Tanti Auguri Vinicio!

Vinicio Capossela Parma Auditorium Paganini 20 07 2017

Caro Vinicio,

ti seguo da tanto tempo e sono sempre con Te, grazie alle tue registrazioni, ai tuoi concerti e ai tuoi libri.
Grazie per tutte le tue creazioni artistiche / musicali del passato e del presente.
E come Sante Nicola protettore delle vittime dei propri errori
sei il mio Protettore …

Oggi Vinicio Capossela compie 52 anni!

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La foto di Vinicio Capossela l’ho scattata a Parma, durante il concerto all’Auditorium Niccolò Paganini con la Filarmonica Arturo Toscanini.

Lali Puna Brescia 20/11/2017

Era da un qualche mese che non andavo ad un concerto, mi è sembrata una buona occasione ascoltare i tedeschi Lali Puna. Devo dire che li conoscevo solo di nome ma a me piace molto sentire la musica dal vivo.
Il progetto musicale è stato ideato dalla cantante e polistrumentista Valerie Trebeljahr. La band tedesca ha di fatto messo in atto un live elettronico e molto percussivo: electro-pop.
Personalmente mi sono divertito però dopo un ora ho sentito la mancanza di un basso e di una chitarra, comunque orecchie sempre aperte.

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Lali Puna Brescia gig poster

Prendere nota: tributo a Grant Hart

Grant Hart, Hüsker Dü

Leggendo il blog dell’Alligatore ho trovato un’iniziativa dedicata a Grant Hart: un disco tributo. L’ideatore del progetto è Stefano Ordazzo degli You Are The Cake.
Stefano conobbe di persona il musicista, batterista e voce degli Hüsker Dü. Era il 2010: Grant Hart si trovava a Torino per un concerto e Stefano decise di assistere al concerto con la sua famiglia.

Quella è stata una delle serate più belle della mia vita. Eravamo io, la mia compagna e mia figlia che all’epoca aveva 7 anni e ci siamo piazzati in primissima fila a poco più di un metro da Grant che ha iniziato il concerto cantando un brano lento e ad occhi chiusi. Non si è quindi accorto della presenza di una bambina proprio davanti a lui. Se ne è accorto un attimo dopo aver iniziato la seconda canzone. Ha quindi smesso di suonare ed è andato (giuro che è vero…) in camerino a prendere della carta tipo scottex per fabbricare dei tappi per le orecchie di mia figlia per paura che il suono distorto dell’ampli potesse danneggiarle!
Il concerto è poi filato via fin troppo velocemente perché è stata una performance fantastica. Le qualità vocali di Grant non sono mai state ovviamente un segreto, ma dal vivo mi ha davvero impressionato. E’ riuscito anche a dedicare una canzone a mia figlia, “Barbara” perché “parla di una ragazza buona e gentile”.
Cosa potevamo chiedere di più?
Appena dopo la fine del concerto ci ha letteralmente trascinati in camerino dove abbiamo scambiato quattro parole (io giusto quelle sapevo di inglese…) ed ha dimostrato ancora una volta che persona gentile fosse. Ed era messo davvero male a livello fisico, sembrava un fantasma ma gli occhi erano quelli di una persona in piena forma.
Dopo, uscito dal camerino, ha tirato fuori una scatola di suoi cd ed annunciando che “non ho da dare il resto” si è seduto sul termosifone ed ha iniziato a vendere il suo ultimo disco. Ne ho acquistato uno e lui invece me ne ha dati (di nascosto) due, dicendo che l’altro era per mia figlia…

Ho sperato in questi anni di poterlo ri-incontrare da qualche parte. Poi è arrivata la notizia della sua morte. Non ero aggiornato sulle sue condizioni di salute che, nel frattempo, erano peggiorate molto velocemente a causa di un tumore e quindi ci sono rimasto malissimo.

Questo tributo è l’unica cosa che mi è venuta in mente di fare per rendergli omaggio. Spero che ciò che ne uscirà fuori possa aiutare chi non l’ha conosciuto bene ad accostarsi alla sua musica e alla sua figura. Tutto qui.
Stefano Ordazzo

 

L’idea del tributo è di proporre ad alcuni musicisti la reinterpretazione di una sua canzone, scegliendola dal repertorio solista o dai brani a sua firma degli Hüsker Dü.

Mi piace molto questa iniziativa e mi fa piacere sapere che vi sono altre persone legate al musicista Grant Hart. Il tributo dovrebbe uscire (in download gratuito) in occasione del compleanno di Grant: il 18 marzo.

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Poesia per la verità per Giulio Regeni

Verità per Giulio Regeni a Ferrara 2017

Sono grato a Flavio perché anche lui non vuole scordare la drammatica vicenda di Giulio Regeni.
Il suo pro memoria è riportato sotto forma di poesia.

——

verità per Giulio Regeni?

(a un blogger assetato di verità)

Caro Enri,

ti scrivo dal belpaese che, se non fosse il Nostro, sarebbe tutto formaggio,

una marca da pubblicità. Questo belpaese è bellissimo come le sue donne.

L’eco di parecchi tramonti

mi fa riflettere sulla verità

nell’ora più muta del giorno,

quando respirare fa rumore

una revisione è necessaria.

Enri, se hai tempo facciamo un giro dalle parti di  Portella della Ginestra, passiamo per Piazza Fontana e Piazza della Loggia. Magari ci regaliamo una sosta in Galleria a San Benedetto Val di Sambro e un breakfast a Bologna Centrale. Facciamo tappa ai Georgofili, poi giù di corsa fino a Capaci, la strada è comoda, l’hanno rifatta. Prendiamo un caffè in Via D’Amelio, un cappuccino in Via Montalcini e vediamo se Moro ha dimenticato altri appunti dentro l’agenda di Borsellino.

Dimmi, qualcuno di questi luoghi

pronuncia il nome del colpevole?

“E Giulio Regeni?”

Che vuoi che dica, io mi diletto a ripetere domande non ho risposte.

Come gli altri anche lui si metta in fila, arriverà il suo turno.

 

Riferimenti
  • Il blog di Flavio Almerighi
  • Lo striscione Verità per Giulio Regeni è stato fotografato a Ferrara durante il Festival di Internazionale 2017

Sohn Padova 07/06/2017

Ascoltare un concerto all’aperto è un’esperienza sonora interessante, se poi ci si ritrova in un’arena naturale l’effetto è incantevole. Sto parlando dell’Anfiteatro del Venda: immerso nei Colli Euganei in provincia di Padova.
L’occasione di andare in questo posto straordinario è stata per assistere al concerto di Sohn: un cantautore che si muove seguendo linee di musica elettronica e con un cantato cristallino e angelico. Notevole è stato il brano “Falling“: l’intreccio tra la voce e le percussioni ti lasciava senza fiato. Sohn cantava in falsetto mentre suonava un sintetizzatore e varie apparecchiature elettroniche: la sua musica era melodiosa e calda.

Il vero nome del musicista è Christopher Taylor ed era accompagnato da tre musicisti che suonavano la batteria, le percussioni elettroniche e vari sintetizzatori.

Il concerto è stato aperto dalla rapper Santa Manu e poi da L I M.

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Dedicato al Prof. Valentine, compagno di serata.

Le Luci della Centrale Elettrica Bologna 21/04/2017

Ero curioso di vedere Le Luci dal vivo con l’ultimo album Terra (2017).

Il concerto non è stato male, il gruppo deve “rodarsi” e l’acustica del posto è sufficiente. Meno male che Vasco Brondi ci mette tutto sé stesso per farci avere le nuove canzoni. Sono sicuro che lo rivedrò dal vivo nuovamente.

Collana Director's Cut

Collana Director's Cut, copertine,libri, Hüsker Dü, Suicide,Einstürzende Neubauten, Tuttle Edizioni

Mi capita raramente di acquistare una rivista musicale e quando lo faccio è perché c’è un servizio d’approfondimento o una intervista significativa. Qualche mese fa, mentre stavo sfogliando Blow up Magazine, scopro che il mensile pubblica dei libri monografici su musicisti o generi musicali: la collana si intitola Director’s Cut. Ho deciso di acquistare quelli dedicati agli Hüsker Dü di Grant Hart, ai Suicide di Alan Vega e Martin Rev e a miei preferiti di sempre: gli Einstürzende Neubauten di Blixa Bargeld.
Mi è piaciuto subito il formato editoriale: tascabile e quindi comodo. Le pagine sono stampate su una carta di una certa consistenza, piacevole da sfogliare e al tatto. Curiosa ed intelligente la scelta di stampare nei risguardi di copertina, le copertine dei dischi che compongono la discografia. A corredo sono pubblicate delle foto in bianco e nero, scelte con una certa cura. Ovviamente nelle ultime pagine è presente la discografia completa ma con i minimi riferimenti per individuare l’uscita discografica. Gli autori dedicano anche dei capitoli alle uscite soliste dei membri dei gruppi trattati.
E’ un piacere tenerli a portata di mano, sono interessanti nella lettura e scorrevoli da leggere. Penso che possano essere utili sia come introduzione che d’approfondimento sul tema.
Ci tornerò con dei post dedicati.

I libri si possono acquistare dal sito. Se invece si è abbonati, saranno spediti gratuitamente nel mese di uscita. Alternativamente si possono cercare nelle maggiori edicole italiane, dove ogni uscita resta per due mesi. I libri non sono distribuiti nelle librerie.

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Il mio Grant Hart

Diischi in vinile di Grant Hart 2541 e Hüsker Dü New Day Rising Land Speedway Record

Il 14 settembre ero a pranzo e mentre aspettavo il cibo, leggevo qua e là le notizie del giorno.
Ci resto secco: Grant Hart è morto.
Rimango senza parole per qualche istante. Grant era autore, cantante e batterista. Probabilmente non era noto al grande pubblico, ma fra i musicisti rock era un punto di riferimento. Chi ama un certo tipo di musica aveva nel cuore Grant. Tutti noi eravamo molto legati al batterista degli Hüsker Dü.
Grant cantava mentre suonava la batteria, spesso suonandola scalzo. Nella maggior parte delle foto di quel periodo, ha un sorriso lieve, che mi è sempre piaciuto. Mi ha sempre ispirato simpatia.
Non era un virtuoso della batteria, ma aveva uno stile proprio nel suonarla: era veloce ma armonico e dava un tocco di tristezza particolare, specialmente nei suoi brani. Questa era la sua impronta.
Sebbene non l’abbia mai visto dal vivo, la sua musica creava un legame empatico con il pubblico. Chi se ne frega dell’aspetto! I testi e la musica ti arrivavano grazie alla sua espressività.
Dopo la brusca fine degli Hüsker Dü, riuscì a ricostruirsi faticosamente una carriera e una sua identità artistica, mai baciata dalla fortuna. Il tutto culminato con l’album The Argument (2013), ispirato al Paradiso perduto di John Milton e alla rilettura della stessa opera da parte di William Burroughs. L’album tratta di angeli caduti, della discesa fisica e spirituale dell’uomo. Grant mescola le carte narrando anche fatti contemporanei. Un disco ricco di strumenti e di melodie, verso un paradiso interiore.

Grant aveva cinquantasei anni.

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Video live con Grant Hart

The Zen Circus Padova 09/06/2017

Dopo Cat Power e The Black Angels ecco il terzo concerto della settimana del triplete: The Zen Circus a Padova. Avevo voglia di tornare al Festival di Radio Sherwood, memore dei bei concerti di un paio di anni fa e questa mi è sembrata l’occasione giusta.

La band pisana di rock indie punk mi è sempre piaciuta, per il loro approccio irriverente e di presa in giro verso ciò che gli sta intorno. Salgono i tre toscani e parte subito la festa del pubblico ballando. Al secondo brano invitano a sorpresa Motta: suonerà solo la chitarra ma tanto basta per una canzone.

I tre non lasciano nulla al caso, suonano forte ed energici. Ci si diverte con loro, senza però scordare nei testi una forte critica sociale.
Appino (cantante e chitarrista) è il capobanda che sa fare la cosa giusta per la dimensione concertistica, senza mai strafare.

Prima degli The Zen Circus hanno aperto gli Fast Animals & Slow Kids, ho notato che hanno un forte seguito nel pubblico presente.

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Su Internazionale verità per Giulio Regeni

Copertina di Zerocalcare per Giulio Regeni su Internazionale 25/31 agosto 2017 Numero 1219

Mi piace molto come Zerocalcare ha interpretato la richiesta di verità per Giulio Regeni.
Un figuro egiziano con alle spalle dei teschi, di fronte la signorina Italia che sorride forzatamente,
trattenendo gli italiani che chiedono a gran voce la verità per Giulio Regeni.

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