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La Mozilla Foundation ha rilasciato nel 2011 Firefox 5, 6, 7, 8, 9 e 10, però le versioni e i repository di Ubuntu non sempre seguono gli ultimi rilasci dei pacchetti inseriti nella distribuzione.
Il browser per internet è sicuramente il programma che più utilizzo nella distro Linux installata nel mio pc e desidero avere sempre l’ultima versione di Firefox. E allora come si può fare?
Semplice, ho aggiunto il repository “Mozilla Firefox Stable PPA”, seguendo i seguenti passi operativi.
→ Prosegui la lettura di Installare o aggiornare Mozilla Firefox 6, 7, 8, 9 e 10 su Ubuntu 10.10 e 10.04;
Il nuovo progetto editoriale: un periodico elettronico per l’economia solidale veronese.
Alzi la mano chi è contento della Verona in cui viviamo. Una provincia terziarizzata, che non produce quasi più niente, che vive di finanza, di speculazione immobiliare, di lavori pubblici, e anche di xenofobia.
Una provincia che, se tornassero i tempi dell’autarchia, non riuscirebbe a sfamare nemmeno il 10 % dei suoi abitanti, a meno che non li si convincesse a mangiare soldi, tabacco e cemento.
Una provincia governata, a tutti i livelli, da un sistema di potere a parole ribelle e secessionista, ma nei fatti dissoluto e rapace, sicuramente distruttivo per il territorio.
Eppure, in tutto questo sistema dominante, c’è qualcosa che si muove. È un movimento poco omogeneo, poco incline a essere etichettato dalle forze politiche, per niente strumentalizzabile, quasi inafferrabile dalle definizioni classiche.
È la Verona che si riconosce nei principi del Sélese, che cerca altri modelli di economia, dove il profitto è un accessorio, non la strategia, dove i valori relazionali contano più di quelli economico-finanziari, dove i progetti e le persone sono al centro delle decisioni. → Prosegui la lettura di Una nuova zattera per cambiare;
Milano, tra il 1987 ed il 1989 escono 5 numeri di quella che è una fanzine evoluta o forse una quasi-rivista: Vinile.
Il formato riprende quello dei 45 giri [1] – per chi se li ricorda – proprio perchè ad ogni numero sono allegati uno o due ep 7″ con brani di gruppi italiani o stranieri. [2]
La storia di Vinile si intreccia con quella della nascente Vox Pop, che prenderà il posto delle precedenti esperienze [3] come etichetta discografica di riferimento per la scena milanese.
Lasciamo la parola a Charlie [4]:“Anche se i primi dischi con il marchio Vox Pop sono dell’ 88, la casetta discografica Vox Pop nasce ufficialmente nel novembre 89 come diretta conseguenza dell’avventura di Vinile, come gioco irresponsabile, come esigenza che prende corpo grazie a un’ idea di Giacomo Spazio e alla voglia di cinque persone (presto ridotte a tre) di cui una in grado di investire sei milioni sei di vecchie lire. Istigata da Giacomo Spazio, organizzata dal signor albertoli (ciarli per tutti), finanziata da Manuel Agnelli, appoggiata da Mauro Ermanno Giovanardi (ma allora NESSUNO lo chiamava cosi’) e Paolo Mauri, nasce ufficialmente Vox Pop Records. La sede e’ un negozio -gia’ ex magazzino di Supporti Fonografici- in via Bergognone 40: scatoloni di dischi freschi di stampa che si spera di vendere, due pseudoscrivanie su cavalletti, casino inenarrabile che mi accompagna da sempre, demotapes che gia’ cominciano ad accumularsi e un PC con 640kb di RAM. Spiegare ai passanti quello che facciamo porta via mezze giornate.”
→ Prosegui la lettura di Vinile (la fanzine o rivista, non il supporto fonografico …);
Finita la sbornia elettorale, stamattina ci si sveglia con una sensazione di leggerezza, un rinnovato stupore e un preoccupante cerchio alla testa (questo dovuto più che altro alla birra, temo).
Ma dobbiamo tenere i piedi per terra, pronti a rintuzzare i nuovi pericoli che si presentano all’orizzonte. Uno dei quali, a mio avviso, è quello degli avvoltoi, che stanno cercando di mettere il proprio cappello sulla vittoria referendaria.
Non capite di chi sto parlando? Facciamo un indovinello: chi fu l’ex ministro dello Sviluppo Economico, che il 13 novembre 2007 firmò col Segretario USA all’Energia Bodman un accordo bilaterale di partnership sulla ricerca e lo sviluppo dell’energia nucleare? (fonte: Wikileaks)
E ancora: quale ministro ombra del partito di opposizione, nel 2008, a proposito della gestione dell’acqua, disse: “Devo chiamare qualcuno che sappia fare bene quel mestiere lì. In Francia ci sono società grandissime che gestiscono l’acqua in maniera eccellente. Le aziende che vorranno gestire l’acqua non potranno rimanere quelle di adesso. E’ impossibile“. (fonte: qualunque giornale)
Vi do un aiuto: si tratta della stessa persona che ieri ha dichiarato: “Berlusconi lasci e passi la mano al Quirinale,” oppure “il sì al referendum sancisce il divorzio tra il Governo e il Paese.”
Indovinato: si tratta di Pierluigi Bersani, cui va il premio per il più veloce tentativo di salita sulla carrozza sgangherata dei promotori del referendum, che da ieri è diventata l’augusto carro dei vincitori.
Michele Bottari
Partenza dalla stazione dei treni di Villafranca di Verona.
Ieri eravamo tutti in corsa in bici per il Sì ai referendum, in fila per due, con l’auto della polizia locale a scortarci e a farci passare agli incroci.
Davvero una bella iniziativa, semplice, umile e giocosa. Ecco le foto.
E come diceva il Signor G. Libertà è Partecipazione!
Lungo un sottofondo urbano, la canzone Beauty dei berlinesi Einstürzende Neubauten scorre, ricca di suggestione.
Blixa Bargeld, con voce profonda e riflessiva, racconta di uno sguardo verso un cielo notturno, illuminato dalla luna.
Un attimo colto guardando “… attraverso i finestrini di un taxi …“, i pianeti distanti, non raggiungibili.
Chissà quante situazioni possono portarci a riflettere sull’immensità della volta celeste, magari in modo del tutto inaspettato. → Prosegui la lettura di Beauty da Silence Is Sexy;
 
I referendum del 12 e 13 Giugno sono 4:
2 referendum contro la privatizzazione della gestione dell’acqua pubblica;
1 referendum contro il nucleare;
1 referendum contro il legittimo impedimento.
Andrò a votare Si.
→ Prosegui la lettura di Perché voglio votare al Referendum del 12 e 13 Giugno 2011;
Non so, voi, ma io soffro a vedere con quanta arroganza l’umanità si autodistrugga. Vorrei fuggire lontano da questi pazzi che non si accorgono di essere su un treno lanciato in velocità contro un muro. Mi irrita vivere in un mondo che si inebria dell’overdose di energia, che si bea dell’illusione di poter crescere infinitamente e che non ha nemmeno il coraggio di domandarsi che succederà quando la pacchia sarà finita.
Ma supponiamo anche per un solo istante che l’economia possa ancora crescere, che sotto i nostri piedi ci siano enormi giacimenti inesplorati di petrolio, rame, uranio e banane fritte: → Prosegui la lettura di Catastrofisti che non siete altro;
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