Lettrice con Corto Maltese

Corto Sconto lettrice in treno

Corto Sconto
La guida di Corto Maltese alla Venezia nascosta
(Rizzoli Lizard)

Pubblicato su Cartaresistente.

Tullio De Mauro un modesto omaggio

Tullio De Mauro da Internazionale

Ieri ho appreso della scomparsa del linguista Tullio De Mauro. Sono molto dispiaciuto perché seguivo sempre la sua piccola rubrica sull’Internazionale.

Devo riconoscere, anche quando l’argomento mi interessava poco, il suo modo di esporlo per farlo comprendere, mi faceva sempre dire: “Ho fatto bene a leggerlo“.

Tullio De Mauro – Internazionale

beat! Roma II festival internazionale dei poeti 28 luglio 1980

Copertina di beat! a Roma II festival internazionale dei poeti 28 luglio 1980 stella*neraIniziai a conoscere la Beat Generation verso la metà degli anni ’80, leggendo Sulla strada di Jack Kerouac, prestatomi da un amico.
Da quel libro, tradotto da Fernanda Pivano, il passo fu breve per conoscere gli altri poeti Beat come Ferlinghetti, Ginsberg e qualche altro artista vagabondo.
La poesia Beat mi aprì un nuovo modo di leggere e vedere il mondo circostante.
Pensai che figata doveva essere poter ascoltare le loro voci mentre leggevano le poesie …
stella*nera, la non etichetta di Marco Pandin, ha pubblicato un libro con CD audio sulla Beat Generation. Perché?
Beh, Marco era presente alle letture dei poeti beat invitati a Roma per il Festival Internazionale dei poeti. Poco tempo fa, nell’underground di casa Pandin, spuntano fuori un paio di nastri registrati della serata.
Ora possiamo ascoltare dalla viva voce degli artisti presenti il beat recitato poetico. I contributi sonori furono registrati il 28 luglio del 1980.

Nel libro vi sono le traduzioni delle poesie lette dagli autori. Sono presenti alcuni saggi sulla poesia e i movimenti politici. Vi è anche un colloquio con la massima conoscitrice dei poeti Beat, Fernanda Pivano, intitolato Beat utopia.

Contributi sonori di Anne Waldman, Antler [Brad Burdick], John Giorno, Joanna Mc Clure, Michael Mc Clure, Gregory Corso, William Burroughs, Allen Ginsberg & Peter Orlovsky.
Contributi scritti di Lawrence Ferlinghetti, Fernanda Pivano, Gabriele Roveda, Redazione di A/Rivista Anarchica.

Riferimenti:
  • Il libro comprensivo del CD, non è distribuito commercialmente, si può richiedere a stella*nera oppure a Dethector in cambio di un’offerta libera/consapevole.
  • Ogni copertina ha un oggetto creato dai ragazzi del Ceod “S. Giuseppe” di Padova, che ospita persone con disabilità.

 

La mia non classifica musicale del 2015

La mia non classifica 2015 musicale

I dischi del 2015 che ho trovato più interessanti sono di autrici e interpreti femminili, voci molto personali, suggestive e affascinanti.
Si devono ascoltare di più le Donne? Chissà …
Il regalo natalizio è stato il secondo album della Contrada Lorì.
Durante il 2015 ho visto molti concerti, tutti molto piacevoli non solo per la musica ma per le belle situazioni di amicizia.
Ecco tutto quello che ha attraversato musicalmente le mie orecchie e la testa nel 2015.

Contrada Lorì “Eviva il mar”

La Contrada Lorì è il gruppo che ho e abbiamo visto di più dal vivo, d’accordo sono di Verona quindi è facile, però come non si fa a non essere presenti a un loro concerto?
Ogni volta una festa, fra allegria e ironia, che coinvolge il Loro pubblico sempre con una simpatia contagiosa. I musicisti veronesi possono esserci tutti o in parte, una formazione variabile che ci regala, come dice Marco, il Concertone! A fine 2015 è uscito il nuovo album Eviva il mar.
Provo a dare una definizione? Post folk moderno veronese di ricerca da osteria. Bravissimi.

Föllakzoid “III”

È stata la colonna sonora principale della nostra compagnia musicale! Visti dal vivo a Verona al Canarin, i ragazzi venuti dal Cile ci hanno introdotti vorticosamente nel loro space rock psichedelico … È Föllakzoid … Incidono per l’etichetta discografica Sacred Bones Records, una scoperta sorprendente.

Franti “Non classificato” 2015

Rispetto all’edizione precedente Marco Pandin di stella*nera ha aggiunto molto materiale sui Franti: volantini, interviste, scritti ecc. Un ottima occasione per approfondire o scoprire il collettivo musicale torinese di Lalli, Stefano Giaccone e soci.

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Mike  Watt Le tre opere: testi tradotti e poesie

Hector Valmassoi Mike Watt Le tre opere copertina libro stella*nera con testi tradotti di Contempling the engine room, The secondman's middle stand e Hyphenated-man, poesie stella * neraMike Watt è stato uno dei membri fondatori dei Minutemen, una band dell’underground americano degli anni’80. Un gruppo che suonò durante la fulminante stagione del Punk USA, sviluppando, come gli Hüsker Dü, uno stile più personale, unendo vita e musica, staccandosi dal fragore dell’Hardcore Punk. Entrambe le band incisero per l’etichetta discografica SST, organizzata da Greg Ginn dei Black Flag. I Minutemen interruppero l’attività musicale per la dipartita prematura di D. Boon, cofondatore della band e amico fraterno di Mike.

Watt continua la sua carriera di bassista creando musica in onore di D. Boon.
Il musicista ha poi dato vita ai fIREHOSE e ha collaborato con molte band indipendenti, come i Sonic Youth ed essere dal 2003 il bassista di Iggy Pop and the Stooges.

Oggi, grazie alla non etichetta stella*nera di Marco Pandin, esce un libro secondo me importante per conoscere e approfondire l’opera di Mike Watt. Il libro è curato da Hector Valmassoi con particolare attenzione e amore verso la musica del bassista americano. L’aspetto degno di nota è che Hector ha affrontato i testi degli album battezzati come Le Tre Opere, che hanno segnato l’autore e fatto riflettere Mike Watt sulla vita e sulle persone che l’hanno accompagnato. Il libro contiene le traduzioni in italiano con testo originale a fronte degli album Contempling the engine room, The secondman’s middle stand e Hyphenated-man, pubblicati fra il 1997 ed il 2010. In appendice al volume vi sono ventotto poesie di Mike Watt apparse solo sul sito ufficiale del musicista.

Mike Watt albums Contemplating The Engine Room, The Secondman's Middle Stand, Hyphenated-Man, stella * nera, stella*nera

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Il Giovane Favoloso di Mario Martone

Ecco finalmente un film interessante e non scontato su uno dei massimi poeti della letteratura mondiale.
Uno sguardo moderno dove Mario Martone ci racconta un Giacomo Leopardi più vicino a noi, al di fuori degli schemi scolastici e accademici.
Il film mi è piaciuto molto e oso dire che sarebbe piaciuto anche a Giacomino …

“Leopardi era un uomo libero di pensiero, ironico e socialmente spregiudicato, un ribelle, per questa ragione spesso emarginato dalla società ottocentesca nelle sue varie forme, un poeta che va sottratto una volta e per tutte alla visione retorica che lo dipinge afflitto e triste perché malato. Il Giovane Favoloso vuole essere la storia di un’anima, che ho provato a raccontare, con tutta libertà, con gli strumenti del Cinema.”
Mario Martone
Il giovane favoloso trailer italiano

La colonna sonora è composta e curata da Sascha Ring che mescola elettronica, piano e musica classica dell’800.

Voto:
Film voto ciack 4 icona

Crass No Love No Peace a Verona

Crass No Love No Peace Verona Opifico dei Sensi 2014 presentazione del ibro di Marco Pandin

Venerdì 13 giugno presso l’Opificio dei Sensi a San Martino B. A. Loc. Ferrazze (VR) avremo il piacere di ascoltare Marco Pandin che presenterà il suo ultimo libro “Crass No Love, No Peace”.
La presentazione è organizzata ed inserita nella manifestazione Brutti Caratteri – Editoria e Culture Indipendenti giunta alla decima edizione.

Il libro racconta la storia dei Crass, la band o meglio il collettivo anarcopunk inglese. Il libro è corredato di due CD.

“I Crass, o meglio Penny Rimbaud, Steve Ignorant, Eve Libertine, Joy De Vivre, Hari Nana, Phil Free, Pete Wright, G. E. Sus e Mick Duffield, sono riusciti a creare insieme una delle utopie possibili, e a mantenerla in vita per quasi otto anni, riuscendo a concentrare attorno al loro progetto una grande quantità di energie, amori ed attenzioni. Nel periodo dal 1977 al 1984 sono stati la stella cometa del rock politico più estremo. Difficili da costringere entro definizioni di “genere musicale” (è punk? è musica d’avanguardia? o, per dirla con loro, si tratta di “scrittori di canzoni d’amore”?), essi hanno sempre agito a sorpresa, al di sopra e al di fuori di qualsiasi schema concettuale preesistente, caratterizzando la loro attività, più che in senso strettamente musicale, in un più ampio senso culturale e politico, nuovo e rivoluzionario, anarchico e pacifista. Infatti, oltre che nella plastica dei dischi e sui palchi dei concerti – trasformati costantemente in iniziative a beneficio di progetti a sfondo sociale ed antagonista – l’opera dei crass è dentro a numerosi libri, opuscoli e volantini, nelle manifestazioni di protesta spontanee e mai autorizzate, nell’occupazione abusiva degli spazi inutilizzati, nelle ingenue e clamorose imprese di sabotaggio tecnico ed intellettuale, nell’agitazione e nella protesta improvvisa ed improvvisata, incontrollata ed incontrollabile”.

Ci sarà anche la mostra “L’utopia dei Crass: niente amore, niente pace” ovvero l’immaginario grafico e iconoclasta del collettivo inglese nelle giornate del 13, 14 e 15 giugno all’Opificio dei sensi.

Marco Pandin (1957) negli anni Settanta è coinvolto nell’attività delle prime radio libere e di alcuni gruppi musicali e teatrali di base, negli anni Ottanta è fanzinaro ed editore indipendente. Dal 1984 collabora stabilmente con A/Rivista Anarchica. Nel 1996 ha curato con Stefano Giaccone il libro “Nel cuore della bestia”, con ogni probabilità il primo libro sul punk italiano pubblicato nel nostro paese. Da trent’anni cura l’attività di stella*nera, non-etichetta discografica caratterizzata dalla scelta radicale di porsi “fuori mercato”: i vari titoli pubblicati non vengono distribuiti commercialmente nei negozi ma sono offerti in cambio di una sottoscrizione a sostegno della stampa anarchica.

Buon 25 Aprile

… Avevamo vent’anni e oltre il ponte
oltre il ponte ch’è in mano nemica
vedevam l’altra riva, la vita
tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte
tutto il bene avevamo nel cuore
a vent’anni la vita è oltre il ponte
oltre il fuoco comincia l’amore. …

Italo Calvino e Sergio Liberovici

 

Sebastião Salgado Genesi

Sebastião Salgado Genesi Iguana

Sebastião Salgado, Genesi

Il fotografo Sebastião Salgado ha creato un immenso lavoro d’esplorazione fotografica intitolato Genesi.
Un lavoro paziente, rispettoso e concepito con tutto l’amore per il pianeta Terra.
Salgado e sua moglie Leila hanno lavorato per 8 anni al foto reportage di Genesi, ricercando ambienti, persone, animali e piante non toccate dalla modernità. Luoghi non contaminati, primordiali.

Se guardate con i nostri occhi di oggi sembrano provenire da un altro pianeta.

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Da Battiato a Ernest Henry Shackleton

Copertina del libro di Mirella Tenderini La lunga notte di ShackletonHo conosciuto per la prima volta le imprese dell’esploratore britannico Sir Ernest Henry Shackleton ascoltando l’omonimo brano di Franco Battiato dall’album Gommalacca.
Il testo di Manlio Sgalambro racconta l’ultima avventura dell’esploratore al Polo Sud, all’inizio del ‘900.
Shackleton era un veterano della regione antartica, perché aveva partecipato e guidato alcune esplorazioni al Polo Sud. Questa sarebbe stata la sua ennesima impresa di tracciare una nuova strada nell’attraversamento del Polo Sud. Purtroppo la nave Endurance restò bloccata e stritolata fra i ghiacci e quindi lui e i suoi compagni dovettero raggiungere l’Isola Elefante, trascinando sulla banchisa tre scialuppe cariche di viveri.
Il vanto di Shackleton era di non aver mai perso un solo uomo al suo comando e da qui nacque la sua ultima coraggiosa impresa.
Partì assieme a pochi uomini per navigare fino alla Georgia del Sud per chiedere soccorso, “mentre i 22 superstiti dell’isola Elefante sopportavano un tremendo inverno”. [1]

La canzone di Franco Battiato è piuttosto straniante e con un tono lievemente epico, il finale termina in una specie di mantra, ripetendo il cognome dell’esploratore.
Il brano mi era sempre piaciuto ma non mi ero mai incuriosito sul protagonista, forse proprio perché il testo raccontava tutto su Shackleton.

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