La mia non classifica musicale del 2015

La classifica dischi 2015

I dischi del 2015 che ho trovato più interessanti sono di autrici e interpreti femminili, voci molto personali, suggestive e affascinanti.
Si devono ascoltare di più le Donne? Chissà …
Il regalo natalizio è stato il secondo album della Contrada Lorì.
Durante il 2015 ho visto molti concerti, tutti molto piacevoli non solo per la musica ma per le belle situazioni di amicizia.
Ecco tutto quello che ha attraversato musicalmente le mie orecchie e la testa nel 2015.

Contrada Lorì “Eviva il mar”

La Contrada Lorì è il gruppo che ho e abbiamo visto di più dal vivo, d’accordo sono di Verona quindi è facile, però come non si fa a non essere presenti a un loro concerto?
Ogni volta una festa, fra allegria e ironia, che coinvolge il Loro pubblico sempre con una simpatia contagiosa. I musicisti veronesi possono esserci tutti o in parte, una formazione variabile che ci regala, come dice Marco, il Concertone! A fine 2015 è uscito il nuovo album Eviva il mar.
Provo a dare una definizione? Post folk moderno veronese di ricerca da osteria. Bravissimi.

Föllakzoid “III”

È stata la colonna sonora principale della nostra compagnia musicale! Visti dal vivo a Verona al Canarin, i ragazzi venuti dal Cile ci hanno introdotti vorticosamente nel loro space rock psichedelico … È Föllakzoid … Incidono per l’etichetta discografica Sacred Bones Records, una scoperta sorprendente.

Franti “Non classificato” 2015

Rispetto all’edizione precedente Marco Pandin di stella*nera ha aggiunto molto materiale sui Franti: volantini, interviste, scritti ecc. Un ottima occasione per approfondire o scoprire il collettivo musicale torinese di Lalli, Stefano Giaccone e soci.

John Grant “Grey tickles, Black pressure”

Un disco autoriale in cui ho trovato musica elettronica e non, intima e ballabile, un bel mix di effetti sonori. La voce di John Grant e le melodie rendono piacevole anche i temi più sgraditi e drammatici.

Tigran Hamasyan Yerevan State Chamber Choir “Luys i Luso”

Non pensavo di ascoltare un disco di musica religiosa che riporta alle radici della cristianità. Misticismo dall’Armenia.

Julia Holter “Have you in my wilderness”

Personalità, creatività, musica che diventa racconto, un bellissimo disco da ascoltare e riascoltare senza mai stancare. Julia Holter è una pianista di Los Angeles.

Jenny Hval “Apocalyse, girl”

Ho scoperto Jenny Hval nel sito della Sacred Bones Records. La musicista norvegese ha creato un album in cui i testi e le musiche diventano dei quadretti sonori, dedicati alla sessualità che secondo Jenny Hval è ingabbiata in schemi sociali. Non so se ho capito bene i testi, però il disco è seducente e spiazzante.

Institute “Catharsis”

Questi tipi di Austin, Texas non sono niente male, suonano ruvidamente punk rock e post punk. Hanno l’urgenza di cantare e mi sono sembrati piuttosto inkazzati verso il sistema. Gli Institute fanno parte della casa discografica dei cileni Föllakzoid e di Jenny Hval.

Laura Marling “Short movie”

Un disco che lo si possa dire autobiografico di questa Donna venticinquenne. Un racconto intimo in musica acustica e leggermente elettrico, scritto con personalità.

Joanna Newsom “Divers”

L’arpista americana crea un disco che è un incanto, dolce e positivo. Bello.

Post – C.S.I. “Breviario partigiano”

Massimo Zamboni e soci sono partiti dal tema della Resistenza Partigiana e da un fatto familiare, riuscendo a darne una nuova lettura contemporanea. Straordinaria l’interpretazione di Angela Baraldi: alterna energia e calma. Gli ho visti due volte quest’anno, prima a Correggio (RE) per l’anniversario di Materiale Resistente e poi a Ferrara. Bravissimi.

Mara Redeghieri Lorenzo Valdesalici Nicola Bonacini “Attandara” e “Diovalzer”

Mara, Lorenzo e Nicola sono un trio, voce, chitarra e contrabbasso. Il gruppo ricerca e interpreta canti anarchici e di rivolta dell’800 e del’900, facendo superare il tempo che fu e rendendoli attuali.
Lorenzo e Nicola suonano essenziali dando libertà alla voce di Mara Redeghieri, mentre lei è emozionante, commovente, dolce, decisa.
Mi hanno trasportato negli ideali passati, facendomi ragionare sull’oggi. Visti pure loro a Correggio (RE) per il ventennale di Materiale Resistente. Mara ti voglio bene!

E per finire un bel libro di testi tradotti.

Hector Valmassoi “Watt”

Hector ha dedicato un libro ai testi e alla poesie di Mike Watt. Gli amici di stella*nera mi ha fatto scoprire le cosiddette Tre opere punk: Contemplating the engine room, The secondman’s middle stand e Hyphenated-man. Gli album sono stati pubblicati fra il 1997 ed il 2010,  sono dei passaggi particolari della vita del musicista di San Pedro.

Post dedicato ai miei amici musicofili: non siamo riusciti a farla andar mal …

5 commenti per La mia non classifica musicale del 2015

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