Stefano Solventi: Nastri una favola post-rock

Stefano Solventi: Nastri una favola post-rock

Stefano Solventi si occupa di critica musicale rock da un bel po’ di anni, ma probabilmente non gli bastava più: ecco perché nel 2017 é uscito il suo secondo romanzo “Nastri – una favola post-rock” (finito nella mia valigia per le vacanze estive).

Leggendolo, l’autore mi ha trasportato in un futuro relativamente prossimo, dentro una grande metropoli suddivisa in sezioni cardinali. La vicenda si svolge all’interno di una società molto organizzata, che , dopo una larga epidemia, è ristrutturata in classi sociali livellate e nettamente separate dove è sparita la microcriminalità, sono proibiti gli alcolici e il tabacco. Inoltre secondo un documento medico universitario la musica rock è stata ritenuta dannosa psicologicamente: qualsiasi riproduttore audio e tutti i supporti (vinili, cd e nastri) sono stati distrutti. Il rock è scomparso e vietato, sostituito da innocui e neutri sottofondi musicali. Apparentemente tutto è tranquillo con un senso di stabilità e sicurezza, sotto il controllo della cosiddetta Convenzione Europea. Qualcosa però sta accadendo alla protagonista Polly : entra in contatto con un ambiente clandestino di musicisti e di agitatori musicali, a cui apparteneva il padre, morto da poco. All’inizio e proseguendo la lettura, mi è sembrato di essere immerso nostalgicamente con i protagonisti in una ricerca dei bei tempi andati del rock, come forma di ribellione e provocazione, ma continuando la lettura non c’era nessuna appagante nostalgia: i protagonisti vogliono afferrare il destino delle proprie vite, creando “un qualcosa” di liberatorio e comunitario. Verso il finale, dirompente ed amaramente emozionante, arriva il vero significato: riappropriarsi delle proprie scelte, magari anche sbagliate o dettate dal caso.

Un libro da leggere perché sviluppando una trama “futuribile” mi ha portato ad intuire che una società tranquillizzante riesce a sedare gli istinti e desideri delle persone: ma è questo il futuro che vogliamo?

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Cigarettes After Sex Ferrara 09/07/2018

Il gruppo americano dei Cigarettes After Sex proviene da El Paso ed è stato ospite del festival Ferrara sotto le stelle. La loro musica è lenta, suadente e notturna, caratterizzata dalla voce sottile e monotona di Greg Gonzalez. Il quartetto si è esibito all’interno del cortile del Castello Estense.

A me e al Prof. Valentine è sembrata una buona occasione di ascoltare il gruppo statunitense. Ci siamo ritrovati nella splendida cornice interna del castello, dove il pubblico in adorante attesa aspettava l’inizio della performance. L’inizio è stato disturbante, perché il suono del basso era alto e distorto. Ho pensato: hanno fatto il sound check?!?. Infatti il tecnico del suono è intervenuto al secondo brano e ne ha regolato il volume e “meno male”.

Un concerto piuttosto monocorde, solo verso la fine qualche brano ha avuto un po’ di brio, che ha reso meno noiosa la musica, dato che la voce di Greg era sempre uguale nel cantato. Ogni tanto girandomi vedevo il gioco di luci che proiettava le ombre del batterista e del cantante sulla facciata opposta del castello. Il pubblico entusiasta alzava le mani e con “aggeggi luminescenti” fotografava e riprendeva la band; questo rituale di usare gli smartphone era continuo e seccante: “ma goditi il concerto, no?!?”.

Il tutto compreso il bis finale è durato poco più di ora.

Un concerto sufficiente e non memorabile, visto anche il costo del biglietto e della trasferta.

LCD Soundsystem Berlino 30/05/2018

Rock e musica elettronica: LCD Soundsystem da New York.

Ritmo ritmo ritmo che proprio non riesci a star fermo, anche se ogni tanto un po’ di tregua la concedono.

Posso dire che vi sono dei riferimenti new wave anni’80 nella loro musica, ma il gruppo di James Murphy è proprio divertente e godibile dal vivo, forse anche meglio che su disco.

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LCD Soundsystem Setlist Tempodrom, Berlin, Germany 2018, American Dream

Bandabardò Brescia 23/03/2018

Sono stati definiti come il “più scatenato, appassionato, roboante e colorato gruppo folk italiano in attività”.
Hanno fatto più di 1500 (millecinquecento) concerti. All’inizio del concerto Erriquez il cantante declama: 1559 concerti con oggi a Brescia della Bandabardò!
E’ stato in inizio entusiasmante che ha continuato fino alla fine del live.

Ho visto varie volte il gruppo fiorentino, non sono mai stato deluso e così è stato. Devo riconoscere che preferisco vederli dal vivo all’aperto e non in un locale. Ovviamente il locale era stracolmo di persone, tutte contente. Al prossimo concerto quindi!

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Sick Tamburo 16/02/2018 Brescia

I Sick Tamburo sono una band musicale formata nel 2007 da Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio, in precedenza membri dei Prozac+. Fanno un rock alternativo, suonato velocemente, di forte impatto e sfrontato.

Era la prima volta che li vedevo in concerto: eccoli sul palco. I quattro musicisti durante i concerti indossano dei passamontagna neri. Una scelta estetica che può significare: proteggiamo le nostre identità, quello che importa è la nostra musica!
Così è stato alla Latteria Molloy: un concerto energetico, potente e quasi senza tregua fra un brano e l’altro.

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Songs of your life TAG

Songs of your life TAG

Ho scritto il post che stai leggendo, su invito di Kikkakonekka del 16 febbraio. E’ stato gentile a coinvolgermi nell’iniziativa fra blogger: Songs of your life TAG. In pratica si tratta di scrivere un articolo e di rispondere a delle domande riguardanti le canzoni che ti hanno particolarmente segnato nella tua vita. Il post è collegato idealmente e digitalmente ad altri articoli dei partecipanti di Songs of your life TAG. Ero un pochetto indeciso se parteciparvi, sarà che non amo le classifiche definitive e che non è facile sintetizzare una passione di una vita in un post, ma alla fine per rispetto di Kikkakonekka, ci ho voluto provare.

Regole facili di Songs of your life TAG
  • Citare il creatore del post (leggi sotto)
  • Inserire l’immagine ufficiale del post (vedi sopra)
  • Rispondere alle 15 domande (leggi sotto)
  • Nominare 10 blogger più lo stesso Neogrigio che è il creatore dell’iniziativa ed è molto curioso di leggere le risposte dei colleghi
Le 15 domande

Domanda: La tua canzone preferita?
Risposta: Non vale sono sempre tante o troppe, sono fatto così, sono in difficolta, allora scelgo La guerra di Piero di Fabrizio de Andrè.

D: Il tuo cantante/gruppo preferito?
R: Idem come sopra. Devo scegliere eh? Resto ancora in Italia: Vinicio Capossela.

D: Il tuo musicista preferito?
R: Uffa! Nick Cave! Non ci sto: Neil Young, Giorgio Gaber, Tom Waits, Blixa Bargeld, Paolo Conte, Franco Battiato, Ian Curtis dei Joy Division, i Tuxedomoon … vabbè mi fermo.

D: Il vostro cd preferito (no raccolte, live o greatest hits)?
R: Silence is Sexy dei berlinesi Einstürzende Nuebauten: è la somma della loro ricerca sonora e lirica.

D: Potessi fare un duetto in un live, con chi lo faresti? E con quale canzone?
R: Non lo farei proprio, sono stonato come una vecchia campana! Però ci metto due canzoni: Henry Lee cantata da P. J. Harvey e Nick Cave e un terzetto con Pensiero stupendoPatti BravoJoe dei La Crus e Manuel Agnelli degli Afterhours. Sto iniziando a rispondere liberamente.

D: Concerti: l’ultimo visto? Quello che vorresti vedere? Quello più bello? E quello più brutto?
R: Sono stato a tantissimi concerti, spesso ne ho scritto qui nel blog. L’ultimo è stato venerdì sera: Sick Tamburo, un gruppo di rock alternativo italiano, bravi, energetici. Mi piacerebbe vedere moltissimo dal vivo Tom Waits. Devo riconoscere che ho sempre assistito a concerti quasi tutti belli, se devo proprio scegliere, quello che mi è rimasto nel cuore è di Jeff Buckley a Correggio (RE), il 15 luglio del 1995. Il mio brutto? C’è di sicuro ma non lo ricordo.

D: Il tuo più vecchio ricordo musicale?
R: Il giradischi portatile automatico GA 45 POP della Grundig: ce lo alternavamo fra noi fratelli. Poi mia madre che ci raccontava di Sergio Endrigo, Luigi Tenco e metteva sullo stereo grande gli album di Mina.

D: Chi fareste tornare in vita per godere ancora della sua musica?
R: La vita non è come un nastro che puoi riavvolgere. C’e chi se ne è andato troppo presto come Jeff … comunque mi piacerebbe sentire come racconterebbero questo Paese il Signor G e Faber, ma forse l’avevano già fatto in alcune loro canzoni.

D: Dance anni ’70, ’80 o ’90?
R: Non sono mai stato un gran frequentatore delle discoteche, per età anagrafica direi gli anni ’80. In un lampo di memoria sento nelle orecchie New gold dream dei Simple Minds, Tainted love dei Soft Cell e Marian dei The Sisters of Mercy.

D: La canzone che vorreste fosse suonata al vostro matrimonio?
R: Non saprei ora, non mi devo risposare. Al tempo scegliemmo tre canzoni con la mia ex, ma non le scrivo. Si perderanno nella memoria.

D: Cd, mp3, Spotify o vinile?
R: A seconda della praticità della situazione. Non sono un maniaco del vinile, sebbene qualcuno lo compro ancora, se costa poco. Generalmente prendo i Cd, perché ascolto la musica in casa. Se trovo un buon negozio di musica compro sempre qualcosa che sia in Cd o in vinile ma usato: a Padova c’è il 23. In automobile prevalentemente la radio o su una chiavetta usb con gli album che ho in casa.

D: Che ne pensi della discografia musicale italiana degli ultimi 5 anni?
R: Direi che abbiamo Vasco Brondi de Le Luci della Centrale Elettrica: riesce a raccontare bene il recente passato e il presente con una visione futuribile. È molto sulle mie corde. Colgo l’occasione poi di segnalare il lavoro costante ed importante dell’Alligatore: nel suo blog da spazio in modo approfondito a musicisti esordienti. Non entro nel tema festival o altre trasmissioni televisive perché non mi interessano.

D: Qual è l’ultimo cd che hai acquistato?
R: Come ho risposto prima, dopo il concerto dei Sick Tamburo, il loro album del 2017 Un giorno nuovo, a dire il vero in vinile.

D: C’è una canzone che associ ad un bel ricordo? (indica canzone e ricordo).
R: È intrecciata spontaneamente ad un bel fine settimana: Antonella Ruggiero e i Subsonica con Per un ora d’amore.

D: Canzone e cd del momento?
R:  Circa un anno fa, uno dei gestori del sito Riusa: il portale dell’economia circolare, mi ha chiesto una collaborazione per scrivere qualche articolo sulla musica e sull’ecologia. Il tema mi ha parecchio intrigato, ho fatto e sto continuando a fare delle ricerche per pubblicare qualche post: l’ultima canzone quindi è Meat is Murder degli Smiths. L’album che sto ascoltando è Sound of  Silver degli LCD Soundsystem, andremo con un amico ad ascoltarli fra qualche mese a Berlino.

I 10 blogger a modo mio

Ammetto che ho cambiato la regola finale, perché non sono riuscito a raggiungere i dieci nomi di blogger: alcuni sono già coinvolti in Songs of your life TAG, oppure hanno partecipato in passato a qualcosa di simile. Comunque ho pensato ad una sorta di elenco diviso in due parti: nella prima ho messo i compagni musicofili che potrebbero essere interessanti, mentre nell’altra riprendo i blogger musicali che mi piacciono tanto e che ho già citato in La mia non classifica 2017. Dateci una letta ai loro blog, vale il tempo dedicato.

Inoltre ho invitato gli amici del portale RiusaLo scopo di riusa.eu è mettere in rete tutti gli operatori del riuso: aziende, associazioni, enti pubblici, singoli cittadini.” Ecco il loro post Songs of your life TAG.

In questi blog i post sono scritti con una particolare originalità ed accuratezza. Durante la lettura immediatamente si capisce il genere musicale e se vale la pena di approfondire il gruppo. Vi è ironia, profondità e competenza, senza essere saccenti. Sono blog che cerco di leggere con attenzione.

Mute - A visual document From 1978 -> Tomorrow

Copertina con il dorso, Mute - A visual document From 1978 -> Tomorrow

La Mute Records è un etichetta discografica fondata nel 1978 da Daniel Miller a Londra. Le produzioni di Miller si sono distinte per una certa originalità sugli stili musicali, in particolare sulla musica elettronica. I Depeche Mode, Moby e Nick Cave sono fra i musicisti più noti che hanno inciso per la Mute.

Quest’anno ricorrono i quarant’anni di attività dell’etichetta discografica e per festeggiarli è stato stampato un succulento catalogo con i progetti grafici (artwork) per le uscite discografiche dei musicisti sotto contratto. Il libro è stato pensato dallo scrittore e musicista Terry Burrows, coaudiuvato dallo stesso Daniel Miller. Il tomo è particolarmente curato dal punto visivo e segue un percorso cronologico, selezionando le scelte grafiche per le copertine dei dischi e del materiale promozionale. Non vi sono solo i musicisti più noti. Per ogni periodo si vedono i bozzetti o le fotografie originarie su cui dopo furono fatte le elaborazioni dai grafici: 320 pagine di foto, documenti e memorabilia dagli archivi dell’etichetta discografica.
Fra i fotografi che maggiormente hanno lavorato per la Mute Records, caratterizzando artisti come i Depeche Mode, salta all’occhio Anton Corbijn. Le sue immagini in bianco e nero riescono a contraddistinguere fortemente i soggetti. Corbijn è anche regista di videoclip e ha diretto alcuni film come Control su Ian Curtis dei Joy Division.

Il libro è interessante e appagante: ricco di contenuti musicali per chi né è appassionato ma anche piacevole semplicemente da sfogliare.

Uniti al piacere visivo c’è quello tattile: la copertina è in rilievo, la carta è di una certa grammatura e per ultimo il dorso è con rilegatura a vista curata per ottenere un’ulteriore “trovata” grafica. Una sorta di cronistoria in 320 pagine ricche di foto, fermi immagine, biglietti rari, artwork e attrezzature tratti dagli archivi dell’etichetta e di Miller. Nel volume oltre alle discografie, l’albero genealogico degli artisti Mute.

Riferimenti

Buona Domenica con Dolores dei Cranberries

Dolores O'Riordan The Cranberries

Ascoltando la voce di Dolores O’Riordan dei Cranberries nel brano Ode to my family.

Aspettando che G. torni dalla partita, mentre A. riposa dalla febbre di ieri sera.

La voce di Dolores è brillante, è dolce, è rabbiosa, a volte squillante, a volte ha delle punte di profondità.

Aspettando G. per pranzare assieme alla mia famiglia.

Buona Domenica.

La mia non classifica musicale del 2017

La mia non classifica musicale del 2017: Huge Molasses Tank Explodes Julie's Haircut Le Luci Della Centrale Elettrica Mara Redeghieri Nadine Shah Rag’n’Bone Man Roger Waters Sufjan Stevens The Black Angels Tinariwen

Ascolto spesso la musica e mi aspetto sempre qualche novità ma quest’anno non ne ho trovate di significative. Sono comunque arrivati dei nuovi messaggi da chi seguo: Vasco Brondi con le sue Luci della Centrale Elettrica e poi c’è stato lo straordinario, inatteso e gradito ritorno: Mara Redeghieri.

Nel 2017 ho visto un buon numero di concerti, alcuni post li ho dedicati e pubblicati nel blog, altri stanno aspettando del mio tempo libero per la loro pubblicazione.

Ho acquistato anche parecchi libri sulla musica e penso che ne scriverò qui. Su tutte le voci che hanno cantato prevale sempre la “Donna”. La voce femminile del 2017 è proprio Lei, la ex cantante degli Üstmamò, una coraggiosa Donna emiliana: Mara Redeghieri. Un’altra cantante che mi ha affascinato è stata Nadine Shah, un’ artista di origine araba-europea, di base inglese: Nadine sente l’urgenza di raccontare la crisi siriana senza mezzi termini.

Va bene così: l’importante è raccontare quello che mi ha colpito, non tutto quello che c’è in giro (altrimenti sarebbe una classifica che si trova un po’ dappertutto)

Ecco la compilazione della mia non classifica musicale del 2017.

Le Luci della Centrale Elettrica – Terra

Vasco Brondi è sempre più libero di raccontare il nostro presente e donare una visione per il nostro prossimo futuro. Musicalmente mescola un po’ le carte: sottofondi etnici e rock indipendente. Riesce a farmi sentire l’oggi e a teletrasportarmi nel prossimo futuro. Il suo sguardo è personale ma condivisibile nel raccontare i cambiamenti culturali e sociali dell’ultimo decennio.
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Mara Redeghieri – Recidiva

Ogni canzone è un pezzo per costruire il “proprio adesso” del mondo in cui viviamo. Un album emozionante e commovente a tratti. Un’ interpretazione importante che raggruppa la sua sensibilità femminile, di ideali e di riflessioni. Musicalmente l’album viaggia su percorsi cantautoriali contemporanei.
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Nadine Shah – Holiday destination

Ho conosciuto questa interessante musicista grazie all’amico barman digitale del Sourtoe Cocktail Club. Interprete molto personale e senza mezze vie commerciali. L’album è dedicato alla crisi siriana, cerca di raccontare la tragedia delle vittime e dell’immigrazione. Un disco su temi sociali globali, i brani sono piacevolmente disturbati e suggestivi: si crea un magnetismo fra loro e chi li ascolta.
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Huge Molasses Tank Explodes – “Huge Molasses Tank Explodes”

Ho conosciuto il leader della band milanese prima del concerto dei The Black Angels e ho acquistato sulla fiducia il suo vinile. Il gruppo italiano suona un rock psichedelico con un impatto notevole e con una passione per il genere musicale. La loro intuizione è di seguire la tradizione rock e contemporaneamente di percorrere sentieri di musica moderni. Un bel vortice sonoro: psichedelia, pop e kraut-rock. Il gruppo è da seguire. Trovate tutto qui.

Julie’s Haircut – Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin

La band sarebbe molto più conosciuta se fosse americana o inglese, invece è emiliana. Un album in cui ci si immerge in suoni elettrici e spaziali, ti apre l’area della mente…
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LCD Soundsystem – American Dream

James Murphy colpisce ancora: un album piacevole di dance new wave post punk. I riferimenti ci sono tutti: Joy Division + Talking Heads non etnici  + allegria = LCD Soundsystem.
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Rag’n’Bone Man – Human

All’inizio dell’anno questo inglese ha sbancato con il singolo Human e sulla scia del successo del brano mi sono incuriosito. L’album è molto bello (merito al produttore?): hip hop, gospel, soul e ritmo. Devo dire che dal vivo è stato invece deludente, ne riparlerò nel blog.
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Sick Tamburo – Un giorno nuovo

Le canzoni dei Sick Tamburo raccontano con personalità l’amore e le relazioni che si intrecciano nella vita. Musicalmente sono dalle parti di un rock alternativo, dal vivo energetici e veloci.
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Roger Waters – Is This the Life We Really Want?

Cantante e bassista dei Pink Floyd ha poi intrapreso una sua carriere solista sempre degna di nota. Nel 2017 è uscito un suo nuovo album in cui si trovano i temi sociale e politici che stanno a cuore al musicista britannico. Waters ha avuto l’intuizione di farlo produrre a Nigel Godrich (storico produttore dei Radiohead) e ne è nato un gran album Rock.
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Sufjan Stevens, Nico Muhly, Bryce Dessner e James McAlister – Planetarium

Un album di musica elettronica e sinfonica dedicato ai pianeti del nostro sistema solare. Un disco leggiadro e piacevole: spesso la voce di Sufjan Stevens è incantevole.
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The Black Angels – Death song

Questa band ti invita a far parte del loro vortice sonoro psichedelico rock, molto colorato musicalmente. Non certo originali ma hanno una loro precisa identità che mi ha fatto invaghire delle loro canzoni. I The Black Angels sono Super dal vivo.
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Tinariwen – Elwan

Sono collettivo originario dell’area del Sahara, precisamente dal Nord del Mali. Sono dei dissidenti e mescolano melodie desertiche del popolo tuareg, musiche algerine e marocchine assieme al blues e al rock. Questo album è stato registrato negli U.S.A. assieme ad alcuni musicisti americani, fra cui Mark Lanegan. Un disco affascinante e con ritmi non usuali nella musica rock.
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La mia non classifica musicale annuale degli anni scorsi è qui.

Blog musicali preferiti

I blog sono rigorosamente in ordine alfabetico: gli articoli sono scritti con una certa originalità ed accuratezza, entrambe qualità rare al giorno d’oggi. Durante la lettura si capisce subito il genere musicale e se vale la pena di approfondire la band. Vi è ironia, profondità e competenza, senza essere saccenti. Sono blog che cerco di leggere con attenzione.

Colgo infine l’occasione per augurare in bocca al lupo ad Alli e Elle per il loro nuovo progetto di bio-orto: aiuteranno le persone a coltivare il loro orto in casa con metodi naturali, passione, divertimento, buon esempio e biodiversità.

Tanti Auguri Vinicio!

Vinicio Capossela Parma Auditorium Paganini 20 07 2017

Caro Vinicio,

ti seguo da tanto tempo e sono sempre con Te, grazie alle tue registrazioni, ai tuoi concerti e ai tuoi libri.
Grazie per tutte le tue creazioni artistiche / musicali del passato e del presente.
E come Sante Nicola protettore delle vittime dei propri errori
sei il mio Protettore …

Oggi Vinicio Capossela compie 52 anni!

Riferimenti

La foto di Vinicio Capossela l’ho scattata a Parma, durante il concerto all’Auditorium Niccolò Paganini con la Filarmonica Arturo Toscanini.