Referendum del 12 e 13 Giugno 2011

Energia nucleare? No grazie2 si per l' acqua pubblica

 

 

 

 

 

 

I referendum del 12 e 13 Giugno sono 4:

2 referendum contro la privatizzazione della gestione dell’acqua pubblica;
1 referendum contro il nucleare;
1 referendum contro il legittimo impedimento.

Andrò a votare Si.

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Eliminare il file B.

E magari fosse vero!

Meglio Berlusconi o Marchionne?

L'ad di Fiat Sergio Marchionne con il premier Berlusconi (foto Ansa)Mentre il nostro caro, simpatico, assurdo satrapo si tiene attaccato alla poltrona con tutta la forza rimasta, la nuova destra scalpita per la successione al potere. Davvero vogliamo staccare la spina?


Quello cui stiamo assistendo in questi giorni ha dell’incredibile, oltre a essere discretamente vergognoso. La realtà sta superando tutte le fantasie, anche le più contorte, costringendo anche la satira più impietosa a un veloce aggiornamento, come il “partito du pilu” del film Quanlunquemente di Antonio Albanese, reso obsoleto ancor prima dell’uscita nelle sale.

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Calearo goes to Hollywood

Massimo Calearo

Massimo Calearo

Anche Massimo Calearo è da iscrivesi tra coloro che col voto di fiducia hanno salvato Berlusconi e il suo governo.

Anche Massimo Calearo è tra i top-interviewed del momento, nella sua scomoda posizione di eletto nel PD, che ora ha salvato le ultra-settantenni chiappe del nostro presidente del Consiglio.

Ero tra i molti che, nel 2008, alla candidatura dell’ex caimano di Federmeccanica (associazione degli imprenditori del comparto meccanico), reo di vari atti di comportamento antisindacale, avevano storto il naso.

L’idea sbandierata da Veltroni, di mettere nelle liste del neo partito un esempio di imprenditoria illuminata del nord-est mi convinceva poco. In genere tendo a non fidarmi di chi cambia casacca con tanta facilità: avendo alle spalle feroci lotte contro i diritti dei lavoratori, candidarsi con un partito dichiaratamente di centro-sinistra poteva essere interpretato come mancanza di coerenza.

Mi sbagliavo: il comportamento di Calearo è stato un esempio sfavillante di coerenza: alla prima occasione è passato, armi e bagagli, con Berlusconi, confermando la sua fama di caimano mangia operai.

Alla ‘Repubblica’ ha confessato ‘‘forse dovrei andare un po’ all’estero” perché qui ”il clima e’ insopportabile”.

Niente in contrario (per carità!), solo una richiesta: mica potrebbe portarsi dietro anche Veltroni?

di Michele Bottari

Scilipoti è Dio

Domenico Scilipoti

Domenico Scilipoti

Stamane, dopo le battaglie di Roma (dentro e fuori Montecitorio) ho sentito in radio l’intervista a Scilipoti, soccorritore del governo Berlusconi, ma eletto nelle liste dell’Italia dei Valori.

A parte l’arroganza, il vociare ad alta voce per sovrastare quella della giornalista, rea solamente di fare domande precise, mi ha colpito l’ostentata sicurezza, tipica di chi sente di aver ragione, o, più verosimilmente, di chi non ha più niente da perdere.

Alla domanda se non pensi di aver tradito il mandato degli elettori dell’Italia dei Valori, Scilipoti ha risposto di no. “Gli elettori dell’Italia dei Valori mi hanno dato un mandato: amministrare negli interessi del Paese, creare tutte le condizioni per poter difendere i propri figli e il potere d’acquisto dei cittadini italiani.”

“In un momento particolare come questo – ha proseguito Scilipoti –

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