Gli Acrobati di Villa Morosini - Mantovani

Passeggiando da Guarda Veneta lungo l’argine del fiume Po, poco prima di Polesella, si vede Villa Morosini – Mantovani.

La villa fu progettata dall’architetto Vincenzo Scamozzi fra il secolo XVI e XVII. Attorno al parco vi sono alcune sculture di arte contemporanea. Sullo sfondo vi sono tre acrobati.

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Street art su Cima Palon

Partiamo da Vason (1561 metri) una piccola frazione di Trento sul Monte Bondone, che non appartiene alle Dolomiti, sebbene ne ha la tipica flora. Seguiamo il sentiero a serpentina, che in gran parte costeggia il prato, dove in inverno scende la pista da sci. Dopo circa un’ora di cammino, giungiamo a 2098 metri, ovvero Cima Palon.

Lì sopra c’è la stazione della seggiovia, un rifugio e una torre di telecomunicazioni. Proprio poco sopra il basamento grigio, inaspettatamente un graffito street art: Spirit of Bondone.

Cat Power Brescia 06/06/2017

Chan Marshall, in arte Cat Power, ha tenuto un concerto solista, alternando i brani fra chitarra e pianoforte, arrangiati per l’occasione.
Una cantautrice, senza una band in questo tour, che riesce a prendere l’attenzione del pubblico.
Infatti la sua voce è la vera protagonista: tenera, malinconica e calda. Il tono vocale passa da essere confidenziale a deciso. Cat Power emoziona e magari commuove, di certo non lascia indifferenti.
Il locale del concerto era La Latteria Molloy.

Domani sera andrò ad ascoltare The Black Angels da Austin U.S.A., mentre venerdì sarò a Padova per The Zen Circus … il “triplete” della musica dal vivo!

 

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La Vespa che mi ha ricordato l'Estate dell'Amore del 1967

Vespa Piaggio summer of love 1967 estate dell'amore

Pochi giorni fa stavo passeggiando in centro e ho visto una Vespa multicolore con i simboli tipici dell’Estate dell’Amore del 1967.

Esattamente cinquant’anni fa nascevano degli eventi sociali e politici incredibili negli USA: gli hippy e le persone contro la guerra in Vietnam si unirono in un grande movimento di protesta, la cosiddetta Summer of Love.
Diedero origine a manifestazioni e concerti.
Uno di questi fu il primo festival rock a grande affluenza, il Monterey Pop Festival.
Nei tre giorni vi suonarono alcuni grandi artisti: Simon & Garfunkel, Janis Joplin, Jefferson Airplane, The Buffalo Springfield, The Who, Jimi Hendrix e tanti altri.
San Francisco divenne la capitale della controcultura: musica, arte, grafica, diritti civili, pacifismo, tutto poteva essere in nome dell’amore.

La canzone più simbolica è proprio San Francisco (Be Sure to Wear Flowers in Your Hair) cantata da Scott McKenzie. La musica e il testo invitano alla gioia e alla speranza per quello che potrà o poteva essere un futuro migliore o diverso.

San Francisco (be sure to wear some flowers in your hair)San Francisco (porta dei fiori nei capelli)San Francisco (porta dei fiori nei capelli)
If you're going to San Francisco
Be sure to wear some flowers in your hair
If you're going to San Francisco
You're gonna meet some gentle people there

For those who come to San Francisco
Summertime will be a love-in there
In the streets of San Francisco
Gentle people with flowers in their hair

All across the nation such a strange vibration
People in motion
There's a whole generation with a new explanation
People in motion people in motion

For those who come to San Francisco
Be sure to wear some flowers in your hair
If you come to San Francisco
Summertime will be a love-in there

If you come to San Francisco
Summertime will be a love-in there
Se andrai a San Francisco
assicurati di avere dei fiori nei capelli
se andrai a San Francisco
conoscerai della gente veramente cordiale

Tutti coloro che verranno a San Francisco
durante l'estate troveranno un amore
Nelle strade di San Francisco
troverai tutti coi fiori nei capelli

Attraverso tutta la nazione
ci sono strane vibrazioni
sono le emozioni della gente
c'è un'intera generazione
con una nuova spiegazione
le emozioni della gente

Tutti coloro che verranno a San Francisco
dovranno assicurarsi di avere dei fiori nei capalli
se tu verrai a San Francisco
durante l'estate troverai un amore

Se tu verrai a San Francisco
durante l'estate troverai un amore
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Le nuove immagini per il blog Sull'amaca

Ho pensato di rendere più personale il mio blog con delle immagini nuove, più rappresentative: e chi se non Alberto come disegnatore? Lui mi conosce da tanti anni: non volevo dargli degli spunti ma avere una sua libera interpretazione. Spontaneamente gli ho detto: “fai tu, ti lascio campo libero“.

L’immagine principale di copertina ha come sfondo una spiaggia e il mare, nel cielo i gabbiani, mentre il sottoscritto si dondola su un’amaca. Ecco il luogo dove stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

Le altre due sono immagini icona – avatar per il profilo e sono intercambiabili a piacere. Per adesso userò quella con il personaggio pop-surrealistico … voi che ne dite?

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Le Luci della Centrale Elettrica Verona a 06/03/2017

Vasco Brondi e Giulio Brusati, Le Luci della Centrale Elettrica alla libreria Feltrinelli Verona.

Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica) presenta l’ultimo album “Terra” alla libreria Feltrinelli a Verona.

Parto un po’ prima dall’ufficio per arrivare in tempo. Riesco a parcheggiare e in dieci minuti sarò alla libreria.
Mi incammino. Davanti alla Feltrinelli ci sono già delle ragazze e dei ragazzi che aspettano qualcuno.
Mi preparo una paglia, tanto fra poco arriverà Ale, poi con un bus dalla stazione dei treni anche Valentine. Purtroppo MK non ce la farà, perché è lontano per lavoro, so già che più tardi mi chiamerà per sapere come è stata la presentazione.
Bene, ecco Ale: “Dai, entriamo.“.
Saliamo al primo piano, la sala è già affollata, percepisco che c’è attesa: Vasco Brondi racconterà di Terra, il suo ultimo album.
Ale ed io siamo in fondo, riusciamo a vedere bene il palchetto: due sgabelli, il microfono e il piccolo impianto d’amplificazione.
L’autore entra assieme al giornalista Giulio Brusati. Scopriamo che l’album è accompagnato da un libretto, che di fatto è un diario di lavorazione ovvero “La grandiosa autostrada dei ripensamenti“.

Vasco è tranquillo nel parlare, dice di sentirsi più libero ora, rispetto a dieci anni fa. Umilmente ricorda gli inizi, quando non conosceva nulla dell’essere musicista: come non sapeva che esistevano le chitarre per i mancini.
Dice che questo album è più guidato dall’istinto e non sente il bisogno di avere il “va bene” da parte di altre persone.

Scopriamo che Terra è composto da dieci canzoni o meglio storie sul tempo in cui viviamo. L’autore ha cercato di raccontare i mutamenti sociali e culturali che distinguono il nostro paese.

Terra è un disco etnico ma di un’etnia immaginaria o per meglio dire “nuova” che è quella italiana di adesso.
Dove stanno assieme la musica balcanica e i tamburi africani, le melodie arabe e quelle popolari
italiane, le distorsioni e i canti religiosi, storie di fughe e di ritorni.
Vasco Brondi su Terra.

I luoghi cantati nell’album sono situati fra “… l’Adriatica e un’isola vulcanica, tra studi di registrazione seminterrati
e paesi disabitati in alta montagna, tra la Pianura Padana, il Nord Africa e l’America.

Vasco prende la sua chitarra per suonare due brani dal nuovo album. Legge qualche brano dal libretto che accompagna il disco. Un ultima canzone del passato e così si chiude l’incontro di presentazione.

Va bene, io e gli altri due amici usciamo velocemente. L’album Terra ci incuriosisce sempre di più. Ancora qualche giorno e lo avrò sullo stereo.

Riferimenti
  • Il sito ufficiale de Le Luci della Centrale Elettrica
  • L’album Terra è prodotto artisticamente da Vasco Brondi e da Federico Dragogna (I Ministri)
  • Terra è il quarto disco di inediti dopo Canzoni da spiaggia deturpata (2008), Per ora noi la chiameremo felicità (2010) e Costellazioni (2013)

Lettrice che non conosce Venezia

Conosci Venezia? Tutto quello che devi assolutamente sapere di Barbara Colli e Giuseppe Saccà (Edizioni Clichy)

Conosci Venezia?
Tutto quello che devi assolutamente sapere
di Barbara Colli e Giuseppe Saccà
(Edizioni Clichy)

Pubblicato su Cartaresistente.

Micah P. Hinson Brescia 03 04 2017

A me piace andare ai concerti e a volte scelgo anche quei gruppi che conosco solo di nome.
Trovo che sia una via più diretta per conoscere la loro musica.
Una di queste occasioni l’ho trovata alla La Latteria Molloy con Micah P. Hinson.
Lui è un musicista texano, di quelli che reinterpretano la tradizione musicale americana, tipo il country o il folk.
Una nota distintiva è la voce del cantautore, profonda e bassa che fa da contraltare al suo aspetto fisico: magro e con gli occhiali neri, quasi a nascondere il volto da ragazzino.
Micah era accompagnato per questo tour in Italia da musicisti italiani, per riproporre in nuova nuova veste l’album del 2006 The Opera Circuit.
Un bel concerto acustico, però mi è piaciuta di più la parte finale del concerto, che culminava in una suite lunga e deragliante.

Riferimenti

Lettore verso la Venezia ribelle

foto in treno Guida alla Venezia ribelle Edizioni Voland

Barzaghi Beatrice, Fiano Maria
Guida alla Venezia ribelle
(Voland)

Pubblicato su Cartaresistente.

 

Dedicato all’Alligatore lagunare.

 

Album: Venezia 2 riflessi veneziani

Nell’acqua dei canali di Venezia i riflessi di ciò che si trova sopra o in alto …