Tutto andrà bene 2

Ieri mattina mi sono alzato presto, non ho fatto colazione e sono andato subito a fare la spesa all’apertura del supermercato. Devo dire che c’era proprio tutto: gli scaffali delle corsie pieni e nel reparto ortofrutta gli addetti stavano predisponendo le verdure e la frutta. Insomma l’impressione è che tutto fosse come un normale giorno. Ovviamente quasi tutte le persone indossavano le mascherine e in molti i guanti in lattice.

Allora penso che sia giusto e doveroso ringraziare tutti gli addetti ai supermercati, ma soprattutto gli autisti dei camion e furgoni che continuano a trasportare le merci.

In casa abbiamo ascoltato Unplugged dei Nirvana: album struggente nell’interpretazione di Kurt Cobain e dei suoi compagni. Poi è toccato ad Moby con il suo bel album 18: dolce, energico, rilassante e meditativo.

Durante la cena Iggy Pop

Tutto andrà bene 1

La vignetta di Altan su Repubblica del 14 marzo 2020

Fra sabato notte e domenica scorsa ho creato una “task force” informatica per l’azienda. Poi da lunedì a giovedì in sede per attivazioni e supporto, affinché i colleghi potessero comunicare e lavorare agilmente da casa. Venerdì pure io in smart working. Questa mattina mi piace molto la vignetta di Altan.

A casa ieri ho riascoltato i DNA di Arto Lindsay: no wave da New York, la cui musica è tuttora sperimentale e disturbante, ma è interessante e curiosa. L’omonima band di Kazu Makino e fratelli Pace, che abbiano preso il nome dalla canzone dei DNA? Poi la voce rilassante di Enya con l’album ambientale The Memory of trees.

Tutto andrà bene.