Catastrofisti che non siete altro

Mario Calabresi Cosa tiene accese le stelleNon so, voi, ma io soffro a vedere con quanta arroganza l’umanità si autodistrugga. Vorrei fuggire lontano da questi pazzi che non si accorgono di essere su un treno lanciato in velocità contro un muro. Mi irrita vivere in un mondo che si inebria dell’overdose di energia, che si bea dell’illusione di poter crescere infinitamente e che non ha nemmeno il coraggio di domandarsi che succederà quando la pacchia sarà finita.

Ma supponiamo anche per un solo istante che l’economia possa ancora crescere, che sotto i nostri piedi ci siano enormi giacimenti inesplorati di petrolio, rame, uranio e banane fritte:
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Jerry Garcia per 3 miseri euro

Jerry Garcia collage con libro di Franco Bollelli

Jerry Garcia collage

Verso la metà dello scorso Novembre sono stato in compagnia di un paio d’amici ad un mercatino dei dischi. Da tempo avevo promesso d’accompagnarli, visto che non c’erano mai stati. Arriviamo poco dopo l’apertura, però prima di entrare ci si beve un caffettino e poi giù nell’underground, nel senso letterale del termine perché la mostra mercato era proprio sotto l’edificio della fiera.

Dopo che gli amici hanno capito come è organizzata tutta la faccenda dei venditori di dischi, ci siamo separati e un po’ svogliatamente me ne sono andato a zonzo. Forse mi seccava pagare un biglietto per entrare, forse perché non mi piace vedere vinili a prezzi d’alta quota (che scoperta, eh?). Insomma continuavo a camminare e a guardare, poi fra un banco e un altro trovo un tipo che vende decine e decine di libri di musica, tutti usati e pressoché in buon stato. La maggior parte erano biografie, alcune veramente insulse e patinate. Però non demordo e proseguo la ricerca perché ho sempre in testa di trovare qualche libretto “che non si sa mai …“.
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Total Lee! Le canzoni di Lee Hazlewood

Si può acquistare un album composto da quasi sconosciuti ? O fidandosi di un’intuzione? Si, questo è stato proprio il caso di “Total Lee!“. Da tempo avevo letto della passione di Nick Cave per un certo cantautore americano di nome Lee Hazlewood. Mi piaceva la cover di “Sand” registrata dagli Einstürzende Neubauten e inclusa nell’album “Halber mensch“, null’altro sapevo di questo musicista dell’Oklahoma e quindi la cosa era rimasta lì, sepolta nella memoria.

Qualche estate fa trovo un’intervista al personaggio su una rivista di musica e l’annuncio di due cd: un album tributo e la pubblicazione di canzoni inedite dai suoi archivi di carriera ultra decennale. La curiosità d’ ascoltare le canzoni del signor Lee Hazlewood, alcuni nomi coinvolti nel progetto, altri completamente a me sconosciuti e la coincidenza di essere strutturato come un album tributo di cui mi ero innamorato in passato … là comprato! Nel frattempo ho trovato qualche notizia su questo autore di culto e così ho approfondito la sua conoscenza.
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I am Sam, la colonna sonora

Lo devo proprio confessare, ho acquistato questo CD soprattutto perchè ero curioso di ascoltare la versione di “Let it be” di Nick Cave, anche se devo dire che oltre a lui ci sono dei nomi niente male come Eddie Vedder (il cantante dei Pearl Jam), i Grandaddy, i The Black Crowes, Paul Westerberg (l’ex cantante dei The Replacements), Ben Harper e altri. Tutte le canzoni rappresentanto la colonna sonora del film “I am Sam” interpretato da Sean Penn, una persona con problemi mentali che ascolta sempre le canzoni dei Beatles, e Michelle Pfeiffer.
La selezione dei brani è molto interessante e non scontata, peccato che non sia stato preso in considerazione nessun brano di George Harrison ma solo quelli scritti dalla coppia John Lennon e Paul McCarty.


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The bridge a tribute to Neil Young

Conobbi questo disco una sera d’estate a casa di un mio amico, grande appassionato di Neil Young. Ricordo che tra una chiacchera e l’altra Diego mi disse: “Tu che ascolti sempre Nick Cave lo sapevi che ha fatto ‘Helpless’?” Non ne sapevo nulla e quindi Diego tirò fuori dal suo leggendario armadio, pieno di dischi, cd e box set, l’album “The bridge a tribute to Neil Young“. Da quella sera d’estate mi misi subito alla ricerca del cd, che trovai dopo un anno circa.
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Ascolti e letture di Febbraio 2010

Questo mese ho ascoltato e letto:
Tom Waits “Glitter and doom”, 2009 cd
Wilco “(Album)”, 2009 cd
Edda “Semper biot”, 2009 cd

Sei gradi, Rai Radio 3
La radio in generale
Vikas  Swarup “I sei sospetti”, 2009 Guanda
Hawkwind, 1991 Stampa Alternativa
Il Fatto Quotidiano

Ascolti e letture di Gennaio 2010

Questo mese ho ascoltato e letto:
Flaming Lips “Embryonic”, 2009 cd
Edda “Semper biot”, 2009 cd

Sonic Youth “Goo”, 1990 cd
Beatles “Yellow Submarine”, 1969 cd e il film
Sei gradi, Rai Radio 3
La radio in generale
Stieg Larsson “Uomini che odiano le donne”, 2007 Marsilio
Dino Buzzati “Poema a fumetti”, 1969 Mondadori
Nick Cave “La morte di Bunny Munro”, 2009 Feltrinelli
Héctor Oesterheld e Alberto Breccia “Mort Cinder”, 1985 Eura Editoriale
Laura e Dino Battaglia “L’Ispettore Coke – I delitti della fenice”, 1983 Ed. L’Isola Trovata

Laura e Dino Battaglia “L’Ispettore Coke – La Mummia”, 1984 Ed. L’Isola Trovata

Dino Battaglia “L’Uomo della Legione”, Hobby & Work
Il Fatto Quotidiano

Letture di Dicembre

Questo mese sto leggendo:
Stieg Larsson “Uomini che odiano le donne”, 2007 Marsilio
Nick Cave “La morte di Bunny Munro”, 2009 Feltrinelli
Robert Venditti, Brett Wendele, “The Surrogates”, 2009 Rizzoli Lizard
Il Fatto Quotidiano
Andrea Fazioli “Come rapinare una banca svizzera”, 2009 Guanda

Ascolti di Dicembre

Questo mese sto ascoltando:
Tom Waits “Glitter and doom”, 2009 cd
Flaming Lips “Embryonic”, 2009 cd
Ivano Fossati “Musica moderna”, 2008 cd

La radio in generale

Nick Cave The boatman's call

nick cave boatman's callOgni volta che ascolto “The boatman’s call” mi sembra di avere Nick Cave e i Bad Seeds accanto alla mia stanza, tanto è forte la situazione d’ intimità e d’ emozione che fa nascere questo album nella testa. Non mi aspettavo da Nick Cave un disco del genere: introspettivo, calmo, commovente, melodico. Non ci sono canzoni ossessive o elettriche, musicalmente tutte hanno una certa leggerezza, nonostante i temi lirici trattati. La voce bassa e confidenziale di Nick Cave ti affascina, mentre la musica ti avvolge creando un’ atmosfera particolare. L’impressione è di ritrovarsi con un caro e vecchio amico, che non si vedeva da qualche tempo, che racconta le sue storie e lo ascolti rapito. Dopo album in cui la forma canzone era il rock, in tutte le sue origini e sfaccettature, l’ artista in “The Boatman’s call” propone uno stile musicale più cantautoriale, nuovo per lui e per il suo gruppo.
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