Summer Camps for children 2013

English4Kids logo Summer Camps 2013Se quest’estate non sapete dove far lasciare i vostri figli in attesa delle ferie, nel veronese c’è una iniziativa alquanto originale rispetto ai tradizionali gruppi estivi (Grest).
Mi riferisco ai Summer Camps organizzati da Laura e Louisa dove i bimbi potranno passare il tempo divertendosi ma soprattutto continuando a parlare o a imparare in modo originale la lingua inglese.
Ovviamente sarà anche ripassato l’inglese scolastico, insomma una iniziativa che mi ha incuriosito e che ho voluto approfondire con Lousia.

Domanda: Perché avete pensato di creare questa iniziativa?
Risposta: Io e Laura ci siamo conosciute all’interno del SommaGas, il gruppo di acquisto solidale di Sommacampagna che ho contribuito a fondare insieme ad altri che come me avevano partecipato ad un corso sul consumo critico organizzato dal comune di Sommacampagna nel 2006-2007. Insieme a me organizza questi summer camps ha tre bimbi che ha cercato di crescere alla consapevolezza dell’inglese. Conscia dell’importanza di questa lingua ha provato con i suoi bimbi diversi metodi. Quello che l’ha più soddisfatta è un metodo creato dall’università La Sapienza di Roma: si tratta di cartoni animati i cui personaggi Hocus e Lotus vanno alla scoperta della vita. Usando diversi strumenti video, canzoni e fumetti si permette ai bambini di memorizzare non solo parole ma anche frasi che sono assolutamente contestualizzate nella storia. Naturalmente si parte da uno stadio beginner, per arrivare ad un livello intermedio.

D: Rispetto ad altri campi estivi in cosa pensate di differenziarvi?
R: Innanzitutto questo è un summer camp tutto in inglese. La lingua che si parlerà qui sarà al 90% inglese. Nella mia vita di insegnante ho lavorato per una scuola che organizzava summer camps e mi è piaciuto molto che i bambini fossero immersi nella lingua dalla mattina alla sera. Quello che voglio fare qui è dedicare tutta la mattina alla didattica, mentre al pomeriggio si potrà applicare la didattica attraverso il disegno, la manipolazione e la recitazione. Il metodo è quello di Hocus & Lotus e cioè di contestualizzare ogni input, in modo che la comprensione risulti cristallina così da rendere inutile la lingua madre.

D: Avete scelto due posti particolare. Perché?
R: La nostra prima scelta era caduta sulla Cooperativa “La Genovesa”: ci è piaciuto moltissimo il posto e condividiamo i loro progetti. L’idea che i bambini siano ospitati in una fattoria didattica è chiaramente un bonus per noi e per loro che riusciremo a coinvolgere in attività legate alla natura, alla sua conservazione, agli animali e alla loro funzione per il sistema vita, alle api e al loro enorme contributo. Purtroppo le prime 2 settimane non erano disponibili e quindi abbiamo pensato di rimanere nella zona dove Laura vive e dove io lavoro e abbiamo trovato delle simpatiche signore all’agriturismo Le Mistral, a Sommacampagna (VR) che sono state molto entusiaste del progetto.

D: Potete dirci qualcosa di voi?
R: Io sono un’insegnante bilingue. Insegno agli adulti e circa 5 anni fa mi sono specializzata nell’insegnamento ai bambini. Insegnare ai bambini è come diventare un po’ bambini e da molta soddisfazione, specialmente se si incomincia ad insegnare la lingua ai bambini di 2 anni e si prosegue. Quindi se dovessi dire quale sia la priorità per un successo nell’insegnare una lingua straniera metto al primo posto l’età, più presto è, meglio è. Al secondo posto metto il ruolo dei genitori che devono diventare un veicolo di apprendimento. Perciò invito i genitori a migliorare il loro inglese, a seguire gli stessi corsi dei loro figli e di usare l’inglese a casa il più possibile. Solo così si potrà veramente crescere i figli in un ambiente bilingue.

Per maggiori informazioni:

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