Chi sarà il nuovo Papa?

E’ stato un fulmine a cielo sereno la notizia dell’abdicazione (e non dimissione!) di Papa di Benedetto XVI.
Fra qualche settimana inizierà la procedura elettiva in San Pietro ma già ci si domanda: chi sarà il nuovo Capo della Chiesa?
Pensando a questo mi è venuto in mente l’ottimismo del brano Papa Nero dei Pitura Freska, che possa esser di buon auspicio?

Riferimento: Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: «Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» Lc17,10

P. S.
Avevo pensato anche alla canzone La Chiesa si rinnova di Giorgio Gaber ma questa volta voglio essere ottimista.

3 commenti per Chi sarà il nuovo Papa?

  • Pierpaolo

    La personale delusione per l’elezione di Benedetto XVI° è stata polverizzata dal positivo stupore per la sua decisione di lasciare l’incarico.
    L’urgente necessità di un netto cambio di rotta della Chiesa sembrava frustrata dalla dottrina conservatrice del Papa tedesco, ed invece è successo l’incredibile.
    Il suo abbandono pone in risalto due questioni importanti che se sviluppate a fondo dal suo successore possono cambiare radicalmente la vita interna di una istituzione così importante per tanti milioni di individui che vivono in tutti e cinque i continenti.
    La prima conseguenza che si avrà (o almeno spero)è l’azzeramento di quella nomenclatura corrotta che ha caratterizzato gli scandali recenti (troppi ed anche troppo gravi) in cui è precipitata la Chiesa.
    Come è noto, infatti, ogni Papa neo-eletto nomina il suo enturage e con garbo evangelico spazza via il precedente.
    Ratzingher, in un colpo solo ma netto e deciso, potrebbe aver usato la falce delle dimissioni per tagliare le caviglie di quei potenti Cardinali il cui potere, in altro modo, non avrebbe neppure potuto scalfire.
    Il mio personale auspicio è che il suo successore abbia l’energia ed il rigore necessario per affidare la chiesa a persone un po piu’ vicine al messaggio evangelico che alle tentazioni del Diavolo.
    La seconda conseguenza dell’abbandono di Benedetto XVI° ma altrettanto importante è la concezione piu’ hegeliana della religione (e alla buon ora) in quanto ribalta la concezione fortemente affermata da Giovanni Paolo II° secondo cui la missione del Papa deve essere portata a termine fino alla morte.
    Tutti ricordano gli ultimi anni di Woitila sofferente ed inabile ma a cosa serve.
    A cosa serve essere Papa nella fase della vita in cui non è piu’ in grado di reggere il grande peso della sua carica.
    Un uomo che regge il timone della barca di Pietro nelle tempeste che attraversa deve avere la forza di farlo perchè la responsabilità a cui è chiamato è enorme.
    Troppo a lungo è durato il tempo in cui la chiesa ha indicato la sofferenza come la via da seguire per la salvezza dell’anima.
    Benedetto XVI°, con teutonico rigore, ha segnato un punto di svolta fondamentale in quanto impone un senso di responsabilità nella conduzione del papato che avvicina piu’ all’uomo che al Celeste.
    Questo è quello che penso persuaso che nella chiesa nulla è tutto bianco o tutto nero così come l’operato del Pontefice uscente nero all’inizio, si è via via sbiadito (il suo mandato è costellato di luci ed ombre) fino a risplendere con piacevole sorpresa nel suo atto finale.

    • enri

      Pierpaolo il tuo commento é piuttosto significativo sulla scelta dell’abdicazione, trovo corretto – come é giá stato detto – definirla “un fulmine a ciel sereno”. Grazie per esser intervenuto qui.

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