della raccolta delle firme per il referendum dell’Acqua e quello degli amici del SommaGas. E’ sempre bello essere presente a queste manifestazioni, incontri nuovi amici e puoi condividere i tuoi interessi con loro.
La giornata non è stata poi così lunga, perché si poteva giocare nel parco, si poteva starsene all’ombra sotto gli alberi e passeggiare guardando le bancarelle del mercatino, tutto in una atmosfera piacevole.
Voglio ricordare che gli organizzatori hanno voluto che la festa fosse il più sostenibile possibile: posate, bicchieri e piatti in Mater-Bi, mentre i cibi erano a cura dei Contadini e Cucinieri praticamente un menù a chilometro zero e vegetariano.