Micah P. Hinson Brescia 03 04 2017

A me piace andare ai concerti e a volte scelgo anche quei gruppi che conosco solo di nome.
Trovo che sia una via più diretta per conoscere la loro musica.
Una di queste occasioni l’ho trovata alla La Latteria Molloy con Micah P. Hinson.
Lui è un musicista texano, di quelli che reinterpretano la tradizione musicale americana, tipo il country o il folk.
Una nota distintiva è la voce del cantautore, profonda e bassa che fa da contraltare al suo aspetto fisico: magro e con gli occhiali neri, quasi a nascondere il volto da ragazzino.
Micah era accompagnato per questo tour in Italia da musicisti italiani, per riproporre in nuova nuova veste l’album del 2006 The Opera Circuit.
Un bel concerto acustico, però mi è piaciuta di più la parte finale del concerto, che culminava in una suite lunga e deragliante.

Riferimenti

Vapors of Morphine Brescia 12 11 2016

Vapors of Morphine Brescia 12 11 2016

Mark Sandman definiva la musica dei Morphine come una “baritone experience“, grazie all’uso della voce e degli strumenti musicali. Ho ascoltato moltissimo i dischi dei Morphine negli anni ’90, ma dopo la scomparsa di Mark Sandman, non ho più seguito i percorsi musicali degli altri due musicisti della band.
I Morphine sono rinati nel 2009 come Vapors of Morphine. La band ora è formata da Dana Colley (sax baritono, voce e flauto), Jerome Deupree (batteria) e il “nuovo entratoJeremy Lyons (voce, chitarra e basso due corde). Quest’autunno scopro che suoneranno a Brescia. Non ci ho pensato su molto: ci andrò.

Il concerto è iniziato: la musica fluiva e mi era addosso, creando emozioni e un appassionante piacere per l’ascolto. L’interpretazione è stata molto intensa, fra jazz e blues, suonata da una band di rock alternativo. Suonando i brani vecchi e i nuovi, il live dei Morphine mi ha trasmesso l’intesa naturale che hanno ancora i due musicisti originari con il nuovo cantante.

Great sound” hanno detto i Vapors of Morphine, riferendosi ai tecnici del locale bresciano: La Latteria Molloy.

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OAC Fest 2016: un festival musicale da scoprire

L’On a Chair Festival 2016 è un ritrovo musicale che si è svolto a Torreglia in provincia di Padova. Uno spazio auto organizzato per musicisti solitari e per un pubblico curioso e attento. L’OAC ha offerto un luogo-situazione in cui gli artisti hanno cantato a stretto contatto con la gente. Ci deve essere stata una bella atmosfera all’OAC, così traspare dal racconto delle serate di Marco Pandin.

On the Chair 2016 foto live - Gypsy Rufina, Phill Reynolds, Dagger Moth, Giorgio Canali

Il secondo OAC Fest si è tenuto verso metà settembre in una vecchia corte benedettina sui colli Euganei, solo a pochi chilometri da casa mia. La cosa è stata messa in piedi da Associazione Umami, un’associazione di ragazze e ragazzi piuttosto attivi in zona: l’intenzione è offrire un’occasione ed uno spazio a musicisti che operano in solitudine, strumentisti e cantanti soli soletti sulla pedana, e preferibilmente ma non necessariamente seduti su una sedia (ecco chiarito l’on a chair). L’anno scorso la manifestazione era stata organizzata ad Abano Terme occupando e riarrangiando uno spiazzo malutilizzato a ridosso del centro città: erano stati chiamati a partecipare – tra gli altri – alcuni chitarristi non allineati come Egle Sommacal, Maurizio Abate, Laboule e Stefano Pilia ed una sorprendente Elli De Mon.

Per molti versi il Fest 2016 è stata una sostanziale conferma delle buone intenzioni che motivano lo sbattimento e degli organizzatori e dei musicisti, per altri si è rivelata una sorpresa, come una specie di regalo collettivo, ramificato, multidirezionale ed inaspettato nella forma che ha preso. Quest’anno la direzione artistica pare essersi indirizzata verso la canzone d’autore meno identificabile come tale – molte virgolette tutt’intorno a queste due parole, canzone d’autore. Ho potuto ascoltare dei cantautori che non si sentono tali, che non fanno i cantautori per mestiere, o che per lo meno sono determinati a non farlo in maniera tradizionale e convenzionale. Le loro proposte sono derivate da scelte radicali e consapevoli di campo, non tanto in senso ideologico o di schieramento quanto muovendosi in un più ampio contesto culturale, se non facendone addirittura una questione di stile di vita. Mentre il Fest accade e facendo un po’ il punto a Fest finito, mi colpisce in senso positivo il fatto che scarseggi oppure manchi del tutto l’impulso a cercare sostegno nelle strutture organizzate, e si punti preferibilmente sull’autogestione e l’autoproduzione, di quanto sia fondamentale il rapporto orizzontale e diretto con chi ascolta – briciole dell’eredità anarcopunk, mi sento di azzardare.

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Warpaint Berlino 01 11 2016

Le Warpaint sono un gruppo formato da quattro musiciste di Los Angeles. Suonano un rock indie dove ho anche sentito delle influenze musicali provenienti dalla new wave e dal post punk.
Ero molto curioso di vedere la band femminile dal vivo. Presto fatto, con gli amici siamo partiti per una breve vacanza a Berlino, dove le Warpaint hanno fatto tappa. Il concerto si è svolto all’Astra Kulturhaus Berlin.
La musica fluiva eterea e sognante, accompagnata dal coro delle voci, creando una situazione musicale, per così dire, colorata.
Un concerto interessante e atmosferico, brave le quattro musiciste, soprattutto la sezione ritmica.
Mi piacerebbe rivederle dal vivo in estate, all’aperto … chissà …

Il luogo del concerto si è svolto a Berlino Est e dentro l’Astra Kulturhaus c’era un clima accogliente e organizzato, ottimo il suono del concerto.
Grazie a M. K. per aver acceso la miccia …

Jaga Jazzist Brescia 26 11 2016

Sono andato a vedere i Jaga Jazzist anche se non conoscevo la loro musica. Un po’ per la compagnia degli amici e perché alla Latteria Molloy di Brescia ho sempre visto dei bei concerti.
I musicisti norvegesi sono molti bravi e avevano allestito il palco all’inverosimile, sia come strumenti che come effetti luci.
Ripeto molti bravi ma francamente ho sentito “troppe cose” nella loro esecuzione e alla fine mi sono annoiato. Probabilmente il loro jazz elettronico sperimentale non fa me.

 

Jeff Buckley che oggi avrebbe 50 anni

Jeff Buckley foto di Hideo Oida
Caro Jeff,
oggi avresti compiuto 50 anni, due più di me.
Ricordo un concerto straordinario a Correggio, il 15 luglio del 1995.
Tu che esordisti dicendo che non avevi la voce a posto ma che poi non ti risparmiasti.
Tu che avevi una voce unica.
Tu che hai fatto la più bella e significativa versione di Hallelujah di Leonard Cohen.
La mia canzone preferita? Last Goodbye oppure Dream Brother oppure …
Tanti Auguri Jeff!

Max Gazzè Cerea 19 03 2016

Mi è sempre piaciuto Max Gazzè, piacevole, melodico, contemporaneo e ironico. Bel concerto.

L’esibizione faceva parte del Maxmilian Tour e si è tenuto all’Area Exp a Cerea (VR).

Post-C.S.I. Ferrara 20 06 2015

I Post-C.S.I. hanno presentato Breviario Partigiano, una lettura contemporanea della lotta partigiana al nazifascismo.
Il tutto nasce da un’idea di Massimo Zamboni, confluita anche nel suo libro L’eco di uno sparo.

Grande interpretazione, sia delle nuove che delle vecchie canzoni.
Essere vicino ai musicisti, riconoscere le storie partigiane.
Incrociare gli sguardi di chi è vicino a te per condividere la stessa idea.

Il concerto faceva parte di Ferrara sotto le stelle, serata perfetta.

Battles Brescia 23 09 2016

Finito il bel concertino di Giungla, aspetto i Battles e resto subito sorpreso. I tecnici di scena spingono il palchetto della batteria di John Stanier al limite del palco, verso il pubblico. Una cosa pazzesca, non l’avevo mai vista.
Poco dopo entrano Ian Williams e Dave Konopka a fare gli ultimi ritocchi alle “macchine” elettroniche, poi il batterista che da una aggiustatina alla batteria.
Pronti partenza e via con i Battles.
Il gruppo miscela ritmi e stili musicali diversi assieme, fra dance hall, rock e tecnica d’improvvisazione jazz. Veramente incredibile la loro musica strumentale.
Resto in ascolto attento, mi guardo attorno fra il pubblico, è quasi impossibile restare fermi.
Mi sono piaciuti perché hanno suonato davvero, con una concentrazione speciale, regalando al pubblico un divertimento inconsueto.
Spettacolare vedere John Stanier che suona il piatto molto in alto, rispetto al tradizionale assetto della batteria.

I Battles provengono da New York e sono formati da Ian Williams (ex Don Caballero e Storm & Stress), David Konopka (già con i Lynx) e John Stanier (Tomahawk, ex Helmet). Il concerto si è svolto alla Latteria Molloy.
Seguono altre foto del concerto.

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Giungla Brescia 23 09 2016

Prima del concerto dei Battles è salita sul palco Giungla, all’anagrafe Emanuela Drei. La cantante ha uno stile grintoso, si è presentata da sola sul palco della Latteria Molloy. Voce, chitarra elettrica, pedali e campioni.
L’ultimo brano è stato suonato in mezzo al pubblico. Niente male, per così dire da tenere d’occhio!