Freedom Flotilla e Israele ma tu che ne pensi?

Fra ieri sera e questa mattina con l’amico Mirco abbiamo discusso del fatto successo in acque internazionali alla nave turca Mari Marmara, che ha subito un attacco da parte di un commando di truppe militari israeliane. La nave fa parte della Freedom Flottila, convoglio di ONG in navigazione verso Gaza per portare aiuti umanitari ai palestinesi.
A bordo della nave non vi erano persone armate eccetto i militari israeliani che hanno preso possesso dell’imbarcazione. Dopo l’attacco avvenuto in acque internazionali, sono morte 9 persone dell’ONG mentre i feriti sembrano essere 26.
Perché questo atto di violenza?
Possibile che non possa esistere un altra via?
Perché un popolo deve essere in guerra da oltre 50 anni?

Mirco e io ci siamo chiesti: cosa possiamo fare? Che ne pensano le persone che incontriamo ogni giorno? Così dopo che Mirco ha scritto la sua opionione sul suo blog, ci siamo detti proviamo a rivolgere una domanda a Te, tu che ne pensi di quello che è successo?

11 commenti per Freedom Flotilla e Israele ma tu che ne pensi?

  • Franco

    Cari amici, mi rifaccio vivo per invitarvi a considerare la questione delle foto contraffatte (le ho viste oggi sul Corriere, ma mi dicono fossero riportate su tutti i giornali)per negare che sulla Mavi Marmara ci fossero pacifinti invece che pacifisti: un coltello di un “pacifinto” e una chiazza di sangue appartenente ad un incursore israeliano erano scomparse da una delle foto più diffuse dai media internazionali. Con questo non voglio affermare che gli israeliani abbiano fatto bene a reagire in quel modo sconsiderato, ma di certo sono stati aggrediti e stupidamente non se l’aspettavano, soprattutto quelli che si erano calati con le corde dagli elicotteri.
    Si può discutere fino alla nausea se il blocco a Gaza sia giusto o meno, ma provate a ricevere migliaia di missili in testa per anni e poi provate a non incazzarvi come iene. Ricordo che una parte della striscaia di Gaza confina anche con l’Egitto che ovviamente si guarda bene dal consentire un regolare passaggio di merci: il mercato nero rende molto di più se c’è il blocco. Anche Hamas (il partito di Hezbollah che controlla Gaza e che è l’acerrimo nemico del partito Al Fatah di Abu Mazen che invece controlla la Cisgiordania: tra i due partiti da anni c’è in corso una guerra con migliaia di morti di cui i pacifinti non si sono mai interessati) ha tutto l’interesse a mantenere il blocco, sempre per gli enormi introiti derivanti dal mercato nero. Un altro argomento molto interessante su cui discutere sarebbe la motivazione per cui proprio ora la Turchia ha deciso di intervenire nel casino palestinese dopo essere stata per anni il paese mussulmano più vicino ad Israele. Ne ho parlato per un’ora l’altro ieri con un amico belga che ha vissuto anche lui per anni in medio Oriente e conosce molti retroscena che la stragrande maggioranza degli italiani nemmeno si sogna. Entrambi siamo convinti che anche questi episodi “marginali” rientrino in una strategia complessa di cui i palestinesi sono solo le comparse.

    Ps: Hamas è quel simpatico partito che recluta nel seguente modo le ragazzine “martiri” che si immolano “volontariamente” facendosi saltare in aria nei bar israeliani. Tramite un capillare servizio di informazioni (solo chi ci ha vissuto sa quanto siano pettegoli gli arabi) viene a sapere delle “scappatelle” di qualche ragazzina, che magari resta anche incinta. Per non divulgare il fattaccio alla famiglia (immaginatevi un padre arabo che scopre la figlia incinta), i capoccia Hamas concedono alla disgraziata l’alternativa di diventare “martire” con conseguente ottimo sussidio ventennale alla famiglia: i finanziatori, e cioè gli iraniani, ultimamente sono molto generosi con tutti i soldi che guadagnano con il petrolio. Meditate gente, meditate!

  • Dani

    Sul fatto in questione la penso come Ernesto, ma allo stesso tempo trovo le parole di Franco che riporto di seguito, terribilmente discutibili: ….
    “Di certo, da parte israeliana è stato un grave errore di strategia e di immagine”.

    Immagine ? Strategia ?

    Qui stiamo parlando di un crimine vero e proprio

  • […] This post was mentioned on Twitter by Enrico Bernardi, Enrico Bernardi. Enrico Bernardi said: Io e Mirco ci siamo chiesti, tu che ne pensi di #flottila? http://www.sullamaca.it/appelli/freedom-flotilla-e-israele-ma-tu-che-ne-pensi/ […]

  • Bellissimo commento Franco.
    Che mi ha fatto riflettere su quanto le mie idee possano essere solo dei preconcetti
    alimentati da propagande di fonte varia…

  • Ernesto

    Puro atto di pirateria con assassinio preventivo di 9 persone che non avevano commesso niente di male (anche se qualcuno di loro avesse avuto cattive intenzioni, nel diritto occidentale, da secoli, non si può essere condannati per una cosa che non si è ancora commessa).

  • Franco

    Durante gli anni dell’università ho studiato con diversi amici israeliani. Qualche anno dopo ho abitato per due anni in Giordania, dove oltre ad una morosa palestinese (tra l’altro ricchissima) ho frequentato parecchi amici palestinesi.
    Da anni per lavoro frequento il mondo islamico: in particolare Marocco, ma anche Algeria, Senegal, Egitto, ecc. Penso quindi di avere una discreta conoscenza di una e dell’altra parte. Sullo specifico episodio dell’attacco alla nave turca, anche se non credo assolutamente che l’equipaggio fosse costituito solo da pacifisti innocenti, ho idee confuse. Di certo, da parte israeliana è stato un grave errore di strategia e di immagine.
    Riguardo alla democrazia in Israele, si potrà discutere su cosa si intende per democrazia, ma in ogni caso è certamente molto più elevata che in tutti i paesi islamici messi insieme. Questo per ammissione degli stessi amici marocchini, egiziani o anche palestinesi. Questi ultimi avranno anche ragione su molti aspetti, ma alla prova dei fatti non hanno mai perso occasione per perdere l’occasione di raggiungere la pace. A cominciare da quel bastardo bugiardo di Arafat che in inglese o francese diceva una cosa ed in arabo traduceva l’esatto contrario.
    La cosa che più mi ha colpito negli anni passati in Giordania è stato leggere i libri scolastici (sia delle elementari che delle scuole secondarie) che incitavano non solo all’odio verso gli ebrei, ma al loro totale sterminio. I miei amici palestinesi mi dicono che venti anni dopo non è cambiato niente: nei testi scolastici (finanziati tra l’altro dall’Italia) vi sono le stesse frasi di incitamento all’odio. A complicare le cose si si mettono le interferenze di potenze straniere come la Siria o l’Iran che di fatto controlla il partito Hezbollah che a sua volta controlla Gaza. Sono loro a non volere la pace. Se fosse per gli israeliani e palestinesi che ho conosciuto io, la pace si farebbe in 10 minuti: il tempo di bere un caffè fatto nello stesso modo e di mangiare un piatto di felafel e hummus e cioè gli stessi cibi tradizionali di una parte e l’altra.

  • Qualche dubbio sulla REALE democrazia in Isarele ce l’ho.
    Pure io.
    Quando si parla di Israele bisogna ricordare che si parla di un problema di terra.
    Un problema che non è risolvibile.
    Ci vorrebbe una illuminazione generale, di tutti e due i popoli.
    Ho paura che dovremo tenerceli così.
    Quella è sempre stata una zona politicamente instabile.
    Lo sapevano bene romani.

  • Mirco

    La democrazia e lo stato di guerra che perdura da 50 anni non possono coesistere, non c’è democrazia senza pace.In Israele la propaganda di stato, simile a quella di tutti i regimi totalitari (mi viene in mente quella di Cuba, quella del nazismo, quella cinese e tante altre ancora), ha fatto si che la gente sia convinta che solo agendo in questo modo verso i palestinesi si può tutelare la sicurezza dell Stato israeliano.
    La maggior parte dei palestinesi, non sa niente di tutto questo, vive una vita di “merda” senza prospettive solo perchè sono nati lì.
    Per quanto rigurda la storia della nave assaltata dai “pirati”, ritengo sia stato un grave errore agire in quel modo. Israele avrebbe potuto far arrivare la nave nel porto di Gaza senza far scendere nessuno, controllare minuziosamente tutto il carico per vedere se c’erano “i missili”, verificare l’identità di tutti, sempre alla presenza di giornalisti e magari scoprire che c’era veramente qualche malentenzionato sulla nave ed invece sono piombati sulla nave dagli eleicotteri con il mitra in mano, sperando che i passeggeri della nave li accogliessero a braccia aperte. Mah.
    Ora le cose come stanno?
    Chi dobbiamo ascoltare? I palestinesi o gli ebrei, visto che ora a nessun giornalista è permesso di stare sul posto.
    Perchè a tutti i passeggeri della nave è stato sequestrato il telefonino, la macchina fotografica e la videocamera?
    Forse perchè non sanno cosa è successo? O forse perchè è meglio che non lo sappiano in molti?
    Qualche dubbio sulla REALE democrazia in Isarele ce l’ho.

  • Bisogna tenere presente che Israele è un paese democratico dove si vota regolarmente e la stampa è libera più che in Italia. Quindi se il popolo sceglie qesti governatori lo fa perchè si sente accerchiato e ha paura. (Ne sappiamo anche noi qualcosa in Italia, della paura indotta…). Ed in effetti il pericolo rappresentato da Ahmadinejad con la sua bomba nucleare esiste.
    Io credo che la questione israeliana non si risolveera per molti anni ancora.
    E’ stata la creazione di uno stato a tavolino, nel 1947, tra le potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, rubando le terre a chi c’era e mettendo così le premesse per una guerra infinita. Non so se ne fossero consapevoli, o se l’abbiano fatto apposta ma il fatto ormai ovviamente è incancellabile.
    Servono menti illuminate, ma questo secolo ancora non ne ha prodotte.
    E’ vero che ogni secolo ha i suoi geni, leader, miti, e politici che cambiano la storia. Sicuramente arriverà anche in questo secolo…speriamo faccia un giretto anche in Italia

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