Le nuove immagini per il blog Sull'amaca

Ho pensato di rendere più personale il mio blog con delle immagini nuove, più rappresentative: e chi se non Alberto come disegnatore? Lui mi conosce da tanti anni: non volevo dargli degli spunti ma avere una sua libera interpretazione. Spontaneamente gli ho detto: “fai tu, ti lascio campo libero“.

L’immagine principale di copertina ha come sfondo una spiaggia e il mare, nel cielo i gabbiani, mentre il sottoscritto si dondola su un’amaca. Ecco il luogo dove stare, leggere, ascoltare, guardare, ricordare e forse sognare.

Le altre due sono immagini icona – avatar per il profilo e sono intercambiabili a piacere. Per adesso userò quella con il personaggio pop-surrealistico … voi che ne dite?

Riferimenti

 

Le Luci della Centrale Elettrica Verona a 06/03/2017

Vasco Brondi e Giulio Brusati, Le Luci della Centrale Elettrica alla libreria Feltrinelli Verona.

Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica) presenta l’ultimo album “Terra” alla libreria Feltrinelli a Verona.

Parto un po’ prima dall’ufficio per arrivare in tempo. Riesco a parcheggiare e in dieci minuti sarò alla libreria.
Mi incammino. Davanti alla Feltrinelli ci sono già delle ragazze e dei ragazzi che aspettano qualcuno.
Mi preparo una paglia, tanto fra poco arriverà Ale, poi con un bus dalla stazione dei treni anche Valentine. Purtroppo MK non ce la farà, perché è lontano per lavoro, so già che più tardi mi chiamerà per sapere come è stata la presentazione.
Bene, ecco Ale: “Dai, entriamo.“.
Saliamo al primo piano, la sala è già affollata, percepisco che c’è attesa: Vasco Brondi racconterà di Terra, il suo ultimo album.
Ale ed io siamo in fondo, riusciamo a vedere bene il palchetto: due sgabelli, il microfono e il piccolo impianto d’amplificazione.
L’autore entra assieme al giornalista Giulio Brusati. Scopriamo che l’album è accompagnato da un libretto, che di fatto è un diario di lavorazione ovvero “La grandiosa autostrada dei ripensamenti“.

Vasco è tranquillo nel parlare, dice di sentirsi più libero ora, rispetto a dieci anni fa. Umilmente ricorda gli inizi, quando non conosceva nulla dell’essere musicista: come non sapeva che esistevano le chitarre per i mancini.
Dice che questo album è più guidato dall’istinto e non sente il bisogno di avere il “va bene” da parte di altre persone.

Scopriamo che Terra è composto da dieci canzoni o meglio storie sul tempo in cui viviamo. L’autore ha cercato di raccontare i mutamenti sociali e culturali che distinguono il nostro paese.

Terra è un disco etnico ma di un’etnia immaginaria o per meglio dire “nuova” che è quella italiana di adesso.
Dove stanno assieme la musica balcanica e i tamburi africani, le melodie arabe e quelle popolari
italiane, le distorsioni e i canti religiosi, storie di fughe e di ritorni.
Vasco Brondi su Terra.

I luoghi cantati nell’album sono situati fra “… l’Adriatica e un’isola vulcanica, tra studi di registrazione seminterrati
e paesi disabitati in alta montagna, tra la Pianura Padana, il Nord Africa e l’America.

Vasco prende la sua chitarra per suonare due brani dal nuovo album. Legge qualche brano dal libretto che accompagna il disco. Un ultima canzone del passato e così si chiude l’incontro di presentazione.

Va bene, io e gli altri due amici usciamo velocemente. L’album Terra ci incuriosisce sempre di più. Ancora qualche giorno e lo avrò sullo stereo.

Riferimenti
  • Il sito ufficiale de Le Luci della Centrale Elettrica
  • L’album Terra è prodotto artisticamente da Vasco Brondi e da Federico Dragogna (I Ministri)
  • Terra è il quarto disco di inediti dopo Canzoni da spiaggia deturpata (2008), Per ora noi la chiameremo felicità (2010) e Costellazioni (2013)

Lettrice che non conosce Venezia

Conosci Venezia? Tutto quello che devi assolutamente sapere di Barbara Colli e Giuseppe Saccà (Edizioni Clichy)

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Pubblicato su Cartaresistente.

Micah P. Hinson Brescia 03 04 2017

A me piace andare ai concerti e a volte scelgo anche quei gruppi che conosco solo di nome.
Trovo che sia una via più diretta per conoscere la loro musica.
Una di queste occasioni l’ho trovata alla La Latteria Molloy con Micah P. Hinson.
Lui è un musicista texano, di quelli che reinterpretano la tradizione musicale americana, tipo il country o il folk.
Una nota distintiva è la voce del cantautore, profonda e bassa che fa da contraltare al suo aspetto fisico: magro e con gli occhiali neri, quasi a nascondere il volto da ragazzino.
Micah era accompagnato per questo tour in Italia da musicisti italiani, per riproporre in nuova nuova veste l’album del 2006 The Opera Circuit.
Un bel concerto acustico, però mi è piaciuta di più la parte finale del concerto, che culminava in una suite lunga e deragliante.

Riferimenti

Lettore verso la Venezia ribelle

foto in treno Guida alla Venezia ribelle Edizioni Voland

Barzaghi Beatrice, Fiano Maria
Guida alla Venezia ribelle
(Voland)

Pubblicato su Cartaresistente.

 

Dedicato all’Alligatore lagunare.

 

Album: Venezia 2 riflessi veneziani

Nell’acqua dei canali di Venezia i riflessi di ciò che si trova sopra o in alto …

#iostocongabriele di Zerocalcare

La notizia di oggi 24 aprile 2017: Gabriele è libero e in Italia!!!

#iostocongabriele di Zerocalcare

#iostocongabriele disegno di Zerocalcare.

→ Prosegui la lettura di #iostocongabriele

Veneziani resistenti

I veneziani cercano di resistere alla svendita della città lagunare, all’approdo di imbarcazioni enormi e di porre attenzione alle grandi opere.
Passeggiando fra calli e campi si trovano le loro bandiere.

Un bianco pandoro a Verona ma di pietra

Capita spesso di passeggiare nelle città e di alzare lo sguardo verso l’alto e di scoprire degli ornamenti bizzarri.
Prendete ad esempio Verona, più precisamente Corso Porta Borsari. Giunti al civico 21, proprio sopra l’insegna Melegatti, un po’ sopra ecco un bianco pandoro, pronto per tutte le stagioni!
A dirla tutta, all’altro angolo del palazzo c’è il fratello gemello, così a simboleggiare dove nacque il più famoso dolce veronese.

Verona statua pandoro Melegatti da Apriti Verona

Riferimento

Foto tratta dal sito dedicato ad un altra Verona: Apriti Verona.

Album: Venezia 1

Venezia Cannaregio

Buongiorno Venezia, dal tuo splendido palazzo che si affaccia sul Canal Grande!

Bighellonare per il sestiere di Cannaregio, seguendo calli e attraversando i canali grazie ai tuoi ponti. Facendo attenzione a non cader giù dell’unico ponte senza parapetti.

Notare alle finestre le insegne e i poster dei veneziani ribelli: no grandi navi, residente resistente e contro il Mose.

Camminare lungo le Fondamenta e ammirare il Palazzo Mastelli con i suoi segreti… giungere poi in un osteria e rilassarsi.

Dire ciao ciao alla barca arlecchina. Immaginare il ciuf ciuf della casa locomotiva e traguardare fra le bricole la terraferma.

Passando poi a salutare i mori e Sior Rioba.
Attraversare e guardare alla storia del ghetto.

Scoprire poi la mia iniziale pietrificata all’angolo di una casa sul canale.
Buonanotte Venezia…