David Bowie, balliamo

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Il primo album di David Bowie che comprai fu Let’s Dance. Il tipo che me lo vendette disse che non gli piaceva, anzi gli faceva schifo. Sia io che lui ascoltavamo la new wave, il punk eccetera ma …

Let’s Dance mi lasciò perplesso, però mi piacque per i ritmi e i suoni delle canzoni, insomma i colori che ne scaturivano fuori.

E poi c’era China Girl scritta con Iggy Pop …

5 Perché dovevi registrare un vinile negli anni '80?

Giacomo Spazio è un artista underground a tutto tondo: musicista, grafico e pittore, nonché fondatore della fanzine Vinile e fondatore dell’etichetta discografica Vox Pop.
Le sue attività iniziarono negli anni’80 a Milano, è stato anche membro fondatore della band new wave 2+2=5.
Sentiamo da Giacomo perché si doveva registrare un vinile negli ann’80.

2+2=5 Giacomo Spazio Trevor Finn Rieko

Giacomo Spazio, inseguitore di sogni

Non ho mai pensato che fare un disco in vinile fosse importante.
Quando ho iniziato ad occuparmi seriamente di musica, producevo K7 (tape). Belle, bellissime. Facili da comperare e ancora più semplici da registrare, in casa con la doppia piastra. Vero DIY.
Regitrare un disco in vinile, arrivò, anni dopo. Quando Nino si convinse che potevamo insieme produrre qualcosa di interessante. Solo allora, finite le registrazioni di “…Into The Future…” con Rieko che ci diede man forte suonando le tastiere, pensammo che era il momento di stampare un vero e proprio LP. Ci aiutò in questo la Ma.So. e finalmente la nostra band, che in culo alle regole, avevamo battezzato con un operazione matematica (2+2=5), diventò reale. Tutti, al dire il vero non proprio tutti poiché stampammo 500 copie, si accorsero che esistevamo.
Persino la rivista inglese NME, parlò del nostro disco. Ma concerti praticamente nulla. Quelli arrivarono dopo, quando le strade artistiche di ognuno iniziarono a prendere direzioni differenti. Ma sono davvero felice di avere pubblicato dei dischi in gioventù, sia per l’amicizia che mi lega ancora ai miei compagni di avventura, sia perché (come tutti quelli che allora hanno lasciato un segno tangibile) abbiamo inciso in maniera indelebile la STORIA di questa nazione!

Dischi in vinile: rimozione etichette

Per la rimozione delle etichette dalle copertine o buste interne appiccicate sui dischi in vinile, personalmente uso questo metodo, ovviamente ogni uno avrà poi il suo.
Con la fiamma di un accendino scaldo l’etichetta ponendolo sotto alla stessa, prestando attenzione a non bruciare il cartoncino e avendo in precedenza tolto il disco dalla custodia. In questo modo la colla dell’etichetta scaldandosi perderà la sua proprietà collosa,  quindi delicatamente e magari con l’aiuto di una lama la rimuovo lentamente, se la fiamma lascia un po’ di fuliggine sulla copertina si può rimuoverla facilmente con uno straccetto umido, meglio farlo subito però.
Il nastro adesivo trasparente col tempo si secca e di conseguenza viene via facilmente togliendolo sempre con cura, il più infame è il nastro da pacchi marrone che pur scaldandolo si leva facilmente ma tende a lasciare il colore,  si può provare a toglierlo a sua volta con essenza di trementina, in quanto grassa non dovrebbe intaccare l’inchiostro della stampa, sempre meglio fare una piccola prova su un’area ristretta della copertina. Non usare assolutamente a tale scopo diluente al nitro, acetone, triellina o acquaragia.
Dimenticavo una cosa: bisogna stare attenti a determinate vecchie copertine plastificate sul fronte e normali sul retro, perchè la fiamma dell’accendino potrebbe bruciare la plastica, rovinando la copertina.
In questi casi e’ meglio provare a scaldare l’etichetta con un normale asciugacapelli.

Dischi in vinile: pulizia del vinile

Io faccio così: prendo il vecchio disco lo bagno con acqua tiepida e poi con una spugnetta insaponata delicatamente la passo sul vinile, seguendo il senso del microsolco mai di traverso, senza insistere in un punto preciso e senza toccare l’etichetta rotonda al centro.
Successivamente lo asciugo con un asciugamano e in seguito con del lubrificante WB 40 reperibile in tutte le ferramenta. Gli do’ una spruzzatina ripulendolo poi con un panno morbido, tipo quelli per spolverare o di flanella.
Il WD 40 è un prodotto lubrificante antistatico che mantiene lontana la polvere.
Facendolo poi suonare sul piatto alla fine si formerà sulla puntina una pallina di polvere rimovibile tranquillamente con il polpastrello dell’indice.

 

Dischi in vinile: trucchetti per farli risorgere

Vinile trucchetti per pulizia vinile e copertina

Scrissi un po’ di tempo fa un post dedicato alla Crash Records, il leggendario negozio di dischi di Padova e ho avuto la fortuna di avere tra i lettori Michele.
Abbiamo scoperto che eravamo entrambi clienti della Crash Records da vecchia data ovvero dagli anni’80, come passa il tempo eh?
Scambiandoci ricordi e commenti, ho saputo che Michele riesce a far la pulizia dei dischi in vinile e a sistemare le copertine se rovinate. Lui li chiama trucchetti.
Mica male far risorgere i dischi della propria collezione, ho pensato.
Allora perché non scrivere un post su questi trucchetti e condividerli qui nel blog? Magari anche altre persone ne hanno di simili e ci si potrebbe confrontare.
Roba da vecchi? Non lo so però se non altro è un buon modo di passare il tempo e per riascoltare buona musica!

Prossimamente troverete qualche post che vi sarà utile a ridare nuova vita ai vostri dischi in vinile.

Attenzione: l’autore dei post e il blog stesso non si prendono nessuna responsabilità sul risultato finale dell’operazione sui dischi in vinile e sulle copertine. Il nostro consiglio è di provare su vinili di poco valore e non rarità.

Il canale YouTube di Michele

Da Mutazione a Musica per architetture abbandonate

Daniele Ciullini Musica per architetture abbandonateDaniele Ciullini durante gli anni ’80 gestiva fanzine e componeva musica elettronica e ora grazie alla nuova riscoperta della vecchia scena underground italiana degli anni ’80 è stato selezionato da Alessio Natalizia nella compilation Mutazione, edita per l’etichetta inglese Strut Records. Interessante riprendere gli esperimenti del passato ma ora Daniele sta vivendo una nuova creatività musicale proprio nella sua città, Firenze. Daniele ha sempre cercato delle suggestioni da luoghi isolati o abbandonati per trarne ispirazione.
Il progetto sonoro Musica per architetture abbandonate è ormai rilasciato già da qualche mese ma ci sono altre novità …

Domanda: Daniele, introduci la scena underground degli anni ‘8o a Firerenze.
Risposta: Gli anni ’80 hanno attraversato Firenze con tutto il loro potenziale di creatività un po’ come dovunque. E’ stata un’onda che ha toccato tutte le aree, anche se arti applicate, teatro e musica hanno fatto la parte del leone. Secondo le leggi che governano lo sviluppo della società in genere ad una moltiplicazione quantitativa di prodotti culturali ha corrisposto poi la nascita di una rete di spazi e occasioni nei quali portare in superficie le produzioni; sono così sbocciati discoteche, trasmissioni radio, club, negozi e fanzines nei quali quel variopinto mondo mutante e trasgressivo ha trovato sede. Un circuito che qualitativamente e quantitativamente ha oscurato quello più ufficiale, chiuso nel mantenimento della tradizione e incapace di aprirsi al cambiamento. Queste in sintesi le luci. Le ombre invece, a mio avviso, sono localizzate sul fiato corto che tanti nomi e situazioni hanno avuto. Quasi una fiamma che rapidamente si è spenta, così che soltanto ben pochi progetti sono stati capaci di reggere l’urto del tempo sviluppando quei geni di bellezza e novità mostrati in origine.

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Vinile la fanzine rivista - musicale intervista a Giacomo Spazio

Fanzine Vinile 2 retro copertinaLa fanzine Vinile fu fondata a Milano negli anni ’80 e si tratta di una delle pubblicazioni underground più note. Gli artefici furono Carlo Charlie Albertoli, Gigi Marinoni e Giacomo Spazio.

Giacomo si occupava della parte grafica. Vinile era fra le pubblicazioni di Stampa Alternativa e l’intento di Charlie, Gigi e Giacomo era di creare una rivista nettamente diversa dalle altre riviste musicali italiane. Tenevi in mano Vinile come se fosse la copertina di un 45 giri, infatti queste erano le dimensioni di Vinile, il tutto interamente stampato su carta riciclata. La grafica interna molto underground, con immagini e disegni a fotocopia sporca ingrandita, mentre i caratteri per i testi sembravano quelli di una vecchia macchina da scrivere, ciò nonostante la sfogliavi e la leggevi benissimo.

Prima Carlo “Charlie” Albertoli poi il direttore pre – punk Gigi Marinoni ed ecco Giacomo Spazio, agitatore culturale, musicista con la band new wave 2 + 2 = 5, fondatore dell’etichetta musicale Vox Pop nonché artista.

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Vinile la fanzine rivista - musicale intervista a Gigi Marinoni

Vinile le copertine dei cinque numeriLa ricerca, che da tempo faccio qui nel blog, sulla scena musicale indipendente italiana, non poteva non imbattersi nella fanzine milanese Vinile.
La fanzine era curata Carlo Albertoli, Gigi Marinoni e Giacomo Spazio, tutto questo accadeva alla fine degli anni ’80 a Milano.

La rivista era pubblicata da Stampa Alternativa ed possedeva un aspetto grafico e di contenuti molto diverso dalla stampa musicale ufficiale. L’impianto grafico aveva le dimensioni di un 45 giri, copertina e pagine interamente stampate su carta riciclata. La grafica interna molto underground, con immagini e disegni a fotocopia sporca ingrandita, mentre i caratteri per i testi sembravano quelli di una vecchia macchina da scrivere, ciò nonostante la sfogliavi e la leggevi benissimo.

Ad ogni numero vi era un dischetto e una volta furono anche due. I brani erano tutti inediti di band italiane indipendenti e straniere. Le pagine erano fitte di recensioni musicali brevi e immediatamente comprendevi se spenderci delle lire. All’interno di Vinile vi erano articoli, interviste, discografie e concerti, insomma una fanzine o forse proprio una vera rivista musicale.
Dopo aver intervistato Carlo “Charlie” Albertoli mi sono chiesto perché non sentire anche il direttore pre – punk Gigi Marinoni sull’esperienza di Vinile? Ecco le stesse domande fatte a Carlo Albertoli rivolte a Gigi Marinoni.

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La collana Sconcerto di Stampa Alternativa

Molti anni fa la casa editrice Stampa Alternativa inaugurò la collana Sconcerto, dedicata ad artisti della musica Rock, privilegiando gruppi poco conosciuti o di culto come i Doors, i Grateful Dead o i Velvet Underground di Lou Reed e John Cale.

Le copertine e i vinili allegati alla Collana Sconcerto di Stampa Alternativa

Le copertine e i vinili allegati alla Collana Sconcerto

L’idea di fondo della collana era giusta per il tempo, perché negli anni ’80 non era facile avere informazioni complete su un gruppo o trovare i testi e le traduzioni. Infatti capitava spesso che le lyrics non erano incluse nell’album.
Assieme alle traduzioni vi erano le schede discografiche, la biografia della band o brani d’ interviste tradotti da magazine stranieri. Mi vengono in mente, ad esempio, le dichiarazioni ad effetto di Morrissey degli Smiths sulla società, il sesso o il cibo vegetariano.
Insomma era davvero un bel compendio per approfondire il proprio artista preferito. I libri erano bilingue, perché oltre ai testi tradotti tutto il contenuto era sia in italiano che in inglese. La caratteristica quindi era l’agilità della lettura di una vera e propria monografia.

Incluso al libretto era allegato un supporto sonoro in vinile con brani rari o cover di gruppi italiani dedicati alla band. Successivamente, nelle seconde edizioni e nei nuovi titoli della collana, il vinile 7″ venne sostituito dai CD in formato 3″.
Caso unico nella collana Sconcerto, i libretti sugli Smiths contenevano delle cartoline con le copertine dei dischi del gruppo.

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Eighty Blues 1 ovvero non si esce vivi dagli anni' 80

Non si esce vivi dagli anni' 80 Eighty BluesGli anni ’80 erano gli anni della mia adolescenza, quelli che mi hanno portato alla maggiore età. I primi amori, le corse in bicicletta perché mio padre: “… no, il motorino no!” e dunque “via!” verso una certa autonomia di vita. C’erano i racconti di mio nonno Primo sui partigiani, sulla guerra e sui fascisti. C’erano due sistemi politici uno contro l’altro, fino alla caduta del muro di Berlino. E poi la corsa agli armamenti nucleari.
Negli anni ’80 tutto cambiava attorno a me.
Nuove passioni nascevano o si sviluppavano: il cinema, i fumetti di Hugo Pratt, di Enki Bilal e di Andrea Pazienza e poi la musica. Si, tanta musica.
Mettere da parte le “mancette” o lavorare in estate per poi andare in treno a Padova nei negozi di dischi, come la Crash Records e poi scambiarsi i vinili con qualche amico per farsi i “nastrini”. Il primo viaggio a Londra con mio fratello.
No, niente nostalgia perché un po’ si cambia ma sono sicuro dagli anni ’80 ho imparato a crescere e in un certo andare modo avanti.

E per Voi, amici musicisti, fanzinari e/o blogger?

 

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