Einstürzende Neubauten: testi tradotti in italiano da...

Einstürzende Neubauten Stampa AlternativaUn pò di anni fa googlando nel web mi capitò di trovare una homepage insolita e curiosa: il sito di Daniela Ceglie. La parte più interessante è dedicata al gruppo di Blixa Bargeld gli Einstürzende Neubauten dove troviamo tutti i testi originali e a fianco la traduzione in italiano. Un lavoro enorme dato che la che la discografia del gruppo comincia dagli anni ottanta. L’autore dei testi è il leader carismatico, Blixa Bargeld, che è pure compositore di musiche per colonne sonore di film, di opere teatrali e balletti; oltre ad essere stato il chitarrista dei Bad Seeds, il gruppo di Nick Cave.

L’indirizzo del sito di Daniela Ceglie è: http://www.danielaceglie.com/neubauten/

Allora ho pensato di rivolgere qualche domanda a Daniela e di inserire quella vecchia intervista qui nel blog.

D: Daniela come ti è venuta l’idea di tradurre i testi degli Einstürzende Neubauten?
R: Fin da ragazzina ho sempre avuto la passione per i testi delle canzoni. Non appena comprato un disco, il primo bersaglio della mia attenzione era sempre il booklet dei testi. Mi piaceva capire quel che ascoltavo. Tutto ciò è ovviamente accaduto anche e soprattutto per i Neubauten, visto che da 12 anni sono il mio gruppo preferito. All’inizio mi accontentavo di tradurre in italiano dalla versione inglese che, nei dischi, affiancava il testo tedesco, ma poi ho pensato che sarebbe stato ben più interessante confrontarmi col testo originale. E così, nel 94 dall’oggi al domani ho cominciato a studiare il tedesco. Il mio primo esercizio di traduzione è stato il libro Hör Mit Schmerzen, di Klaus Maeck, che narrava la storia del gruppo dalle origini fino agli anni Novanta. A proposito, lo consiglio vivamente agli appassionati che se lo fossero lasciati sfuggire, tra l’altro so che ne esiste anche una versione aggiornata.

D: Quando hai iniziato quest’opera di traduzione?
R: Nell’agosto del 2000, ancora emozionata dopo il loro concerto di Urbino. In quell’occasione ho avuto anche la grande opportunità di conoscerli di persona, esperienza che ho poi ripetuto al concerto di Roma, un mese dopo. Ero talmente estasiata, dopo Urbino, che non appena tornata a casa ho ritirato fuori tutti i dischi dei Neubauten che avevo, mi sono ritrovata fra le mani i testi e alcune traduzioni che avevo già fatto in passato… da lì a pensare di tradurre anche gli altri testi il passo è stato breve. Non so dirti esattamente quanto ci ho impiegato, ricordo che sono stata su dalla mattina fino a notte fonda per un bel po’ di giorni, con la scrivania ingombra di dizionari e di varie altre risorse. Per il concerto di settembre avevo già messo tutto online, quindi diciamo che mi ci sono volute circa tre settimane a tempo pieno. Come ho detto, però, per molti testi la traduzione era stata già fatta da tempo, si trattava solo di rivederla un po’.

D: Quali sono state le difficoltà che hai trovato?
R: Beh, in generale non si può certo dire che i testi di Blixa siano di una chiarezza cristallina, anzi sono piuttosto involuti, specie andando indietro nel tempo ai primi dischi (Kollaps, ma soprattutto “Fuenf auf der nach…”). Lo scoglio maggiore era ricondurre tutto a un filo più o meno logico di pensieri, cosa non sempre possibile perchè a quanto ne so (se non erro questo vien detto in un’intervista nella videocassetta “Liebeslieder”) molti dei testi di quel periodo erano pura improvvisazione: Blixa si metteva al microfono e cominciava a tirar fuori suoni e parole, che poi venivano trascritti… E poi considera che a quell’epoca c’era il non trascurabile effetto prodotto dalle droghe… Dunque molto spesso non si può riconoscere una vera e propria metrica nel testo, nè tantomeno un filo logico. Inoltre, Blixa ha sempre avuto un gusto particolare per costruzioni grammaticali atipiche (rispetto alla schematicità imposta dalla lingua tedesca), citazioni, doppi sensi di non sempre facile resa in italiano. Comunque, ci ho provato, e spero di aver fatto un buon lavoro.

D: Avevi pensato sin dall’inzio di pubblicare il tuo lavoro in un sito web?
R: No, come ho detto ho sempre fatto le traduzioni ad uso esclusivamente personale. D’altra parte non mi risultava che ci fosse una risorsa italiana preesistente così completa sui testi dei Neubauten. E allora, dato che da qualche mese avevo messo su il mio sito personale, ho pensato di utilizzare quello spazio per mettere a disposizione di tutti le mie traduzioni.

D: Dagli anni ottanta al 2000 con “Silence is sexy”, la ricerca musicale degli Einstürzende Neubauten continua in molte direzioni. Si può dire lo stesso per i testi?
R: Sì, senza dubbio. Blixa è cresciuto molto come autore, d’altra parte basta confrontare i primi testi con gli ultimi per vedere quanto il suo modo di scrivere si sia sempre più raffinato. Ha sempre avuto un talento speciale per costruire immagini poetiche insolite… Pensa solo a testi “storici” e bellissimi come “Halber Mensch”, “Ich Bin’s”, “Z.N.S.”, “Letztes Biest”, “Yü-Gung”… Ma questo suo talento vien fuori molto meglio adesso, sfrondato dell’improvvisazione degli inizi. I testi si son fatti via via più studiati, sia nella forma che nella sostanza dei concetti espressi. I primi “sintomi” di questa maturità artistica si sentono già in “Haus der Lüge”, ma la svolta definitiva a parer mio è arrivata con il successivo “Tabula Rasa”. Da quanto ho potuto constatare, è a partire da quel disco che la creatività poetica di Blixa ha trovato finalmente il suo sbocco più felice, con testi più costruiti, più narrati, più complessi e affascinanti, che tradiscono anche una cultura letteraria, umana e artistica veramente notevole. Ha mantenuto il gusto per la ricerca letteraria (quasi mai usa la parola o l’espressione d’uso più corrente per esprimere un pensiero) per le doppie (talvolta triple!) letture e per le citazioni d’ogni genere, aspetto questo che io ho cercato di rispettare infarcendo le mie traduzioni di note a margine, affinchè poco o nulla andasse perduto.

D: Inoltre Blixa Bargeld ha scritto un libro di poesie…
R: Sì, si tratta di “Stimme Frisst Feuer”, che risale agli anni ottanta. Purtroppo non fa parte della mia collezione… E poi c’è anche “Texte für Einstürzende Neubauten/Text for Collapsing New Buildings”, un interessantissimo libro dalla copertina fosforescente che contiene appunto tutti i testi in tedesco e inglese e una splendida intervista a Blixa. Solo che non so se si trovi in Italia. A me l’ha regalato Klaus Maeck… :o)

D: La scrittura dei testi segue delle regole ben precise o…
R: Non saprei dirti. Se ci sono, queste regole variano parecchio da un disco all’altro… L’unico tratto comune che ho sempre notato è l’utilizzo molto frequente di metafore e altre figure retoriche, e anche l’uso “sonoro” della lingua tedesca. Il testo è costruito in modo che anche il suono stesso di ciascuna parola, la sua pronuncia, faccia parte integrante del progetto musicale generale. Per questo vi sono spesso parole di uso non comune, allitterazioni, rime interne…

Einstürzende Neubauten Stampa Alternativa retro copertinaD: Che idea di ti sei fatta dell’artista Blixa Bargeld?
R: Hehehe, spero tu non voglia un giudizio obiettivo da me, a questo punto sarà chiaro a tutti che lo adoro! Comunque, ammiro moltissimo la sua fame di conoscenza, che l’ha portato a sperimentare sempre, uscendo dagli schemi non già per il gusto di essere “alternativo”, ma per creare qualcosa di veramente nuovo. Il progetto Einstürzende Neubauten è iniziato ventun anni fa e non si è mai fermato, non ha mai prodotto un disco uguale all’altro, non si è mai stancato di spostare sempre più in la i confini del concetto stesso di musica… Beh, su di me tutto ciò ha un fascino particolare…. aggiungi poi il fascino personale di Blixa, che ho avuto modo di sperimentare quando l’ho incontrato… E’ una persona veramente magnetica, se non fosse anche squisitamente gentile metterebbe davvero in soggezione…

D: So che esiste un libro italiano sugli Einstürzende Neubauten solo con una parte dei testi, lo conosci?
R: Ma certo, il mitico libretto di Stampa Alternativa! Ricordo che fu pubblicato in concomitanza dell’uscita di Tabula Rasa. Certo, mi è stato molto utile come fonte d’ informazioni, come del resto anche il libro di Klaus Maeck. Per quanto riguarda le traduzioni, effettivamente mi fece venire l’idea. Fu allora che cominciai a tradurre tutti i testi che avevo. Poi però il lavoro definitivo, come ho detto, è stato fatto l’anno scorso.

Riferimenti:

La playlist dedicata Blixa Bargel e compagni:

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