Evviva il 25 Aprile

Liberazione 1945 2015 festa

Racconti di mio nonno e di mia madre, sono impressi fortemente nella mia memoria.
Sono uniti a un sentire comune come nella canzone cantata da Mara Redeghieri e dagli Üstmamò.

Üstmamò – Siamo i ribelli della montagna

Giovanni Lindo Ferretti Brescia 2014

Giovanni Lindo Ferretti (ex CCCP, ex C.S.I., ex P.G.R.) ha suonato alla Latteria Molloy di Brescia ed è stato un bel concerto.
Prima di andarci mi chiedevo se aveva un senso riproporre canzoni scritte e pensate negli anni’80 e ’90, che hanno sfiorato gli anni duemila (gli anni zero) da parte di Ferretti.
L’artista, cantante e paroliere dei CCCP, CSI, PGR, ha cavalcato di trent’anni della musica indipendente italiana, cantando e declamando storie, situazioni e sentimenti, personalmente l’ho sempre ritenuto una mente interessante e controversa da ascoltare.
Ferretti era accompagnato dai musicisti Ezio Bonicelli e Luca Alfonso Rossi, entrambi ex componenti degli Ustamamò.
Il cantante ha un fare distaccato e questo mi è piaciuto molto, così ha evitato di essere nostalgico e autoreferenziale. I tre musicisti sono così riusciti ad essere sorprendenti, suonando tutti i brani in una veste elettronica, acustica ed elettronica, veramente moderna.
Poi G. L. Ferretti ha un guizzo::

Cittadine, cittadini uno sforzo ancora!
La democrazia suvvia, e’ una connessione web a banda larga.
I nativi digitali sono già tra noi, arriveranno gli ufo robot, vogliono pace progresso e abbondanza, ogni giorno sarà festa, un’eterna vacanza.
Nell’attesa per non stare con le mani in mano abbiamo fatto della Domenica un giorno qualsiasi.
Cittadine, cittadini felicitazioni…
Giovanni Lindo Ferretti

Giovanni Lindo Ferretti 2014 Brescia band

→ Prosegui la lettura di Giovanni Lindo Ferretti Brescia 2014

Ustmamò Canto del vuoto

Dedicata a tutti, agli Amici, alle persone che incontro e che ho incontrato.
Ustmamò Canto del vuoto

Lasciar passare sorvolare perdere tempo e non cercare non si sa poi bene cosa
Tempi infiniti a guardare le nubi soffici e leggere tempeste che ritardano a scoppiare
Meglio svanire in questa indefinita età, a immaginare quello che potrebbe essere
Meglio sperare nella propria identità che compromettersi per poi sbagliare e perdere
Come non potere più spiegare ali che non servono a volare sogni che non sogna mai nessuno modi di pensare questa vita
Come non potere più aspettare cose che ritardano a venire lenti mutamenti di stagione una qualche verità
Ora persi nel mare profondo ora in alto a sfiorare le cime abbracciati al tempo che passa aspettando una buona ragione
Lasciarsi andare dondolare e continuare a galleggiare scivolando sulle cose
Abbandonati a immaginare un’altra strada da seguire lasciando quel che resta sempre uguale Come non potere più spiegare ali che non servono a volare sogni che non sogna mai nessuno modi di pensare questa vita
Come non potere più aspettare cose che ritardano a venire lenti mutamenti di stagione una qualche verità
Ora persi nel mare profondo ora in alto a sfiorare le cime abbracciati al tempo che passa aspettando una buona ragione